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01:14 24 Gennaio 2010
| gianmala
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| San Luis, ancora un trionfo per la Androni Diquigiovanni |
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Gianni Savio e i suoi ragazzi stanno davvero scrivendo pagine importanti nella storia del Tour San Luis 2010 : dopo i successi ottenuti da Loddo e Rodriguez, è arrivato infatti anche quello dello spagnolo Luis Angel Maté che si è imposto sul traguardo di Mirador del Sol. Maté ha concluso vittoriosamente l'attacco portato insieme a Serpa contro il siciliano Nibali, maglia di leader della corsa. Ma il talento della Liquigas Doimo ha risposto da par suo agli attacchi dei due avversari ed è giunto con loro al traguardo, conservando così il primo posto nella classifica generale e alla vigilia dell'ultima tappa è ormai vicino al trionfo finale.
Ordine d'arrivo 1º 143 MATE, Luis ESP ANDRONI-GIOCATTOLI 4:01:34 10″ 2º 141 SERPA, Jose COL ANDRONI-GIOCATTOLI mt. 6″
3º 51 NIBALI, Vincenzo ITA LIQUIGAS-DOIMO mt. 4″
GRANDE VINCENZO!!!!!!!!!!!!!!!…continua il momento magico dello “squalo dello stretto”!!!!
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19:26 24 Gennaio 2010
| Vincenzo
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Chris & Greg, è Vanilla Sky!
TDU a Greipel. S.Luis: Androni vola
Se Greipel e la HTC-Columbia aveva tenuto botta alla combinazione dei fattori Evans, Valverde, Luis Sánchez e Willunga Hill, non riuscivamo a scorgere neppure all'orizzonte qualcuno in grado di dar fastidio oggi al leader della corsa. La tappa, la più corta della corsa coi suoi 90 km, tutti in circuito (piatto) ad Adelaide, è di quelle che Greipel ha vinto a iosa e, con una squadra cucita su misura per questi tracciati (massì, diamo un briciolo di gloria anche a chi ha lavorato tanto nell'ombra: Eisel, Goss, Grabsch, Rogers, Roulston e Sieberg), il tedesco poteva di certo dormire sonni tranquilli. E infatti così è stato, se pensiamo che l'attacco più pericoloso è stato portato da Wesley Sulzberger, già in bella evidenza ieri, che doveva recuperare 39″ in classifica ed è riuscito a gestirne anche 50 a circa 20 km dalla fine. Una probabilità su mille di farcela, ma applausi a questo bel ragazzotto australiano dal cognome tedesco che almeno ci ha provato e chissà, magari una volta Davide sconfiggerà davvero Golia. Ripreso Sulzberger, sono cominciate le lotte tra i variopinti treni dei velocisti, quello rosso Radioshack per Steegmans, quello arancio Rabobank per Brown, quello blu elettrico del Team Sky per Henderson, mentre Greipel si limitava a controllare che tutto procedesse secondo i piani. Il colore giusto è quello blu del Team Sky, tempi perfetti, Sutton si lancia con Henderson a ruota e nessuno riesce a contendere le possibilità di vittoria al duo australiano-neozelandase, né Brown, né McEwen, né tantomeno Greipel che più che altro è attento a non perdere secondi che gli possano risultare fatali. Di secondi buoni a scalare la classifica ne conquista Henderson, che tra traguardo volante e piazzamento all'arrivo, ne totalizza nove, sufficienti per superare in un colpo solo Evans, McEwen e Roberts e completare il podio della generale con Greipel e LL Sánchez. Dunque la prima vittoria ufficiale stagionale per il Team Sky è arrivata da Sutton, così come nel carniere di Greipel arriva la quarta, che significa secondo Tour Down Under conquistato, come solo O'Grady riuscì a fare a cavallo dei due millenni, tra il 1999 e il 2001. E ci perdonerete se cogliamo l'occasione per spendere due parole in ricordo del povero Alessio Galletti che in quell'occasione conquistò una delle sue quattro vittorie da professionista. (Giuseppe Cristiano)
Venerdì tre nei primi cinque, ieri invece addirittura quattro nei primi sei: in questo Tour de San Luis la presenza massiccia degli uomini dell'Androni Giocattoli nelle prime posizioni quando la strada sale sta diventando una vera e propria costante. Un inizio si stagione simile, con ben tre vittorie in pochi giorni, è sicuramente il modo migliori per dimenticare i problemi invernali (protrattisi fino ad un paio di settimane fa) per l'affiliazione allo status di squadra Professional. Non abbiamo ancora parlato, però, del vincitore: dopo Loddo e Rodríguez ad andare a segno è Luis Angel Maté, che fino ad oggi vantava solo due tappe al Circuito Montañes come vittorie internazionali. Il 26enne spagnolo, soprannominato “La Lince Andalusa”, è giunto alla corte di Savio all'inizio della passata stagione su segnalazione di Davide Rebellin e fin dalle prime corse ha saputo ritagliarsi un ruolo importante in appoggio dei capitani e si è fatto trovare quasi sempre pronto anche nel momento in cui toccava a lui fare la corsa. Una tappa, quella di oggi, caratterizzata da un grande caldo (più di 35 gradi sul percorso) che però non ha spaventato sei fuggitivi: Martin Garrido (Selezione Argentina), Luis Mansilla (Cile), Jairo Pérez (Colombia), Rodrigo García (Xacobeo), Magno Prado Nazaret (Brasile) e Jorge Montenegro (Andalucía). I battistrada sono riusciti a guadagnare fino a 8'30″ ma il plotone s'è rifatto sotto proprio sulle prime rampe della salita finale verso il Mirador del Sol di Merlo. Grandi protagonisti ovviamente gli uomini dell'Androni che avendo Serpa secondo nella generale a 30″ da Nibali hanno provato in ogni modo a far saltare il banco: il messinese della Liquigas è stato bravissimo a controllare con lucidità la situazione anche in una situazione di netta inferiorità numerica. Nonostante il gruppo dei migliori fosse abbastanza sfilacciato la tappa si è decisa praticamente in volata: Jackson Rodríguez ha fatto una grande tirata in testa al gruppo e Maté è andato a prendersi il successo davanti al suo compagno Serpa con Nibali terzo; in quarta posizione, staccato di 3″, lo stesso Rodríguez, in quinta il giovane Valls mentre sesto è arrivato un altro Androni, Ochoa. In classifica generale Nibali resta in testa con 28″ su Serpa e stasera, nell'ultima tappa, non dovrebbe avere problemi a portarsi a casa il successo finale visto che sarà un affare tra velocisti o, al più, tra gente fuori classifica che proverà l'azione da lontano.
il tour down under si è concluso con la meritata vittoria di greipel,per la liquigas ottima la corsa dello slovacco sagan ex biker oggi 11°,questa corsa sta migliorando sempre più e ormai la corrono ottimi atleti,nel tour san luis nibali si è difeso al meglio dall'attacco degli androni la squadra guidata da gianni savio si sta dimostrando come la più competitivo di tutta la corsa credo che questo sia dovuto alla voglia che ci mettono i ragazzi di savio che probabilmente non hanno avversari fortissimi o al massimo della forma però sicuramente qualche atleta di spessore c'è tant'è vero che non dovrebbero riuscire a vincere la corsa per merito di nibali che certamente vista la situaione di incertezza in casa liquigas tra i 4 leader ha iniziato a portare acqua al suo mulino.
