Ivan Basso è tornato a correre alla Japan Cup, in maglia Liquigas, dopo due anni di squalifica e quindi di lontananza dalle competizioni. Nonostante lo stop forzato, Ivan ha continuato ad allenarsi con la stessa meticolosità e attenzione che lo ha sempre caratterizzato con l’obiettivo di tornare più forte di prima. Ecco come si è raccontato il campione varesino, accompagnato dall’ex professionista Michele Bartoli, presso lo stand “La Gazzetta dello Sport” del padiglione 7 alla fiera EICMA
Ivan, cominciamo dagli inizi. Ricordi la tua prima bicicletta?
“Ma certamente. Era verde, piccolina. Ho ancora in mente il modello: ne andavo davvero fiero”
E del tuo esordio agonistico che cosa ricordi?
“Non potrei scordare mai la mia prima corsa. Era in provincia di Milano e giunsi secondo. La prima vittoria non tardò comunque a venire e ho ancora vivo in mente il ricordo di quella giornata. La premiazione, la coppa…”
Molti sostengono che tu interpreti il ciclismo con una disciplina ed una metodicità che raramente si riscontrano tra i professionisti tuoi colleghi. E’ vero?
“Sicuramente interpreto il ciclismo con il massimo impegno e professionalità. Correre ad alto livello richiede un impegno costante e quotidiano: devi saperti imporre una certa disciplina. Bisogna lavorare tanto e bene per allenarsi. Io faccio così e quando esco in bici cerco di metterci cuore e testa. E poi in bici mi piace anche sognare: sognare di vincere le grandi corse, quelle che contano”.
Qui insieme a te c’è un ex campione come Michele Bartoli che in Toscana si allenava sulla salita del Serra. Qual’è la salita che tu percorri di spesso in allenamento?
“Il Cuvignone. E’ la salita che utilizzo per effettuare i test e controllare il mio stato di forma. Se la percorro entro i 30 minuti significa che sto bene, altrimenti devo ancora lavorare sodo”.
E del tuo rientro alle corse dopo il lungo stop cosa ti è rimasto?
“Ho sofferto davvero tanto in questi due anni. Ma ho sofferto “bene” perché, nonostante i fatti noti che purtroppo mi hanno riguardato, ho sempre mantenuto una certa serenità. Ho sempre guardato avanti, al mio rientro. Ed eccomi qui, ora, pronto a gareggiare nuovamente”.
fonte: Eicma