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Le altre gare (quelle dove non c’è Ivan)

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13:11
15 Novembre 2009


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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61

da http://www.tuttobiciweb.it

Tour de Hainan: tappa a Park, maglia a Shpilevsky

La quinta tappa - la Haikou - Chengmai  di 159.3 km - ha portato una vera e propria rivoluzione in testa alla classifica generale del Tour de Hainan. Ad imporsi è stato infatti il coreano Seon Ho Park che ha preceduto il russo Boris Shpilevsky ed il tedesco Steffen Radochla.  Proprio Shpilevsky ha conquistato la maglia di leader della classifica generale, strappandola allo spagnolo Ventoso grazie al gioco degli abbuoni.
Quello odierno era un finale convulso e ricco di pericoli. “L’arrivo era posto al termine di una discesa di 2 km - ha raccontato il DS Pelliconi - e su uno stradone largo ben 50 metri. Tutti hanno provato a disputare lo sprint creando notevole caos”.
Una frazione particolarmente difficile quella odierna con assalti continui alla maglia di leader: “Dopo pochi chilometri dal via siamo stati attaccati con un tentativo importante, di ben 34 atleti, che ha caratterizzato la corsa. Il vantaggio dei fuggitivi ha presto raggiunto i 3 minuti. La nostra squadra e la nazionale kazaka hanno lavorato a fondo per ricucire. Tutto è rientrato ai meno 20 km dall’arrivo ed a quel punto è stata gran volata. Colli 5° e Ventoso 12°”.

09:54
16 Novembre 2009


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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da http://www.tuttobiciweb.it

Tour de Hainan, Shpilevsky batte Ventoso e Metlushenko
Nuova vittoria di tappa per Boris Shpilevsky al Tour de Hainan. Il russo si è aggiudicato la sesta tappa, la Chengmai - Danzhou di 181.4 km, precedendo allo sprint lo spagnolo Francisco Ventso della Carmiooro A-Style e l’ucraino Yuriy Metlushenko della Amore&Vita McDonald’s. Al quinto posto ha concluso un altro atleta della Carmiooro, il milanese Daniele Colli. Con il successo odierno Shpilevsky ha ulteriormente rafforzato la sua posizione di leader della classifica generale.

20:39
17 Novembre 2009


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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da http://www.tuttobiciweb.it

Tour de Hainan: vince Bole, Ventoso ancora secondo

Vittoria slovena nella settima tappa del Tour de Hainan: ad imporsi, in uno sprint serrato, è stato infatti Grega Bole (che nel 2010 vestirà la maglia della Lampre Farnese). Alle sue spalle lo spagnolo Francisco Ventoso (Carmijooro) all'ennesimo piazzamento in questa corsa cinese, e il russo Boris Shpilevsky che conserva naturalmente la maglia di leader della corsa

11:17
18 Novembre 2009


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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da http://www.tuttobiciweb.it

Hainan, vince ancora Shpilevsky

Terza vittoria di tappa per Boris Shpilevsky sulle strade del Tour de
Hainan: alle sue spalle si sono piazzati l'australiano Joel Pearson (Saving&Loans) e lo spagnolo
Francisco Ventoso (Carmiooro). Shpilevsky, grazie agli abbuoni, ha ulteriormente incrementato la sua leadership in classifica generale.

15:50
19 Novembre 2009


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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da http://www.tuttobiciweb.it

Hainan: trionfo finale per Ventoso e la Carmiooro

“Siamo felicissimi - ha commentato Ventoso al termine della spettacolare cerimonia di premiazione a Sanya - una soddisfazione grande. Ho avuto compagni di squadra fantastici che mi hanno sostenuto sempre ed un ottimo direttore sportivo”. Sul velocissimo circuito finale di 84 km Ventoso si è classificato 2° (classifica ancora provvisoria) di giornata dietro a Shpylevsky e davanti a Bole.
Quando si dice che la speranza è l’ultima a morire. 15” da rimontare ad un corridore in forma come Shpilevsky solo ieri sembravano una cosa impossibile. Ma negli ultimi chilometri sono successi vari eventi che hanno condizionato la corsa. Infatti il russo ha forato ed è rimasto attardato. A quel punto ha sostituito la ruota, è rientrato in gruppo, ed ha vinto. “Qui è nato il problema - ha spiegato Pelliconi - infatti Shpylevsky ha cambiato la ruota prendendo quella di un corridore di un’altra squadra. A quel punto i giudici hanno ritenuto opportuno infliggergli una penalità di 2’. Automaticamente siamo diventati vincitori”.
“Abbiamo fatto il nostro dovere - ha concluso Ventoso - siamo dei professionisti e lo abbiamo dimostrato durante tutto il Tour dove abbiamo conquistato piazzamenti con continuità. Oltre a quello di oggi: 1 successo, 2 volte secondi, 2 terzi, 2 quarti, 3 quinti, un ottavo e la vittoria finale”.

18:37
19 Novembre 2009


gianmala

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Asti

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66

Un vero peccato che non abbia partecipato a questa corsa Ale Raisoni!!!

15:06
18 Gennaio 2010


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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67

da http://www.gazzetta.it

Scatta il Down Under
E Sky fa già paura

Alla prima uscita agonistica il nuovo team voluto da James Murdoch ha fatto doppietta con Henderson davanti a Sutton nella volata che ha chiuso il circuito ad Adelaide. Martedì la prima tappa, ma Armstrong si sente già meglio di un anno fa: “Sono più a mio agio in corsa”


La vittoria del neozelandese Gregory Henderson (a destra). Ap
La vittoria del neozelandese Gregory Henderson (a destra). Ap

ADELAIDE (Australia), 17 gennaio 2010 - Prima corsa, prima vittoria: anzi, doppietta. Anche se la Cancer Council Helpline Classic era soltanto la kermesse d’apertura del 12° Tour Down Under, miglior debutto non poteva esserci per il neonato team Sky che al via schiera tra gli altri anche il nostro Davide Viganò: il successo, davanti a 108 mila spettatori secondo gli organizzatori, è andato al 33enne neozelandese Greg Henderson, che ha “battuto” in volata il compagno di squadra Chris Sutton.

Anna Hansen, compagna di Armstrong, con il loro figlio Max. Afp
Anna Hansen, compagna di Armstrong, con il loro figlio Max. Afp

SCINTILLE — La gara australiana, prima competizione ProTour del 2010, si è aperta come previsto in mezzo alla folla: prima per la presentazione dei 19 team, poi per lo spettacolare circuito al centro di Adelaide (30 giri, 51 chilometri). Un circuito che è stato onorato anche da Lance Armstrong, in fuga con Pereiro, Sagan e Perget fino a due giri dalla fine. “Mi sento meglio dell’anno scorso, di sicuro più a mio agio in corsa”, ha detto il texano, per la prima volta in gara con la maglia di RadioShack. Che l’epilogo fosse in volata era scontato, ma i più attesi erano Greipel, McEwen e Davis. Invece il lavoro del team Sky ha pagato e Sutton, in uno sprint a 72 all’ora, ha potuto alzare le braccia addirittura prima del vittorioso Henderson. Greipel e McEwen si sono dovuti accontare del terzo e del quarto posto, Davis (vincitore del Down Under 2009 e unico presente a tutte le 12 edizioni di questa corsa) del settimo.

Cadel Evans, 32 anni, campione del mondo. Afp
Cadel Evans, 32 anni, campione del mondo. Afp

rivalita' — “Vincere quante più corse è possibile e diventare il miglior team del mondo”: questo il “mantra” di Sky, ripetuto anche da Henderson, nel 2004 campione del Mondo in pista (dello scratch). Vale la pena di segnalare che Henderson è arrivato a Sky dalla Columbia, la miglior squadra del 2009 con 84 successi. E siccome la squadra voluta da James Murdoch ha strappato a quella di Stapleton anche uomini di primo piano come Boasson Hagen e Lovkvist, ce n’è abbastanza per salutare l’inizio di una grande rivalità. Intanto il Tour Down Under comincerà ufficialmente martedì con la prima tappa, 141 chilometri da Clare a Tanunda. E il team Sky ha tutta l’aria di avere appena cominciato.

Arrivo:1. Greg HENDERSON (N. Zel., Sky) 51 km in 1.04’33″, media 47, 405; 2. Sutton (Aus); 3. Greipel (Ger); 4. McEwen (Aus); 5. Cooke (Aus); 33. Santambrogio; 34. Sabatini; 55. Valverde (Spa) a 8″; 62. Armstrong (Usa); 72. Finetto a 16″; 74. Merlo a 17″; 78. Evans (Aus) a 23″; 88. Guarnieri; 92. Dall’Antonia; 98. Viganò; 110. Facci.

in quest'antipasto del tour down under,già si sono visti i valori in campo o meglio già si sono visti  i probabili protagonisti della corsa che inizierà domani,il team sky ha già dimostrato di puntare a raccogliere lo scettro di squadra plurivincitrice dalla columbia,armstrong già abbastanza “pimpante”,credo che in qeste gare emerga la voglia di lance di andare in bici,mentre negli appuntamenti che contano lance indossa una “maschera” e corre in maniera totalmente diversa mettendo probabilmente a freno il proprio istinto.

15:30
18 Gennaio 2010


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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68

Domani scatta il tour down under,viste le difficoltà altimetriche a giocarsi la vittoria dovrebbero essere i velocisti in particolar modo quelli australiani allan Davis (astana) campione uscente,Mc ewen (katusha) che cerca il riscatto dopo una stagione difficile,O'grady (saxo),Greipel (columbia),Brown (rabobank),Sulzberger (franaise de jeux),Elmiger (ag2r),anche il duo del team sky Henderson-Sutton dopo la vittoria di ieri potrebbero essere della partita per la vittoria finale.Aldilà dei favoriti per la vittoria il grande motivo d'interesse sarà l'esordio della radioshack di armstrong,la presenza del campione del modo cadel evans,da segnalare anche la presenza di valverde sempre in attesa di giudizio da parte del tas,da segnalare l'esordio tra i professionisti degli ultimi campioni iridati under 23 sicard (euskaltel) e bobridge (garmin) campione under 23 a crono,dovrebbe correre con la nazionale australiana anche il neo campione nazionale su strada travis meyer (garmin) che ha vinto il campionato australiano alla sua prima gara tra i professionisti.Gli italiani presenti sono solo 8 Jacopo Guarnieri, Tiziano Dall’Antonia, Mauro Finetto e Fabio Sabatini (Liquigas-Doimo); Michele Merlo (Footon-Servetto), Mauro Facci (Quick Step); Davide Viganò (Sky); Mauro Santambrogio (Bmc),tra gli azzurri i maggiori candidati a ben figurare dovrebbro essere guarnieri e santambrogio che già lo scorsoanno si sonon ben comportati in questa corsa,potrebbero fare bene anche merlo che è un velocista e vigano anch'egli velocista che però ha detto che probabilmente aiuterà il duo sutton-henderson.

questi gli uomini scelti dalla liquigas.

LIQUIGAS-DOIMO (ITA)

141. DALL ANTONIA Tiziano ITA
142. KOREN Kristjan SLO
143. GUARNIERI Jacopo ITA
144. PATERSKI Maciej POL
145. FINETTO Mauro ITA
146. SAGAN Peter SKV
147. SABATINI Fabio ITA

Team Manager: MARIUZZO Dario ITA

18:04
18 Gennaio 2010


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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69

Parte oggi il tour de san luis corsa che si concluderà domenica e che l’anno scorso ha visto tra i suoi protagonisti ivan che emozioni vero?questa corsa è di secondo livello ma negli ultimi anni sta diventando più importante e ci vanno buoni corridori. Il percorso è molto più duro del Tour Down Under. Il tour de san luis è una corsa impegnativa, con tante salite ed una cronometro di 20 km. 2 gli arrivi in salita alla 2°, e 6° tappa(, ma con pedenze che arrivano fino al 15%. )anche la 5° ha una salita molto impegnativa vicino all'arrivo. La quarta tappa è a cronometro, mentre le altre tre sono più semplici e dovrebbero essere per velocisti. Le tre edizioni precedenti sono state dominate dai corridori di casa. L'anno scorso è toccato a Lucero (Nazionale Argentina),che ha battuto il compagno di squadra Giacinti e Josè Serpa,anche qui i favoriti sono i corridori di casa.nel 2007 riccò vinse una tappa nel tour de san luis.gli uomini di maggior spicco sono nibali pozzato e il vice campione del mondo kolobnev,c’è anche santiago botero nella nazionale colombiana,importante anche il ritorno in una corsa importante di Michael rasmussen che correrà con la formazione italiana della miche tra le squadre italiane ci sono la liquigas,la miche,la isd e la androni.gli italiani al via sono 18 NIBALI, AGNOLI,CHICCHI,CIMOLAI della liquigas, POZZATO, BANDIERA, MAZZANTI,NAPOLITANO della katusha, CHEULA della footon servetto, DE NEGRI, COLO, VONA della isd, BALIANI,MUTO,CAMPAGNARO, PINIZZOTTO  della miche, LODDO e SOLARI della androni.tra gli italiani potrebbero ben figurare nelle tappe per velocisti Loddo,Chicchi eNapolitano,difficile pensare che pozzato o nibali già siano competitivi,seguirò con particolare attenzione il napoletano pasquale muto della miche.questa la squadra della liqugas.