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10:34 25 Gennaio 2010
| gianmala
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| Tour San Luis: festa finale per Loddo e Nibali |
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Si conclude con un festival italiano il Tour San Luis: l'ultima tappa, infatti, è stata vinta da Alberto Loddo e Vincenzo Nibali ha conquistato il successo finale. Il velocista sardo della Androni Diquigiovanni ha firmato la sua personale doppietta sulle strade d'Argentina precedendo il siciliano Danilo Napolitano (Team Katusha) e Francisco Pacheco (Xacobeo). Nibali, invece, dopo aver respinto ieri gli assalti degli avversari e in particolare degli uomini di Gianni Savio, oggi ha potuto difendere con discreta tranquillità e conquistare così il suo secondo successo stagionale. E chi ben comincia…
Tuttobiciweb
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15:23 25 Gennaio 2010
| Vincenzo
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da http://www.cicloweb.it
Lo sprinter e il campione
Tappa a Loddo, classifica a Nibali
Un bottino di quattro tappe (su sette) e la classifica generale portata a casa: difficilmente la pattuglia italiana poteva sperare di far meglio in questa corsa argentina d'inizio stagione. Certo, gli avversari erano quelli che erano, soprattutto per i nostri assi dello sprint che hanno fatto il bello e il cattivo tempo conquistando addirittura sette podi su nove nelle tre tappe riservate ai velocisti. Ieri sera Loddo ha firmato la sua personale doppietta a San Luis e portando a quattro i successi di questo primissimo scorcio di stagione dell'Androni Giocattoli di Gianni Savio che si dimostra ancora una volta compagine costruita per vincere, e tanto, in ogni parte del mondo. E non siamo che all'alba. Secondo Napolitano, a cui è mancato ancora una volta quel qualcosina per poter trasformare almeno uno dei tre podi conquistati in vittoria. Ma l'importante, in questo momento, è essere lì, riprendere confidenza con certi meccanismi e con gli avversari, le vittorie arriveranno. E ora lasciamo la scena al Nibali che non t'aspetti, capace di arrivare in Argentina, spianare la strada al successo di Chicchi nella prima tappa, sfoderare una crono perfetta contro avversari sicuramente più in condizione di lui, e poi di difendersi col coltello tra i denti dagli assalti dei sudamericani che però in nessuna occasione hanno dato l'impressione di poterlo veramente mettere in difficoltà. Sia d'esempio per tutti i campioni del ciclismo moderno questo Nibali, voglioso di soffrire anche in una corsa a tappe sudamericana: sono venuto qui e provo a vincere fino alla fine - a gennaio in Argentina come a luglio in Francia - e se poi gli altri sono più forti di me, allora è un altro discorso. Sembrerà un discorso ovvio, ma andateglielo a dire a un Andy Schleck, impalpabile in fior di corse durante l'anno (andare a spulciare gli ordini d'arrivo di Tirreno-Adriatico, Sanremo e Paesi Baschi 2009 per farsi un'idea del concetto) per poi, magari, presentarsi in forma smagliante 10 giorni dopo a Freccia e Liegi e ridicolizzare gli avversari sulle côtes. Non ce ne voglia il fortissimo spilungone lussemburghese ma, con tutto il rispetto per la sua immensa classe, noi gli preferiamo i Nibali e gli Evans. Ritornando in Sudamerica, il podio è completato dal solito - per questo tipo di corse - Serpa che ha forse pagato una crono al di sotto dei suoi livelli e da un'ottimo Rafael Valls, giovanotto spagnolo della Footon da seguire con curiosità. Interessanti i piazzamenti dei redivivi Botero, quinto e Rasmussen, ottavo (ma separati da un solo secondo, frutto dell'abbuono conquistato dal colombiano proprio nell'ultima tappa!), ma mai seriamente in lotta per il successo finale.Giuseppe Cristiano
il tour de san luis si è concluso con la meritata vittoria di nibalila corsa è stata di buon livello nonostante non ci fossero squadre del protour se escludiamo liquigas,katusha e footon probabilmente più debole di tante professional,la corsa in salita è stata animata dalla squadra di savio che ha vinto 4 tappe 2 con loddo e una a testa con rodriguez e matè,alle spalle di nibali serpa(androni) a 28″ e valls(footon) a 1'19″,buon 5° posto per l'esperto santiago botero,8°rasmussen al rientro nel grande ciclismo,mazzanti ha concluso al 17° posto e il napoletano pasquale muto della miche 80° a 29'59″ da nibali.

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12:48 30 Gennaio 2010
| Vincenzo
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parte oggi il giro della provincia di reggio calabria (memorial fausto coppi),finalmente una buona corsa viene organizzata anche nel sud italia organizzato dall'Asd Sporting Club 1917.la corsa è composta da 4 tappe,1a tappa: Palmi - Cosenza (183.1 km),2a tappa: Cosenza - Crotone (178.7 km),3a tappa: Crotone - Catanzaro (171.4 km),4a tappa: Soverato - Reggio di Calabria (165.7 km),la 2a e la 4a tappa sono sicuramente per velocisti,la prima potrebbe presentare qualche sorpresa con la salita di potame ad una ventina di km dal traguardo,la 3a tappa presenta gli ultimi 100 km senza un metro di pianura l'arrivo è previsto a catanzaro alta dopo una salita di 3 km.i principali iscritti sono il campione in carica baliani,muto e rasmussen della miche,petacchi,pietropolli,hondo,bernucci,lorenzetto e bole per la lampre,mattia gavazzi della colnago,ferrara,ventoso e sella per la carmiooro,gatto e visconti per la isd,ginanni e bertogliati per la androni,anzà,rossi e noè per ceramica flaminia,commesso per la meridiana,torosantucci,muraglia e l'amico di giuseppe costa agosta per la cdc, la liquigas sarà composta da Manuel Quinziato,Tiziano Dall'Antonia,Mauro Finetto,Jacopo Guarnieri,Aleksandr Kuschynski,Daniel Oss,Fabio Sabatini,Brian Bach Vandborg,onestamente non rieso ad individuare 2-3 favoriti pèer la vittoria finale visto che siamo alla prima corsa dell'anno per tanti atleti,magari alla fine potrebbe spuntarla qualcuno che ha già corso in argentina.
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14:23 30 Gennaio 2010
| Giuseppe Costa
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Siamo alla prima gara italiana del 2010, gli anni passati il compito di aprre la stagione italiana spettava a donoratico con il gp degli etruschi, quest'anno l'anticipo anche come data.
Tra i partenti i due palermitani Visconti e Agosta… quest'ultimo l'ho sentito ieri pomeriggio quando si trovava in albergo in attesa della cena.
E' molto motivato, e vuol far bene non solo per se stesso ma per un amico in comune che se ne è andato pochi giorni fa a 64 anni.
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17:34 30 Gennaio 2010
| Vincenzo
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da http://www.gazzetta.it
Montaguti conquista la “prima” italiana
Matteo Montaguti ha vinto a Cosenza la prima tappa del Giro della Provincia di Reggio Calabria.
COSENZA, 30 gennaio 2010 - Più che sud, sembrava nord. Più che Calabria, sembrava Fiandre. Più che ciclismo del terzo millennio, scientifico e tecnologico, sembrava ciclismo del primo Novecento, pionieristico ed eroico. Così Matteo Montaguti può godersi una vittoria, la sua prima vittoria al terzo anno da professionista, che sa di pioggia e freddo, di fuga e solitudine, di sofferenza e soddisfazione. Se la ricorderà per sempre. Prima tappa del Giro della Provincia di Reggio Calabria, apertura del calendario italiano e della stagione europea del grande ciclismo. E quella che poteva apparire come la cronaca di un destino annunciato - volata di gruppo, Alessandro Petacchi favorito -, è stata sovvertita, rivoluzionata, sorpresa dal tempo.
