Novembre 26 2008
Test di endurance - Relazione potenza-tempo di esaurimento
Tags : allenamento, mapei
Sul sito della Mapei potete avere visione dell’analisi dell’allenamento di Ivan del 5 Novembre scorso.
Per la giornata odierna Ivan aveva in programma un’uscita di circa due ore, per consentire ad un’équipe televisiva straniera di effettuare su di lui alcune riprese in allenamento, da inserire nel contesto di un’intervista.
Il programma delle riprese prevedeva a metà pomeriggio la simulazione di un test di massimo consumo di ossigeno(VO2max) in laboratorio, semplicemente per dare un’idea della tipologia di test ai quali Basso viene sottoposto. Le troupe ha iniziato le riprese della calibrazione della strumentazione (eseguita secondo l’effettivo protocollo), mentre Ivan simulava una fase di riscaldamento. Tale riscaldamento è stato però troncato dopo circa 5 minuti (anziché al termine dei 20 minuti solitamente previsti), per passare alle riprese del test che nelle intenzioni doveva dunque essere solo una simulazione. Dopo altri 5 minuti di ripresa è stato chiesto ad Ivan se se la sentisse di continuare la prova, portando a termine un vero e proprio test, semplicemente per consentire una raccolta migliore di immagini.
Il test è stato portato a termine nonostante l’incompleto riscaldamento. I dati di questa prova assolutamente “fuori programma”, eseguita dopo aver staccato da alcuni giorni con l’allenamento, sono riportati nel referto sottostante.
Sette giorni all’alba. Sette giorni per chiudere la parentesi più brutta della sua vita, per lasciarsi alle spalle gli errori e una squalifica meritata.
Ivan Basso torna a parlare da corridore, pochi giorni prima che scada la squalifica (il 24 ottobre), pochi giorni prima di tornare a correre (il 26 ottobre alla Japan Cup).
«Da tanto pensavo a questo momento: riattaccherò il numero sulla schiena e potrò riprovare quelle sensazioni che mi sono mancate così tanto. Sono felice, e ho anche una buona condizione perché ho lavorato tanto per la Japan Cup. E’ come se iniziasse un’altra carriera per me»
E ancora: «Ho pagato il mio debito e questo mi rende sereno. Ma il senso di imbarazzo, almeno all’inizio, ci sarà sicuramente. Non so se sono quello che ha pagato di più, non sono un poliziotto che deve indagare, rivivere certe situazioni mi fa male, ho bisogno di pensare in positivo. E poi sono la persona meno indicata per parlare dei problemi del ciclismo. Ho chiesto un anno fa di essere controllato da tutte le agenzie, aderendo ad ogni tipo di protocollo. Dai prossimi giorni, insieme al professor Sassi, pubblicherò on line i dettagli dei miei allenamenti sul mio sito, su quello della Liquigas e quello del Centro Mapei Sport».
fonte: tuttobiciweb
L’intervista audio:












