Febbraio 04 2010
Oggi festeggio la mia Domitilla e poi vado in ritiro sul Vulcano
CASSANO MAGNAGOOggi in casa Basso è una giornata speciale: Domitilla compie sette anni, e si merita la più bella delle feste. Niente di particolare, solo quello che lei preferisce e che ha chiesto come regalo: una serata da passare tutti insieme, con quel diavolo di Santiago, con mamma Micaela, e soprattutto con papà Ivan. Quel papà che è spesso in giro per il mondo ma che è talmente speciale da non far mai sentire la sua mancanza, quel papà che ha fatto i salti mortali per essere qui oggi, prima di partire per un periodo di ritiro con la sua squadra. Un periodo fondamentale, quindici giorni nella solitudine del monte Teide - un vulcano sull’isola di Tenerife - che serviranno a fare il fondo e verranno buoni più avanti, quando si tratterà di vincere quel benedetto Giro d’Italia. «Saranno giorni importantissimi - dice Ivan - in un posto che pare fatto apposta per concentrarsi e liberare la mente: un albergo a duemila metri, il vulcano, e nient’altro».
E’ il primo ritiro dell’anno con la squadra?
Sì, dopo tutto il lavoro fatto a casa è arrivato il momento di passare allo step successivo: seguiremo un programma giornaliero molto duro, interamente dedicato all’allenamento e alla bicicletta. Tanta palestra, ginnastica, massaggi. Staremo lassù per quindici giorni, e torneremo poi sul Teide a fine aprile: allora mancherà poco all’inizio del Giro, e quella sarà la rifinitura, il tocco finale alla preparazione.
Al ritiro del Teide e in quelli successivi saranno presenti dei giornalisti, invitati dalla Liquigas, che racconteranno quello che vedranno. Tutto alla luce del sole, più trasparenti di così?
E’ stata una grande idea avuta dalla squadra, che riprende quello che è stato il mio percorso dal giorno del mio rientro alle corse dopo la squalifica. Fin da subito ho scelto di mettere tutto in chiaro, di pubblicare su internet tutti i miei allenamenti e i miei valori, di far vedere che non ho nulla da nascondere. Ora l’operazione trasparenza continua, con i ritiri aperti ai giornalisti e la possibilità di vedere cosa facciamo e come lo facciamo. Credo che i tifosi abbiano il dovere di informarsi e, soprattutto, il diritto di sapere.
Inizialmente aveva fissato il suo debutto per fine marzo. Poi le cose sono cambiate, e il suo ritorno alle corse sarà il 27 e 28 febbraio ai GP dell’Insubria e di Lugano, sulle strade di casa. Perché?
Un atleta deve essere capace di capire cosa è giusto per lui, di fidarsi delle sensazioni e di cambiare i programmi, se lo ritiene necessario. E’ andata esattamente così, perché ho pensato che dopo venti giorni di ritiro lontano da casa fosse bello ricominciare subito a correre, magari in una corsa vicino a casa. I risultati del lavoro svolto fin qui sono eccellenti, oltre le aspettative, e con il mio staff abbiamo stabilito che era giusto riprendere a correre subito. In quei due giorni mi sarei comunque dovuto allenare, e io credo che l’allenamento migliore sia attaccarsi un numero sulla schiena e correre. Le due corse sono vicine a casa, quindi logisticamente non sono complicate da organizzare e non richiedono spostamenti lunghi e scomodi. E poi, c’è dell’altro.
Ovvero?
C’è anche una buona componente scaramantica in questa scelta. Sto iniziando una stagione importante, dalla quale mi aspetto tantissimo: ho ritenuto fosse giusto iniziarla qui, sulle mie strade, per ripartire dove tutto è ricominciato. L’ho fatto per me, e l’ho fatto anche per i miei tifosi che avranno la possibilità di venirmi a vedere, di applaudirmi e di seguirmi in corsa: queste cose sono mancate tanto anche a loro, non solo a me.
Francesco Caielli
la provincia di varese .it