- L'esultanza di Matteo Montaguti . Bettini
tre uomini in fuga — Cielo grigio, poi nero, nuvole cariche, poi diluvianti. Tre uomini in fuga al km 48: Chiarini, Scognamiglio e il russo Borisov. Gruppo compatto ai piedi della salita che porta a Potame, 1050 metri, la Cima Coppi della gara. Altri quattro uomini in fuga: Torosantucci, Salerno, il polacco Niemiec e il bielorusso Kucynski. Poi lo scatto vincente di Savini e Montaguti, a 5 km dallo scollinamento, nel gelo, con la neve ai bordi della strada. I due romagnoli - Savini è di Solarolo, Montaguti di Meldola -, compagni di allenamento, tengono in discesa, resistono in città, se la giocano allo sprint. E Montaguti, tecnicamente superiore anche per la confidenza con la pista (tre titoli italiani nell’inseguimento a squadre, uno nella corsa a punti, due anni da probabile olimpico ma senza Olimpiadi), precede l’amico-nemico. Staccato, selezionato, frammentato, il gruppo. Facce stravolte, muscoli intirizziti, denti battenti.
spirito e sportivita' — Bel derby, quello fra primo e secondo: nella sportività (Montaguti: “So quanto andava Filippo in salita, ho cercato di stargli dietro fino in cima, poi gli ho dato una mano in discesa”; Savini: “Ai meno 10 dall’arrivo ho cominciato a crederci, e a pensare alla volata, sapevo che Matteo era più veloce, io volevo giocarmela, ma è stato più forte lui”) e nello spirito (Montaguti: “L’anno scorso ho fatto il gregario a Petacchi e Di Luca, quest’anno sono più libero di fare la mia corsa”; Savini: “Ho cominciato bene, e se vado così, avrò ancora più libertà”). A giudicare da loro due, c’è aria nuova, e buona. Ancora Montaguti: “Sono sempre andato per la mia strada, diritta. Il doping non è una tentazione, ma un vizio. Io sono cresciuto in un ambiente familiare, onesto, leale, in cui si accetta quello che si conquista. Fosse anche l’ultimo posto”. Oggi Montaguti è stato il primo. C’è da esserne, tutti, felici.
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20:01 31 Gennaio 2010
| Vincenzo
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da http://www.gazzetta.it
Primo successo con la Lampre “Vinco e sono più cattivo”
Ale-Jet vince al secondo giorno di corsa nel 2010. Battuti allo sprint Ventoso e Gavazzi. “Questi successi fanno bene: danno fiducia e grinta”
- Petacchi batte Ventoso a Crotone. Bettini
CROTONE, 31 gennaio 2010 - Nuova squadra, nuova maglia, nuovi compagni, nuovo treno, nuovo ultimo vagone, e vecchio Petacchi. Vecchio e vincente. Il vecchio e vincente Alessandro Petacchi ha rivinto: prima volata e prima vittoria stagionale, nella seconda tappa del Giro della Provincia di Reggio Calabria. Ha vinto alla sua maniera: palla lunga e pedalare. Secondo lo spagnolo Francisco Ventoso (cognome perfetto in una giornata così, sbattuta dal libeccio), terzo Mattia Gavazzi, quarto Fabio Sabatini, quinto Jacopo Guarnieri, sesto Oscar Gatto, a stabilire la gerarchia provvisoria degli uomini-razzo.
SOLE E VENTO — Centosettantun chilometri volati a 43 e mezzo orari, partenza sotto un cielo plumbeo schivando una grandinata, pioggerellina fino alla Contessa, che è uno strappo da cui la strada ha cominciato a scendere al mare, poi squarci e sole e, soprattutto, dappertutto, gran vento. Pronti, via, dopo 3 km sono evasi in quattro: Agosta, Gitto, Scarselli e il croato Radotic. Quasi 6 minuti di vantaggio massimo, al km 48, poi tenuti lì, a tiro, e raggiunti ai meno 6 dal traguardo. A quel punto, la volata. Impostata dalla Lampre con Da Dalto e Pietropolli, poi gestita dalla Liquigas con Quinziato, Oss e Sabatini per Guarnieri, quindi impossessata da Petacchi pilotato da Bernucci e infine da Hondo.
“FIDUCIA E GRINTA” — Petacchi: “Finale movimentato. Una rotonda e subito dopo una curva a gomito verso destra ai 400 metri, un’altra curva più dolce verso sinistra ai 200 metri, ultimo tratto in leggera salita. Tutto sui pedali. Hondo e io siamo partiti da lontano, lui a destra, io a sinistra, ci siamo ritrovati ai 150 metri, lui mi ha lasciato passare, al resto ci ho pensato io. Sapevo di stare bene, lo sapevo da ieri quando ero con i primi in cima alla salita. Vincere fa bene, cancella i dubbi, aumenta la grinta”. Gavazzi: “Un macello. C’era tanta di quella gente davanti, che invece avrebbe dovuto essere dietro. Così ho dovuto fare due volate: la prima per guadagnare la testa del gruppo, e la seconda per rimontare Petacchi e Ventoso. E sono quasi riuscito ad arrivare secondo. Per essere la prima volata dell’anno, non è andata neanche male. Oggi si è visto che ha vinto il più forte, e che io sono ancora indietro. Ma già martedì, nella tappa di Reggio Calabria, potrei ribaltare il risultato”. Montaguti, leader della corsa: “Tappa tranquilla, a parte il finale nel vento e sulla banchina. Con la fuga davanti, il ritmo è stato tenuto dalla Lampre per Petacchi e dalla De Rosa per me. Domani sarà un’altra storia: tutta su e giù, e l’arrivo, a Catanzaro, in su”.
i primi 10 con i leader della classifiche
1. Petacchi Alessandro - Lampre - Farnese Vini 2. Ventoso Francisco - Carmiooro NGC 3. Gavazzi Mattia - Colnago CSF Inox 4. Sabatini Fabio - Liquigas Doimo 5. Guarnieri Jacopo - Liquigas Doimo 6. Gatto Oscar - ISD Neri 7. Hondo Danilo - Lampre - Farnese Vini 8. Ginanni Francesco - Androni Giocattoli 9. Rossi Enrico - Ceramiche Flaminia 10. Piechele Andrea - Carmiooro NGG.
Maglia Azzurra (Regione Calabria) Montaguti Matteo - De Rosa - Stac Plastic
Maglia verde (Provincia di Crotone) - GPM Savini Filippo - Colnago CSF Inox
Maglia amaranto (Provincia di Reggio di Calabria) - Traguardi volanti Agosta Domenico - CDC Cavaliere
Maglia bianca (Provincia di Cosenza) - Miglior giovane Oss Daniel - Liquigas Doimo
per petacchi ottimo inizio anche se gli avversari che ha battuto non sono quelli che si troverà difronte nella sanremo,l'importante era iniziare col pide giusto e la lampre mi sembra attrezzata quasi al livello della columbia come treno,in casa liquighas buona prestazione di sabtini e guarnieri 4° e 5°,domani con l'arrivo in salita dopo uno strappo di 3 km conosceremo il vincitore della corsa visto che l'ultima tappa è priva di asperità.da segnalare che agosta amico di giuseppe costa è stato tra i protagonisti della giornata con la fuga iniziale
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12:57 1 Febbraio 2010
| Vincenzo
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tornando alla prima tappa volevo solo dire che è stata tremenda per il freddo basti pensare che visconti dopo essere scattato sulla salita di potame e aver scollinato tra i primi sulla discesa è stato costretto al ritiro per un principio di assideramento,rasmussen invece per il freddo faceva fatica a fare la salita e ha perso circa 10 minuti mentre ventoso giunto 3° nella prima tappa dopo più di mezzora dalla conclusione della tappa non riusciva ad indossare la maglia di leader degli stranieri perchè bloccato dal freddo.
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14:33 1 Febbraio 2010
| Giuseppe Costa
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si, non caisco che motivo ci sia nell'anticipare la stagione… al sud farà più caldo che al nord, ma anche qui piove ed in montagna fa comunque freddo
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14:38 2 Febbraio 2010
| Vincenzo
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da http://www.gazzetta.it
Muraglia anticipa Petacchi Montaguti tiene la maglia
Giuseppe Muraglia ha vinto la terza tappa del Giro della Provincia di Reggio Calabria. “Ringrazio la Cdc-Cavaliere che mi ha dato una seconda possibilità”
- La vittoria di Giuseppe Muraglia. Bettini
CATANZARO, 1 febbraio 2010 - Ce l’ha fatta. Se l’è giocata, se l’è rischiata, se l’è presa, se l’è conquistata. Ha colto al volo la sua seconda possibilità. Giuseppe Muraglia ha vinto: tappa e sfida, la tappa era la terza del Giro della Provincia di Reggio Calabria, la sfida era quella con se stesso, o “in” se stesso, come lui stesso ha spiegato. Trent’anni, pugliese di Andria, campione italiano fra i dilettanti nel 2002, poi subito professionista, una vittoria di tappa al Giro del Trentino 2005, la Clasica di Almeria in Spagna nel 2007, quindi un caso di doping: Muraglia è uno di quelli che hanno pagato il loro peccato con due anni fuori dalle corse. “Mi era caduto il mondo addosso - racconta -. Dovevo sposarmi, avevo problemi economici. Ho fatto il cameriere e il barista, a Pescara. Ma era dura, durissima. Mi dovevo alzare ogni mattina alle 5, lavoravo 12 giorni, preparavo e servivo 12 tipi di caffè. Finché nel febbraio 2009 mi ha assalito la voglia di riprovarci, mi sono allenato quattro mesi, poi ho cercato un ingaggio, ho trovato solo porte chiuse, l’unica squadra che mi ha dato una seconda possibilità è stata la Cdc-Cavaliere”.
