« La bicicletta insegna cos'è la fatica, cosa significa salire e scendere - non solo dalle montagne,
         ma anche nelle fortune e nei dispiaceri - insegna a vivere. Il ciclismo è
             un lungo viaggio alla ricerca di se stessi. »

Settembre 22 2009

Da Garzelli a Basso: le voci dal ritiro azzurro

Tags : ,

Sono i due varesini, Garzelli e Basso, ad aprire e chiudere la reception di Villa Cagnola. Il campione di Besano è stato tra i primi ad arrivare nel ritiro azzurro (”battuto” dai soli Santambrogio e Pinotti) di Gazzada, quello di Cassano buon ultimo dopo aver cenato con la famiglia, dopo tre settimane passate alla Vuelta di Spagna. Nel mezzo la carrellata degli azzurri che hanno raccontato speranze, desideri, timori ed emozioni che anticipano il Mondiale di Mendrisio.

GARZELLI IN REGIA - A 36 anni è al suo secondo mondiale, dopo Verona. Dimenticata la delusione per la mancata convocazione di Varese, Stefano Garzelli è pronto per un ruolo di primo piano a Mendrisio. «Ballerini mi ha dato il ruolo di regista, anche se al giorno d’oggi ci sono le radioline che facilitano molto questo lavoro. Io ho il vantaggio di conoscere molto bene le strade su cui si corre: bisogna fare attenzione soprattutto alla salita di Novazzano, vicina all’arrivo e durissima, dopo i 200 chilometri di corsa. L’ho provata anche prima della Tre Valli, anche dietro motore: confermo questa impressione. Intanto, per calarmi nella parte, a Prato non ho corso per la classifica ma ho osservato molto bene i miei compagni di nazionale che hanno gareggiato bene; se aggiungiamo le prove di Basso e Cunego alla Vuelta, vediamo quanto è forte questa squadra».

BALLERINI E IL “VERO CT” - Il commissario tecnico Franco Ballerini è di buon umore e parla volentieri dei suoi collaboratori. «Venerdì arriva in ritiro il grande Alfredo Martini: è lui il vero ct dell’Italia perchè ogni volta che ci viene a trovare dice sempre qualcosa di bello, positivo e utile. Bettini invece è strano se non fosse con noi: è bello averlo qui e mi piace molto come la squadra viva tutta assieme questi momenti. Poi c’è una gara da vincere e la cosa mi rende felice, perché sono stufo di assistere a corse disputate da altri. Ho una squadra forte, con un Cunego in grandissima condizione e una serie di alternative molto interessanti».

CUNEGO, FORMA SUPER - È uno dei favoriti per la corsa iridata in cui sarà la prima punta dell’Italia: Damiano Cunego lo scorso anno a Varese terminò secondo. «Per me Mendrisio sarà il quarto Mondiale da professionista e so che tutti si aspettano molto dalla mia corsa. Però arrivo qui con una condizione che non è mai stata così buona e sono contento che, per una volta, le mie vittorie alla Vuelta hanno messo tutti d’accordo sul fatto che possa giocarmi le mie possibilità. In Spagna non potevo andare meglio, ora ci aspetta una settimana di attesa e tensione per una corsa importantissima. L’Italia è uno squadrone ma dovrà guardarsi dalla Spagna e da altri “singoli” molto pericolosi, come Cancellara o il belga Gilbert».

LA TRANQUILLITA’ DI POZZATO - Il campione d’Italia Filippo Pozzato giunge al Mondiale dopo una stagione positiva, rilanciato dall’esperienza di capitano alla squadra russa Katusha. «Per quanto mi riguarda, sono sempre stato tranquillo sulla convocazione in azzurro. Credo di aver fatto tutto quello che era necessario per essere qui e sono pronto a dire la mia. A Mendrisio il percorso è molto impegnativo, però la squadra è forte e soprattutto è pronta a interpretare i consigli e gli ordini che ci darà Ballerini».

BALLAN SENZA PRESSIONE - La sua gigantografia campeggia al piano terra di Villa Cagnola: Alessandro Ballan è il campione in carica e avrà ancora un ruolo di primo piano domenica prossima. «Sono tranquillo, perché ho già vinto nel 2008 e non devo a tutti i costi mostrare il mio valore. Conosco il percorso, so che è ancora più duro di quello di Varese: sarà fontamentale ancora una volta il lavoro di tutta la squadra. Le carte in regola per vincere ci sono tutte e passare questi giorni nella città che mi ha visto trionfare mi fa sempre un bell’effetto».

