« La bicicletta insegna cos'è la fatica, cosa significa salire e scendere - non solo dalle montagne,
         ma anche nelle fortune e nei dispiaceri - insegna a vivere. Il ciclismo è
             un lungo viaggio alla ricerca di se stessi. »

Maggio 08 2009

Ivan Basso: “Micaela è stata la mia forza”

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(AGM-DS) - Ivan Basso. Il campione di ciclismo ha rivelato che la famiglia lo ha aiutato ad uscire dal periodo di crisi. Ormai è tutto pronto. Gambe allenate, fiato da vendere e piedi ben infilati nei pedali della bicicletta per la prima tappa del centesimo Giro D’Italia che inizia domani da Venezia.
E tra la manciata di ciclisti noti e favoriti di quest’anno c’è grande trepidazione per il ritorno di Ivan Basso, il campione gallaratese squalificato due anni fa per doping dopo essersi portato a casa la medaglia di vincitore del Giro.
Molti lo danno per favorito ma lui rivela al settimanale “Chi” che la sua vita, dopo le vicende per doping e il blocco dall’attività professionale, non è stata affatto facile e che la forza di uscire dal tunnel gli è arrivata dalla famiglia: “Se non avessi avuto questa famiglia non so come avrei superato i due anni di squalifica. Loro sono stati il mio carburante”.
La moglie Micaela, la figlia Domitilla e il piccolo Santiago sono stati il motivo per trovare quell’energia necessaria per rimettere la benzina nel serbatoio e superare il momento di crisi che lo ha travolto: “I primi giorni eravamo frastornati tutti. Micaela mi guardava in silenzio, Domitilla non capiva che cosa facesse a casa papà. Santiago era troppo piccolo per farsi domande”.
A quei primi momenti di imbarazzo sono seguiti quelli delle parole: “Alla bambina ho raccontato di un gioco dove io avevo sbagliato mossa. Dopo la squalifica potevo smettere o continuare, ho deciso di continuare e mi sono comportato come se dietro l’angolo ci fosse una gara ad aspettarmi”.
E se il momento del ritorno era ancora lontano la voglia di farcela era ormai a portata di mano e così Ivan ha deciso di non farsi vincere dallo sconforto e di continuare a portare avanti il sogno di tornare ad essere il grande campione di una volta: “Salivo in bicicletta la mattina, tornavo a pranzo a casa, seguivo una dieta corretta, facevo massaggi e ginnastica. Quello era il mio lavoro, ho continuato a farlo”.
Impegno, devozione, voglia di non mollare e un amore forte a sostenerlo: “Non ci sono stati traumi e il rapporto con Micaela è diventato più profondo”.
Ed ora che il peggio è passato è arrivato il momento in cui “bisogna lavorare, purgare e aspettare. Ma non voglio più parlare di quell’episodio. Adesso lascio che a parlare siano i risultati”.

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