- Muraglia sul podio. Bettini
la cronaca — Da Crotone a Catanzaro, profilo altimetrico da batticuore, dopo 93 km se ne vanno il danese Rasmussen, lo svizzero Ackermann, Pirazzi, Sella, Mirenda, Fantini, Piemontesi, Muraglia e Lucciola, poi si aggiungono Vona, Ginanni, Dall’Antonia, Commesso e lo sloveno Bole. A 20 km dall’arrivo, più o meno quando in gruppo cade Savini, secondo nella generale, il vantaggio dei fuggitivi è di 1’35″, a 10 è di una trentina di secondi. Davanti rimangono in cinque: Ginanni, Cannone, Commesso, Bole e Muraglia. Commesso è il primo a cedere. Fra attacchi e contrattacchi, Muraglia evade ai meno 4, tira diritto e non lo beccano più. Dietro di lui la compagnia si scioglie. E Petacchi, partito all’ultimo km per aiutare il socio Pietropolli, va così forte che stacca tutti. Muraglia, che dedica la vittoria alla moglie Elsa e al figlioletto (quattro mesi) Riccardo: “Non sono né il primo né l’ultimo ad aver avuto problemi di doping. Ho pagato, meritavo un’altra ’chance’, come tanti altri che, grazie a un nome più importante del mio, hanno avuto vita più facile. So che una ricaduta sarebbe fatale”.
petacchi non lo sapeva — Petacchi, che si sorprende per la forma: “Me ne stavo tranquillo in fondo al gruppo, solo alla fine sono andato in testa per tirare fuori Pietropolli. Sono scattato, mi sono guardato indietro e accorto di aver fatto il vuoto, allora sono andato al traguardo. Non sapevo di avere davanti ancora un corridore. L’ho saputo dallo speaker, a 100 metri dal traguardo. Fa niente. Domani è un altro giorno. Proverò a vincere, e se non ce la farò, pazienza, i miei veri obiettivi sono più avanti”. Pietropolli, che non si dà pace: “Si poteva vincere, e alla grande. Ma davanti avevamo Bole, è un buon corridore, su questi arrivi non sbaglia mai, meritava di giocarsela. Invece si è staccato. Se avessimo saputo che non ne aveva, avremmo reso la corsa più dura, e probabilmente ripreso anche Muraglia. Neanch’io sapevo che era rimasto davanti. Nel finale la situazione era caotica. Petacchi? Va forte. Sono contento per lui. E si prospetta un buon anno”.
il leader — Montaguti, che se la gode: “Ha fatto tutto la squadra, io mi sono dovuto impegnare solo a gestire le emozioni e a lavorare negli ultimi 3 km. A questa maglia azzurra di leader mi sono affezionato, non la voglio mollare neanche se me la tirano via. Non ci crederete, ma non mi conosco, non so quali siano i miei limiti. Mi stupisco a scoprirmi vincente, perché ho sempre vinto poco. Da dilettante, quattro corse. E pensare che stavolta tutto è nato da un tentativo non programmato, e in cui credevo anche poco. A dire la verità, non mi piace neanche il ruolo del vincitore. Adesso vorrei che a vincere fossero i miei compagni: se lo meritano.
mi fa piacere la vittoria di muraglia dopo le vicende di doping in cui è stato coinvolto,perchè lui a differenza dei corridori importanti durante la squalifica non ha potuto allenarsi ma ha dovuto lavorare per mantenere la propria famiglia dunque se ora è tornato a vincere se lo merita,da segnalare la combattività di totò commesso che nonostante il passare degli anni ha sempre tanta grinta.grande ancora una volta petacchi che in una giornata non proprio da velocisti è arrivato 2° ed ha staccato tutti gli altri di routa dopo 3 km di salita se il buongiorno si vede dal mattino credo che questa sarà una grande stagione per ale-jet,per la sanremo lo metto tra i 3 favoriti al fianco di cavendish e spero bennati
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15:27 2 Febbraio 2010
| gianmala
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| Calabria: Petacchi firma il bis, festa finale per Montaguti |
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Reggio Calabria si inchina ad Alessandro Petacchi. Il velocista della Lampre Farnese ha concesso il bis e si è imposto nella frazione conclusiva del Girto precedendo il veneto Oscar Gatto della ISD ed il bresciano Mattia Gavazzi della Colnago CSF. La vittoria finale nel Giro della Provincia di Reggio Calabria è andata a Matteo Montaguti della De Rosa - Stac Plastic davanti allo spagnolo Ventoso (CarnioOro NGC) e a Pietropolli della Lampre Farnese.
Come dice bene Vincenzo se Ale Jet manterrà questa condizione che gli permetterebbe di resistere agli attacchi su Cipressa e Poggio si preannuncia una grande Milano-San Remo….Cavendish permettendo naturalmente!!!
E con lo sprint regale”, “d'autore” come direbbe David I. festeggiamo il 10.000° messaggio per la nuova edizione del forum di Ivan Basso!!!!…..un applauso doveroso a tutti gli amici che vi partecipano!!!
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19:26 2 Febbraio 2010
| Vincenzo
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da http://www.gazzetta.it
Ale-Jet davanti a Gatto A Montaguti il primato
Lo sprinter della Lampre-Farnese centra il secondo successo della stagione a Reggio: “Però avrei voluto vincere dopo una fuga sull'ultima salita”. La classifica finale della corsa calabrese va a Montaguti: “Ora ho più fiducuia in me e nel ciclismo”
- Alessandro Petacchi, 36 anni. Bettini
REGGIO CALABRIA, 2 febbraio 2010 - Alessandro Petacchi ha concesso il bis. Il corridore più vincente al mondo, l’uomo più rapido del ciclismo italiano, il velocista gentiluomo, ha conquistato anche la quarta e ultima tappa del Giro della Provincia di Reggio Calabria. Alla sua maniera, ormai un classico: in volata. Una volata di resistenza, sentita, voluta, dominata. E a 36 anni, Ale-Jet sembra non conoscere età, né limiti, né avversari, almeno a questo livello. Ha rifilato una macchina a Oscar Gatto e Mattia Gavazzi, i primi dei battuti. Petacchi è il Filippo Inzaghi (Ale è juventino, ma apprezzerà comunque) delle due ruote: difficile che, sotto porta, sbagli un gol.
la tappa — Da Soverato a Reggio, 165,7 km a quasi 40 all’ora, fra squarci di sole, incubi di nuvole, scrosciate di pioggia. Tre uomini in fuga, dal km 13 al km 144: l’ucraino Sergiy Grechyn, l’austriaco Josef Benetseder e Mariano Giallorenzo. Massimo vantaggio al km 58, poco più di 4 minuti, poi tenuti a tiro. Il finale è stato una lunghissima volata, con due treni, Liquigas e Lampre, spesso affiancati, poi mescolati. Un solo brivido: quando a 25 km dall’arrivo, Danilo Hondo, l’ultimo uomo del treno di Petacchi, si è fermato per fare la pipì. La Lampre è stata costretta a richiamare gli altri “vagoni” per presentarsi al momento decisivo con la formazione titolare. Troppo importante, Hondo, per poterne fare a meno. Tant’è che è stato proprio il tedesco a catturare la ruota di Jacopo Guarnieri, lo sprinter della Liquigas, e a pilotare Petacchi fuori dal gruppo. A questo punto Alessandro ha aperto il gas e fatto il vuoto.