CANTELE ATTENTA AL VENTO - La campionessa di Arcisate è alla ricerca della prima medaglia mondiale da professionista. Prima della corsa in linea Noemi Cantele correrà la cronometro insieme a Tatiana Guderzo. «Sarà una crono in cui bisognerà fare attenzione al vento, che potrebbe soffiare in senso contrario alla corsa. Una difficoltà in più su un tracciato meno semplice di quanto dica la cartina, per una corsa che ha molte favorite: Thurig, Soeder e tante altre ancora».

BASSO TRA VUELTA E IRIDE - Solo un pomeriggio a casa per Ivan Basso tornato da Madrid e subito “rimbalzato” al ritiro azzurro. «Quando ho detto ai bambini che tornavo via pensavano a uno scherzo; mi hanno lasciato andare solo perché ho promesso loro che possono venirmi a trovare un pomeriggio a Villa Cagnola. Per quanto riguarda il Mondiale, il mio ruolo per ora lo sa solo Ballerini; da parte mia sono pronto come del resto tutta la squadra che mi sembra in gran forma. Il circuito mi piace molto nel complesso, anche se è molto duro e impegnativo anche perché andrà ripetuto tante volte».

fonte: varesenews

Settembre 22 2009

Con Ballerini&C nel ritiro Italia

Tags : ,

GAZZADA (Va), 21 settembre 2009 - Il primo ad arrivare è stato il cronoman Marco Pinotti: alle 16, con due ore di anticipo per evitare, a chi lo accompagnava, gli ingorghi del traffico. Il secondo è stato Mauro Santambrogio: alle 17.40, alla guida della sua Mini Cooper S, azzurra con fasce bianche sul cofano e tetto bianco, quasi una replica della maglia dell’Italia che vorrebbe indossare domenica. Il terzo è stato Stefano Garzelli: alle 18.10, sulla Mercedes ammiraglia della sua squadra, guidata da Franco Gini che per i Mondiali si è trasformato da direttore sportivo dell’Acqua & Sapone a commissario tecnico della Colombia. L’ultimo, almeno stavolta, Ivan Basso: rientrato solo nel pomeriggio dalla Vuelta, ha chiesto e ottenuto il permesso di fermarsi a casa (abita qui vicino, a Cassano Magnago) per cenare con moglie e figli.

pace spirituale - La Nazionale italiana si è radunata a Villa Cagnola, dove il ciclismo diventa una religione. Tant’è che questa oasi di pace spirituale e botanica abitualmente ospita l’Istituto superiori di studi religiosi e la Fondazione ambrosiana Paolo VI, e occasionalmente l’Italia di Franco Ballerini. La prima volta nel 2006, tre giorni di raduno prima del Mondiale di Salisburgo, il primo dei due arcobaleni conquistati da Paolo Bettini; la seconda da stasera fino a domenica, per il Mondiale di Mendrisio, una quindicina di chilometri di distanza in linea d’aria (e un’ora e mezzo nel caotico traffico di oggi). E con i corridori, tutto il mondo azzurro: dal presidente Renato Di Rocco, reduce dal Salone del ciclo, a Franco Vita, che in 41 anni (non ancora compiuti) di ciclismo a quattro ruote pilotando direttori sportivi e commissari tecnici, ha coperto - più o meno - un milione e 300 mila chilometri. E poi meccanici, massaggiatori, dirigenti, oltre ovviamente alle formazioni delle donne e degli Under 23.

Stanno tutti bene - “E’ la nostra settimana santa - spiega Ballerini, valigia a rotelle e portabiti a spalla -. E non vedevamo l’ora. Dopo lo stress delle scelte, ci piace sentire finalmente anche lo stress della corsa, quella tensione che sale, inesorabile, ogni giorno, di ora in ora, fino al pronti-via”. Sei giorni di raduno e ritiro, parole e pensieri, sgambate e allenamenti. “Stanno tutti bene, i ragazzi - conferma Ballerini -. C’è chi lo ha dimostrato alla Vuelta, chi nelle prove del calendario italiano. Anche ieri, a Prato, tutti e cinque gli azzurri erano davanti. Dobbiamo solo cercare di mantenere la condizione e cementare i rapporti, l’unità, l’armonia. Stando insieme, vivendo insieme, correndo insieme”. Continua a leggere »

Agosto 22 2009

Ballerini bacchetta Basso

Tags : , ,

Il Trofeo Melinda, vinto in volata da Giovanni Visconti, non soddisfa il commissario tecnico del ciclismo azzurro, Franco Ballerini: “Sono molto deluso, nessuno dei presunti pretendenti alla maglia azzurra ha fatto granché”.