“non sono un velocista” — Petacchi, che ha già conquistato il cuore dei nuovi compagni di squadra: “Non mi sono mai definito un velocista, ma alla fine vinco così. Il mio sogno sarebbe attaccare sull’ultima salita e poi battere i miei compagni di fuga. Insomma, vincere alla Michele Bartoli. Ma va bene anche così. E finché ce la farò, come gambe e come coraggio, non mi tirerò indietro. Poi, un giorno, mi piacerebbe trasferire questa mia esperienza a un giovane di valore. Come corridore, o come tecnico. Un po’ come Erik Zabel ha fatto con me, e poi anche con Mark Cavendish”. Gatto, che è contento quasi come se avesse vinto: “Arrivare dietro Petacchi, con un Petacchi così, è quasi inevitabile. Oggi c’è stato il solito caos nel finale, soprattutto nelle ultime due curve prima del rettilineo finale. La mia squadra è stata grande, i compagni si sono organizzati per portarmi avanti, quando il treno della Lampre ha preso in mano la volata io ero alla ruota di Gavazzi. Però ho perso l’attimo in cui Petacchi è scattato. Ho rimontato Gavazzi, pensavo di potermi avvicinare di più a Petacchi, invece mi sono fermato lì”.
montaguti — Matteo Montaguti, che porta a casa una tappa e la classifica: “Ma non sono cambiato, e non voglio cambiare, altrimenti perderei di vista il mio primo obiettivo. Che è migliorarmi. Certo, adesso ho più fiducia in me: non avrei mai pensato di portare un attacco come quello del primo giorno, cercherò di ricordarmene se capiterà un’altra occasione. E ho sempre fiducia nel ciclismo. So quello che faccio io, so quello che fanno i miei compagni: sacrifici e passione, allenamenti e divertimento. E’ questo il bello del nostro sport”.
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12:34 3 Febbraio 2010
| Vincenzo
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complimenti a montaguti della de rosa-stac plastic vincitore della classifica finale,ancora un grande petacchi che già si pone come favorito assoluto per il gp costa degli etruschi di sabato prossimo,almeno con questi avversari ale-jet pare imbattibile,credo che influisca molto sulle su prestazioni la quasi certezza di partecipare a tutte le corse storiche e del pro-tour e poi ha una squadra che lavora per lui con uomini adatti e non come all'ultimo giro dove la lpr era sbilanciata verso di luca.ora vorrrei fare una prima polemica con le scelte della liquigas di tirare per tenere la corsa chiusa e poi fare un treno in contrapposizione a quello lampre,bè se ci fosse stato bennati l'avreri pure capito ma con guarnieri non nè valeva la pena,almeno con il guarnieri di questo inizio di stagione.ora non so se sia i ds hanno imposto di tirare e di fare il treno o guarnieri ha detto di stare bene e la squadra ha tirato per lui.non credo neanche che il treno sia stato fatto come allenamento futuro per bennati perchè alla fina è il velocista che deve dare le indicazioni più importanti.credo che i liquigas abbiano fatto fatica inutile e sprecato energie un pò come succedeva l'anno scorso in salita al giro e alla vuelta con i liquigas a fare il ritmo e a controllare la corsa come se avessero la maglia di leader,alla fine in questo giro della provincia di reggio calbria i liquigas hanno ottenuto qualche buon piazzamento che non ha giustificato il lavoro svolto.
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19:46 5 Febbraio 2010
| Vincenzo
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da http://www.tuttobiciweb.it
Vuelta a Murcia, veto “per ripicca” alle squadre italiane

Una nuova lacuna è stata colmata nel mondo del ciclismo moderno: finalmente è arrivata la ripicca di cortile, la vendetta infantile, lo sgarbo capriccioso. Paco Guzmán, organizzatore della Vuelta a Murcia che si disputerà dal 3 al 7 marzo, ha confermato a biciciclismo.com che nessuna squadra italiana è stata ammessa alla corsa in segno di solidarietà con Alejandro Valverde. «Valverde non può correre in Italia, le squadre italiane non correranno a Murcia, che è la patria di Valverde». Non solo, ma alla corsa non prenderanno parte nemmeno le squadre spagnole, perché gli organizzatori non hanno voluto sottoscrivere un accordo con loro. Al via solo la Caja Rural - dispensata dallo “sciopero” perché sponsorizzata proprio dal governo murciano - e una selezione Under 23. Quindi non ci sarà in corsa nemmeno il beniamino di casa Valverde, che corre nella Caisse d’Epargne… Da parte sua Guzmán ha confermato comunque che al via ci saranno Rabobank, Sky, Cervélo, Astana, RadioShack, Garmin-Transitions, Team Columbia, Vacansoleil e Team NetApp con l’annunciata partecipazione di Lance Armstrong, Denis Menchov e Bradley Wiggins
semplicemente ridicoli questi spagnoli non fanno partecipare gli italiani per fare un favore a valverde che poi non può nemmeno essere al via.
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12:45 6 Febbraio 2010
| Vincenzo
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da http://www.gazzetta.it
Donoratico chiama Petacchi Insegue la sesta consecutiva
Nel GP Costa degli Etruschi il velocista passato alla Lampre insegue la sesta vittoria consecutiva. Debutto stagionale per Cunego
SAN VINCENZO (Livorno), 5 febbraio 2010 - Ormai la sua faccia da uomo spot del ciclismo sta a questa corsa come quella di Beckham alla pubblicità di Armani. Vedere Alessandro Petacchi sul podio di Donoratico con in mano un bottiglione di Sassicaia è diventata una consuetudine. Domani (sabato 6) sul litorale livornese si corre il 15° Gp Costa degli Etruschi-Trofeo Tmc Transformers (193 km), che lui considera la gara d’apertura della sua stagione (anche se quest’anno non lo è) e il velocista spezzino parte ancora da favorito.
- La volata vincente di Petacchi nel 2009. Bettini
casa dolce casa — Negli ultimi cinque anni in Toscana ha vinto sempre lui. E ora che è passato alla Lampre-Farnese Vini del suo idolo Saronni, non vuole perdere le buone abitudini. “Si corre non lontano da casa mia - dice lo spezzino trapiantato a Lido di Camaiore -. Ci sono tanti amici, tifosi e gente che non mi vede durante l’anno. Viene sempre anche mia moglie, per cui ci tengo a vincere”. Gli indizi perché sia un altro Petacchi-show ci sono tutti. Per Ale-jet il debutto è stato strepitoso: due tappe vinte al Giro della Provincia di Reggio Calabria, dove ha dimostrato di andare forte anche in salita. Inoltre il suo treno (Da Dalto, Lorenzetto, Bernucci, Hondo) già fila che è un piacere.
occhio al baby — A Donoratico, però, i rivali non mancano. Tra i velocisti delle altre squadre, ci sono il giovane Guarnieri (Liquigas), Paolini (Acqua&Sapone), Loddo (Androni), Gatto (Isd), Mattia Gavazzi (Colnago) ed Enrico Rossi (Flaminia). In gara 134 corridori di 15 squadre, tra cui Visconti e Sella. Sarà anche il debutto stagionale per Damiano Cunego, l’altro capitano della Lampre di Petacchi, che nell’occasione spera di dare il suo contributo. “Quest’inverno non mi sono perso neppure un giorno di allenamento. Gli altri si lamentavano tutti per il maltempo, io invece sono riuscito a rispettare il programma alla virgola. Sono più snello e brillante dello stesso periodo dell’anno scorso”.
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00:29 7 Febbraio 2010
| gianmala
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| Petacchi: una vittoria dedicata alla squadra |
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Non si è interrotta la striscia vincente di Alessandro Petacchi nel Gp Costa degli Etruschi: alla collezione, Ale Jet ha aggiunto la sesta foto a braccia alzate sul traguardo di Donoratico, questa volta indossando la maglia blu-fucsia della Lampre-Farnese Vini. Per il terzo successo stagionale, lo sprinter spezzino ha potuto contare sul perfetto lavoro della squadra, perfetta nel prendere il controllo della corsa al momento opportuno e nel condurre Petacchi nella posizione migliore per affrontare la volata: con la consueta brillantezza e potenze, lo sprinter blu-fucsia ha sprigionato la velocità necessaria a regolare Loddo e Sabatini. «Sono contento per aver dato ancora seguito a quello che sta ormai diventando un appuntamento tradizionale - ha commentato Petacchi -. Volevo cogliere il successo davanti a tanti amici e regalare la vittoria alla mia nuova squadra: anche oggi i miei compagni hanno lavorato benissimo, così io ho dovuto concentrarmi solo sullo sprint. Sono partito un po lungo ma ho avuto le energie necessarie per cogliere la vittoria. Ora mi aspettano ancora due giorni di ritiro, poi un periodo a casa e quindi ancora in gara al Trofeo Laigueglia». «Una giornata interessante, servitami per fare un bell’allenamento a ritmo agonistico e per riassaporare il gusto della gara»: queste le parole di Cunego, all’esordio stagionale, dopo la corsa. Il ds Piovani si è soffermato sugli esordi dei neoprofessionisti Malori e Ulissi: «Adriano aveva già assaporato l’aria del gruppo dei pro lo scorso anno, correndo come stagista: forse è per questo che alla partenza tradiva un’emozione minore rispetto a quella di Ulissi. Diego, infatti, mostrava una certa trepidazione, dovuta anche al fatto di correre sulle strade di casa. Entrambi i giovani, comunque, hanno dimostrato di sapersi muovere bene nel plotone e di sapersi rendere utili all’occorrenza: questa è la giusta mentalità per inserirsi al meglio nella squadra». Piovani ha poi elogiato Petacchi e tutto il team Lampre-Farnese Vini: «Anche oggi la squadra ha fatto vedere di aver raggiunto già un buon affiatamento e una certa concretezzavolta al supporto di Petacchi. Alessandro è stato implacabile nel finalizzare il lavoro svolto dai compagni: oltre a possedere una condizione già grave; notevole, mostra in ogni corsa una determinazione che gli permette di risultare vincente».
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| Donoratico, gli highlights della corsa |
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SEI VITTORIE consecutive in una gara ciclistica sono un evento eccezionale e il sesto successo a Donoratico di Ale Jet Petacchi (se non si considera il declassamento subito nel 2008 a favore di Gabriele Balducci) è un record di tutto rispetto che rimarrà negli annali del ciclismo, anche se non è certo paragonabile alle indimenticabili imprese plurivittoriose di Eddy Merckx alla Milano-Sanremo e di Roger De Vlaeminck alla Tirreno-Adriatico.
SCINTILLE in gara tra “Marine”Giovanni Visconti e Alessandro Petacchi, con il velocista-principe della Lampre che ha cercato di smorzare l’ardore combattivo del capitano della ISD-Neri con un gesto piuttosto inopportuno, ricevendone in cambio una (prevedibile) reazione assai stizzita. La morale di questo piccolo incidente di percorso, che peraltro aveva già avuto qualche precedente, è che, comunque e sempre, ognuno dovrebbe essere lasciato libero di fare la propria corsa e che i velocisti (anche quelli dotati di grande carisma…) non possono pretendere di essere portati al traguardo in carrozza.
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13:09 8 Febbraio 2010
| Vincenzo
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Challenge Mallorca - Nove mesi dopo, esulta McEwen
di Daniele Galosso
A digiuno di successi da ormai nove mesi, il folletto Robbie McEwen è tornato oggi a gustarsi finalmente un bel boccone. Il 37enne australiano del Team Katusha, infatti, si è imposto in volata nel Trofeo Palma, prima prova della tradizionale cinque giorni spagnola di inizio febbraio denominata Challenge Mallorca. Al primo acuto del 2010, McEwen apre così al meglio la nuova stagione, dopo che infortuni e disavventure ne avevano condizionato l'annata appena trascorsa. Per l'australiano il 2009 è infatti stato foriero di appena tre vittorie: il Cancer Council Classic in gennaio, proprio una prova del Challenge Mallora in febbraio ed una frazione al Tour de Picardie in maggio.
“La squadra ha fatto un ottimo lavoro, io ho trovato il varco giusto ai 200 metri dall'arrivo e sono partito deciso - ha spiegato l'alfiere della Katusha -. Ma la giornata è stata segnata dalla scomparsa di Ballerini: si tratta di una tragedia ed io sono triste per questo”. A fargli eco il suo d.s. in terra spagnola, Claudio Cozzi: “Una notizia davvero terribile. Siamo tutti commossi e troppo tristi per esultare, anche se per noi si tratta di un successo importante”.
Alle spalle di McEwen, hanno centrato un piazzamento sul podio due volti noti dello sprint iberico: posizione d'onore per il basco Koldo Fernandez della Euskaltel-Euskadi, gradino più basso del podio per Oscar Freire della Rabobank. A seguire il tedesco André Schulze della ceca Psk Whirpool-Author ed il portoghese Manuel Cardoso della Footon-Servetto, già vincitore di una tappa al Tour Down Under. Solo un nono posto per l'accreditato spagnolo Josè Joaquin Rojas (Caisse d'Epargne), decimo per il tedesco Robert Forster (Milram). Undicesimo e migliore degli italiani Michele Merlo, portacolori della Footon-Servetto.
Tour of Qatar - Al Team Sky la cronosquadre d'apertura
di Luca Peccerillo
E’ andata al Team Sky la cronosquadre di 8,2 km che ha aperto la nona edizione del Tour of Qatar. Guidata da un Bradley Wiggins già in ottima forma, che nel finale con delle trenate impressionanti ha messo in difficoltà i suoi stessi compagni, la neonata compagine inglese ha coperto il percorso intorno a Wets Bay Lagoon in 9’41”, precedendo di 8” la Garmin-Slipstream e di 13” la Saxo Bank. Nello splendido scenario del principato del Qatar, insomma, il Team Sky ha confermato che sarà necessario seguirlo con grande attenzione lungo tutta la stagione 2010, perché gli investimenti profusi sono stati tanti ed i primi risultanti sono subito arrivati: con tutta probabilità ne arriveranno ancora tanti.
Oggi la formazione inglese ha vinto schierando, oltre allo specialista Wiggins, Arvesen, Boasson Hagen, Downing, Flecha, Thomas, Nordhaug e Stannard con il talento norvegese ex Team Columbia che ha tagliato per primo la linea del traguardo ed è, di conseguenza, il leader della corsa. Mastica invece amaro la Garmin (Farrar, Cozza, Fischer, Maaskant, Tuft, Carlsen, Van Summeren) che era la grande favorita della vigilia ed è stata sconfitta proprio dal suo ex capitano Wiggins, che ha lasciato la squadra americana dopo una lunga querelle invernale. Podio completato dalla Saxo Bank (Cancellara, Breschel, Cooke, i fratelli Haedo, Hoj, Klemme, O'Grady), che nonostante la presenza del “Diretto di Berna” ha pagato 13” di distacco
Quarta piazza a 18” per l'Htc-Columbia (Eisel, Bak, Dockx , Ghyselinck, Goss, Gretsch, Hansen, Velits) che non si è presentato certo in Qatar con la sua migliore formazione; manca l’acciaccato Cavendish, manca il già plurivincitore Greipel. Quinto posto per la Quick Step (Boonen, De Weert, Hulsmans, Tosatto, Van Impe, Velo, Stauff, Wynants) con il capitano belga che dovrà recuperare 20” in classifica se vorrà centrare il quarto successo in questo giro che ha già vinto nel 2006, nel 2008 e nel 2009. Ottima la prova della formazione francese Saur-Sojasun guidata da Jimmy Casper, che è sesta a 21”, lo stesso tempo di Liquigas-Doimo (Bennati, Chicchi, Cimolai, Oss, Paterski, Quinziato, Santaromita, Willems) e Bmc Racing, con Ballan e Burghardt. A 22” è arrivata la Vacansoleil del neo-acquisto Romain Feillu che ha preceduto la Milram di Ciolek (25”) ed il Team Katusha con Pozzato, Bandiera e Napolitano, che è stato la delusione di giornata e ha subito un distacco di 33” come l’Omega Pharma-Lotto di Gilbert e la Topsport Vlaanderen-Mercator. Chiudono la classifica la francese Ag2r a 37”, gli americani della Trek Livestrong a 39” e la Cervélo di Haussler a 1’08”. Da segnalare che questi ultimi avevano ottenuto sul traguardo il secondo tempo alle spalle del Team Sky, ma sono stati penalizzata di un minuto dalla giuria perché durante la gara hanno ricevuto assistenza dell’ammiraglia infrangendo il regolamento.