“Il solo Bosisio ha provato ad animare un po’ la corsa. Non sono preoccupato perché credo che la Vuelta risolverà parecchi problemi, poi sarà l’unità del gruppo a fare la differenza. Basso, ad esempio, avrebbe potuto fare molto di più”, conclude l’ex ciclista.

Il varesino della Liquigas ha chiuso al quarto posto.

Maggio 08 2009

Franco Ballerini: “Lance Armstrong è il valore aggiunto del Giro d’Italia”

Tags :

L’insolito cielo di Venezia, le gondole, il blu del mare. Il Giro d’Italia riparte dal Lido di Venezia, dal profondo Nord, lo stesso che per novantanove anni ha avuto l’onore e l’onere di raccogliere le ultime stille di sudore dei ciclisti impegnati ad onorare il mito della Corsa rosa. Nato a Milano il 3 maggio 1909 da un’idea della Gazzetta dello Sport, il Giro ha conservato, nonostante i suoi cent’anni, una robusta linea giovanile. Mai un lifting, solo qualche restyling qua e là, per ridargli un po’ di luminosità. Da Venezia fino Roma, saranno tre settimane di fatica e di sudore. Insomma, l’avventura che fu di Coppi, Girardengo, Bartali, Magni, Merckx e Gimondi, solo per restare nell’ambito delle leggende, è pronta a ripartire. Il tecnico della Nazionale, Franco Ballerini, intervistato da Tiscali, la seguirà tappa per tappa.

Il Giro riparte dal Nord, cosa cambierà?
«Quando si partiva dal Sud, la prima settimana era sempre stata di transizione. In questo Giro, sin dalla quarta tappa, i corridori dovranno arrampicarsi sulle Dolomiti. Quindi dovranno essere pronti subito. In altre occasioni le prime uscite servivano a dare un po’ di vigore alle gambe. Adesso per i ciclisti la difficoltà maggiore sarà la gestione delle tre settimane».

Come sempre, i favoriti saranno i passisti?
«Ivan Basso, Damiano Cunego e Danilo di Luca sono, fra gli italiani, i più accreditati alla vittoria finale. Ma se vorranno ottenere il massimo dovranno battere la concorrenza straniera. L’Astana è in Italia con una squadra molto competitiva. Che ha in Levi Leipheimer, forte in crono e salita, la sua punta di lancia. L’altro grande favorito è lo spagnolo Carlos Sastre: il vincitore del Tour de France sa gestire, ha molta esperienza, le tre settimane. C’è anche Denis Menchov, se il corridore russo saprà ritrovare la forma perduta». Continua a leggere »

Febbraio 23 2009

Tirreno-Adriatico: Test per Basso

Tags : ,

FIRENZE - Per la prima volta nei suoi 44 anni di storia prenderà il via dalla Toscana. Presentata a Firenze la Tirreno-Adriatico, che scatterà l’11 marzo da Cecina. Un percorso vario, interessante, che potrebbe essere un test importante sia per gli aspitanti alla Milano-Sanremo, sia per quei corridori in cerca del grande rilancio. E’ di questo avviso Franco Ballerini, il ct azzurro: “Se sarà della corsa, per Ivan
Basso potrebbe essere un importante test. Ci sono strappi interessanti - ha spiegato Ballerini - e soprattutto una cronometro di 30 chilometri dove Basso potrebbe capire a che punto è la sua preparazione in vista soprattutto del Giro d’Italia. In generale credo che potrebbe esserci un bel duello tra lo svizzero Cancellara, che può bissare il successo dello scorso anno, e il nostro Filippo Pozzato, che sta lavorando molto per le crono. Vedo bene anche il tedesco Kloeden”. Continua a leggere »

Ivan Basso Liquigas Team Newsletters Forum di discussione Chat Rassegna stampa