Domani seconda tappa, la Camel Race Track-Qatar Foundation di 147 km, con l’attesa del primo sprint di gruppo. In chiusura, da aggiungere che prima della partenza della cronosquadre è giunta anche in Qatar la notizia della scomparsa di Franco Ballerini che ha scosso tutto l’ambiente e in particolar modo i corridori italiani, i quali hanno corso con il lutto al braccio.
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16:24 9 Febbraio 2010
| Vincenzo
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Challenge Mallorca - Festival dei “vecchietti”, tocca a Freire
di Riccardo Felli
Vecchietti terribili alla ribalta in Spagna: ieri ad alzare le braccia al cielo è stato l'australiano Robbie McEwen, oggi è toccato all'iberico Oscar Freire, che si è aggiudicato la seconda prova del Challenge Mallorca, il Trofeo Cala Millor.
La cors a si è sviluppata da Son Severa a Cala Millor per 173 km, su un tracciato prevalentemente pianeggiante. Tre i Gpm in programma, ma tutti di quarta categoria e l’ultimo a più di 30 km dall’arrivo. Roba per velocisti, insomma, nonostante la fuga del mattino sia stata abbastanza numerosa: in avanscoperta si sono portati Luis Mas (Bourgos Monumental), David Deroo (Skil-Shimano), Ronan Van Zandbeek (Van Vliet), Manuel Ortega (Andalucia Cajasur) e Androni Bazquez (Orbea). I battistrada hanno goduto di un vantaggio di oltre 6’ prima di essere raggiunti dal gruppo. L’ultimo a mollare è stato lo spagnolo Mas, transitato per primo su ogni salita prevista e ripreso ai -25 dal traguardo.
Ricucito sugli attaccanti, è potuta andare in scena la preventivata volata decisiva: il favorito era Andre Greipel, ben assistito come sempre dal treno della Htc-Columbia, ma negli ultimi metri è arrivata la zampata di Freire, il tre volte iridato in forza alla Rabobank, capace con un colpo di reni degno di un felino di battere il possente tedesco. Al terzo posto la discreta sorpresa rappresentata da Manuel Cardoso, portacolori della Footon-Servetto, che ha anticipato il tedesco Robert Forster (Milram) ed il basco Koldo Fernandez (Euskaltel). Solo sedicesimo il vincitore di ieri, McEwen, preceduto dal nostro Dario Cataldo.
Ormai alla soglia dei 34 anni, lo sprinter di Torrelavega è alla prima vittoria in stagione dopo un 2009 appannato, che non lo ha visto mai in forma nè protagonista, con soli due successi all’attivo, entrambi maturati al Giro di Romandia. Ma in questa stagione Freire ha già fissato il primo, grande, obiettivo: la terza Milano-San Remo della sua carriera.
Nella giornata di domani, quindi, il Trofeo Inca, 157 km con il temibile Col de Son Torrella posto a meno di 30 km dal traguardo. Occhi puntati sul padrone di casa Alejandro Valverde, ma anche su Frank Schleck e su Joaquin “Purito” Rodriguez. Da segnalare, invece, il ritorno a casa del più giovane dei fratelli Schleck, Andy, messo ko da un dolore al ginocchio.
Tour of Qatar - A sorpresa vince Steurs, crolla Boasson Hagen
di Luca Peccerillo
Nel giorno dedicato al ricordo di Franco Ballerini, per il quale prima della partenza è stato osservato un minuto di silenzio, il mattatore della corsa è stato il forte vento. Un'insistente brezza, prima contraria e poi laterale, ha infatti dominato la seconda frazione del Giro del Qatar, la Camel Race Track-Qatar Foundation di 147 km, e ha rotto il plotone in un infinito numero di gruppetti posti a ventaglio, facendo più danni di una salita pirenaica. Gli unici ad avere la meglio del potente soffio del dio Eolo sono stati il belga Gert Steurs (Topsport Vlaanderen) e l’olandese Wouter Mol (Vacansoleil), che sono riusciti a condurre in porto la cosiddetta “fuga bidone”. Sul traguardo Steurs si è imposto senza neppure disputare la volata, perché Mol, che aveva vinto i due traguardi volanti posti sul percorso, si è accontentato di indossare la maglia di leader. In questo modo il belga, al primo successo da professionista, ha potuto ricordare con un dito e lo sguardo puntati verso il cielo il suo ex compagno di squadra Frederieck Nolf, tragicamente morto nel sonno lo scorso anno durante questa gara in terra asiatica.
Dietro ai due coraggiosi è riuscito ad emergere un gruppetto di ventuno unità che si è sparpagliato nel finale con terzo posto per il tedesco Roger Kluge (Milram), giunto a 1’51”. Ai piedi del podio Heinrich Haussler (Cervélo) a 1’54”, che ha preceduto di 1” Philippe Gilbert (Omega Pharma-Lotto), Roger Hammond (Cervélo), Tom Boonen (Quick Step), Jérémy Hunt (Cervélo), Danilo Napolitano (Katusha) e Marcus Burghardt (Bmc Racing). Più indietro gli altri italiani che erano riusciti ad inserirsi nel gruppetto di testa: Marco Bandiera (Katusha), Francesco Chicchi (Liquigas-Doimo), Marco Velo (Quick Step) ed Alessandro Ballan (Bmc Racing), che sono giunti a 2’37”. Ancora più attardato, a 9’43” addirittura, è giuntoil norvegese Edvald Boasson Hagen (Team Sky), ex leader della corsa.
In classifica ora Mol precede di 9” Steurs, di 2’02” Kluge, di 2’05” Boonen, di 2’06” Burghardt, di 2’18” Gilbert e Napolitano. Velo è 10° a 2’47” come Chicchi, 11°, mentre Ballan è 12° a 2’48”.
Steurs e Mol sono andati in fuga dopo soli 2 km dal via. Il gruppo ha lasciato fare i due coraggiosi decisi a sfidare il vento contrario e ben presto, dopo 36 km, il vantaggio dei fuggitivi ha raggiunto una punta massima di 22’40”. Intanto la giornata è iniziata in modo decisamente sfortunato per il danese Kurt-Asle Arvesen (Team Sky) e per l’americano Steven Cozza (Garmin), che in due differenti situazioni sono finiti a terra e si sono fratturati la clavicola.
Dopo 50 km di corsa, avendo la strada svoltato a destra, il forte vento contrario è diventato una micidiale brezza trasversale: subito Quick Step e Cervélo hanno cercato di approfittarne andando all'attacco con un ventaglio e mettendo in difficoltà tutto il resto del plotone. Davanti si sono trovati corridori abituati alle corse del nord che spesso si disputano in queste condizioni meteo, come Boonen, Ballan, Burghardt, Gilbert, O’Grady e, soprattutto, cinque atleti della Cervelo che hanno tirato a tutta, anche per riscattare la pesante penalizzazione di un minuto patita al termine della cronosquadre di ieri. Il Team Sky, rimasto sorpreso, ha provato a reagire, ma ha gettato la spugna quando il leader Boasson Hagen si è dovuto fermare per una foratura alla ruota posteriore, ad una trentina di chilometri dal traguardo.
Davanti Steurs e Mol vedevano rapidamente scendere il proprio vantaggio che a 50 km dall’arrivo era di 14’, a 30 km di 7’, a 10 km di 3’. Per loro fortuna con l’avvicinarsi del traguardo il gruppetto dei ventuno inseguitori ha smesso di tirare di comune accordo, a causa dei vari attacchi degli uomini Cervelo – prima Hammond e poi Haussler – e così i due coraggiosi sono riusciti a mantenere il vantaggio necessario per portare a termine un’azione di altri tempi.
Domani terza tappa Dukhan-Mesaieed di 136 km, con Mol in maglia oro che cercherà di difendersi dagli attacchi delle squadre dei big. Non sarà semplice e molto dipenderà dal recupero delle energie spese e dalle condizioni meteo. Ci sarà grande bagarre se il dio Eolo avrà nuovamente voglia di divertirsi a soffiare forte.
Tour of Qatar - Naturalmente Boonen: sono 16!
di Luca Peccerillo
Con una volata potente e spettacolare, Tom Boonen (Quick Step) si è imposto nella terza tappa del Giro del Qatar, la Dukhan-Mesaieed di 136 km. Il campione belga ha preceduto sul traguardo il tedesco Heinrich Haussler (Cervélo TestTeam) e l’australiano Baden Cooke (Saxo Bank). Ai piedi del podio la sorpresa belga Kenny De Haes (Omega Pharma-Lotto), mentre quinto è arrivato il nostro Daniele Bennati (Liquigas-Doimo), alla prima corsa stagionale. Sesto posto per Peter Wrolich (Milram) davanti a Taylor Phinney (Trek-Livestrong), Bobbie Traksel (Vacansoleil), un deludente Tyler Farrar (Garmin-Transitions) e Philippe Gilbert (Omega Pharma-Lotto), molto attivo durante tutta la gara. In classifica, resta al comando l’olandese Wouter Mol (Vacansoleil) con 9” sul belga Steurs (Topsport Vlaanderen) e 1’55” su Boonen.
Dopo 50 km, al primo traguardo volante, si mette in luce Danilo Napolitano (Katusha), che brucia sul traguardo Haussler e Marcus Burghardt (Bmc Racing). Al km 60 vanno in fuga il lettone Gatis Smukulis (Ag2r) e il belga Steven Van Vooren (Topsport Vlaanderen). I due guadagnano un massimo di 2’10” dopo 96 km, ma il gruppo non intende mollare la presa. In testa si portano i corridori della Garmin ed il plotone guadagna rapidamente terreno con i due fuggitivi raggiunti dopo 108 km di corsa. Al secondo sprint intermedio, a 21 km dal traguardo, si impone Roger Kluge (Milram) davanti al compagno di squadra Wrolich ed a Gilbert. In questo modo il tedesco, terzo in classifica, guadagna 3” di abbuono e si porta a 1’59” dalla vetta.
L’avvicinamento a Mesaieed avviene a grande velocità. In testa al gruppo ci sono sempre i Garmin, con l’inserimento di qualche corridore della Quick Step. Negli ultimi 5 km avanzano i treni di Cervelo, Saxo Bank e Columbia e le carte si mischiano in continuazione anche per la presenza di alcune pericolose rotonde. A 3 km dal traguardo, la Saxo Bank prende in mano la situazione con un paio di tremende tirate di Cancellara coadiuvato da O’Grady. All’ultimo km è, però, il treno della Cervelo a fare da apripista e, dopo la rotonda posta a 400 metri dal traguardo, Haussler è lanciato al comando al centro della strada. Sulla sinistra si fa però largo Boonen che, picchiando forte sui pedali, anche in maniera scomposta, guadagna il comando ai 200 metri e trionfa a braccia alzate su Haussler e Cooke, comunque protagonisti di una buona volata. Bennati, che era ben piazzato all’inizio del rettilineo finale, compie una discreta progressione ma non ha lo spunto necessario per primeggiare.
Da segnalare che, mentre i primi si contendevano la vittoria, alle loro immediate spalle c’è stata una brutta caduta che ha coinvolto fra gli altri il tedesco Gerald Ciolek (Milram), per il quale si teme la frattura della clavicola.
Domani quarta tappa, The Pearl-Al Khor Corniche di 146.5 km, con Boonen chiamato al possibile bis. D’altronde il Qatar è sempre stato fertile terra di conquista per il capitano della Quick Step, che in questa corsa ha già conquistato 16 successi di tappa.
credo che in questo inizio di stagione non stiamo vedendo casualmente vincere sprinter un pò in là con gli anni,credo che questo dipenda dal fatto che ad eccezione di cavendish e farrar non ci sia stato ancora quel ricambio generazionale,o meglio gli sprinter un pò più giovan non hanno ancora fatto il salto di qualità necessario.ieri in qatar vittoria del belga steurs mi piace pensare che con lui abbia pedalato frederik nolf morto lo scorso anno in qatar,per la sanremo vedo che haussler è abbastanza in forma cosi come gilbert,bisognerà vedere se haussler sarà libero di fare la sua corsa o se la cervelo punterò su hushovd.
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12:28 10 Febbraio 2010
| Vincenzo
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Challenge Mallorca - Dalla bufera spunta Gerdemann
Si è dimostrato a dir poco scoppiettante il Trofeo Inca, valido come terza prova del Challenge Malllorca. La partenza avviene col sole alle 11:45 dopo la notizia della defezione dell’ultim’ora dell’idolo locale Alejandro Valverde, che ha preferito lasciare le Baleari e dirigersi verso la Francia per partecipare al Giro del Mediterraneo. Pronti-via e subito ritmo vertiginoso con numerosi tentativi di fuga, tra gli altri Xabier Zandio (Caisse d’Epargne), Amets Txurruka (Euskaltel), Gianpaolo Cheula (Footon-Servetto) e Micheal Albasini (Team Columbia). Ma nessun attacco riesce a prendere il largo e al km 80 di corsa il gruppo viaggia compatto ad andatura abbastanza sostenuta, fino ad un improvviso cambio meteorologico: i corridori si imbattono in un temporale pazzesco e ne esce fuori una corsa durissima, con oltre 100 ritiri.
Sul primo dei due Gpm, il Paso del Soller di seconda categoria, inizia la bagarre e il gruppo si divide in diversi tronconi: in testa scollinano in una trentina, con al comando gli uomini della Milram di Christian Henn. Ai piedi della salita decisiva, il Puig Major, il ritardo del gruppo principale è di 1’, ma lo spettacolo è sempre tra gli uomini di testa. A neanche metà ascesa si ritrovano in testa in quattro: si tratta di Thomas Rohregger e Linus Gerdemann della Milram, Manuel Vazquez dell’Andalucia-Cajasur e Rafael Valls in forza alla Footon-Servetto. Il più scatenato ed il più in forma, visto anche quanto fatto vedere al Tour de San Luis, è proprio il giovane spagnolo, che transita per primo in cima all'asperità con 22” su Vazquez e Gerdemann e con 30” sull’altro tedesco della Milram. Nella lunga discesa dalla cima si stacca definitivamente un esausto Rohregger - arriverà nono a più di 3’ dal vincitore -, mentre la scarsa collaborazione nel gruppetto inseguitori consente ai tre battistrada - di nuovo insieme - di giocarsi con relativa tranquillità il finale, sempre in lieve discesa.
Arrivo in volata ristretta ed a spuntarla al centro della strada è Linus Gerdemann, che vince di una bici su Valls e Vazquez. Il gruppo, regolato da Mikel Nieve (Euskaltel-Euskadi) giunge a 2’22”. Il 27enne di Munster raggiunge così la vittoria numero 15 in carriera, la prima in stagione. L’ex Columbia non è nuovo a partenze lanciate, basti pensare alla spumeggiante Tirreno-Adriatico del 2008 conclusa poi con le nefaste cadute nella cronometro decisiva.
Un pensiero, inoltre, per le due formazioni grandi protagoniste quest'oggi e, più in generale, nell'avvio di 2010, la Milram e la Footon-Servetto, ovvero due delle più grandi delusioni dello scorso anno. Al momento si stanno già riscattando alla grande e se il buongiorno si vede dal mattino…
Nella giornata di domani, quindi, spazio al Trofeo Deià di complessivi 143 km, con quattro Gpm da affrontare, l’ultimo dei quali - di seconda categoria - posizionato a 4 km dall’arrivo. Concrete possibilità dunque per corridori completi, ma anche per fughe da lontano.
gerdemann se supera la sfortuna che lo insegue può diventare un atleta importante,bella conferma anche per rafael valls.
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