LIQUIGAS-DOIMO:

51  NIBALI, Vincenzo (ITA)
52  AGNOLI, Valerio (ITA)
53  CHICCHI, Francesco (ITA)
54  CIMOLAI, Davide (ITA) *
55  KISERLOVSKI, Robert (CRO)
56  VANDBORG, Brian (DEN)

  ** Dir.:Mario Scirea






22:11
18 Gennaio 2010


gianmala

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Asti

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Che attesa lo scorso anno di questi tempi!!!!….erano giorni di grande eccitazione collettiva in attesa della prima corsa a tappe di Ivan!!…

Eppoi ci fu anche l'episodio dell'elicottero che cadde non lontano dal luogo dove si trovavano tanti corridori…le notizie erano frammentarie….eravamo tutti preoccupati ma poi giunse un sms da Micaela la quale disse che aveva sentito Ivan e che probabilmente ci eravamo agitati piu' noi di chi era sul posto!!!…fu uno degli episodi particolari che caratterizzarono la stagione del nostro Capitano risoltosi per fortuna senza alcun problema!!!

00:42
19 Gennaio 2010


gianmala

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Asti

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71

San Luis - I tappa
1. Francesco Chicchi
2. Edgardo Simón
3. Danilo Napolitano
Classifica
1. Francesco Chicchi


Primo sigillo marchiato Liquigas che porta la firma di Francesco Chicchi che si è imposto allo sprint su Simòn e Danilo Napolitano.

Se il buongiorno si vede dal mattino….speriamo in una stagione all'insegna dei colori verde blu a noi particolarmente cari!!!

13:02
19 Gennaio 2010


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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72

da http://www.cicloweb.it

La freccia d'Argentina


Primi hurrà per Chicchi e Greipel

Alcuni lo chiamano fato, altri destino, altri ancora casualità: durante l'inverno il nome di Francesco Chicchi era stato accostato a più d'una squadra ma alla prima corsa lo ritroviamo subito vincente con la maglia della Liquigas. In squadra forse c'era un po' di delusione per i risultati di un 2009 sicuramente sotto le attese del velocista toscano ma nonostante il grande interesse generale nei suoi confronti ha preferito restare e giocarsi il tutto per tutte nelle corse più prestigiose. La sfida è di quelle toste perché a 29 anni un paio di stagioni no si fanno sentire quando bisogna cercare squadra ed allo stesso tempo in casa Liquigas la concorrenza di Bennati e dell'emergente Guarnieri è pesante: probabilmente conscio di tutto ciò Chicchi ha trovato una nuova determinazione e da qui la forza di sprintare più veloce di tutti nella prima tappa del Tour de San Luis, in Argentina.
Per Chicchi ora, però, arriva la parte più difficile, quella della conferma, dal momento che anche l'anno scorso era partito bene vincendo subito al Tour Down Under ma in tutto il resto del 2009 aveva poi centrato solamente una sola vittoria negli Stati Uniti nel mese di settembre: noi ci aspettiamo soprattutto di ritrovarlo competitivo nelle prime corse in Europa siccome nel vecchio continente non batte tutti ormai dal giugno 2008.
Ormai la globalizzazione del ciclismo sta portando le grandi squadre a correre anche in posti impensabili fino ad un paio di anni di anni fa: il Tour de San Luis è cresciuto molto e molti team europei l'hanno battezzato come esordio ufficiale per il 2010. I 168 km da San Luis a Villa Mercedes non presentavano particolari asperità ed in virtù anche di quanto visto l'anno scorso - vittoria in volata di Mattia Gavazzi sullo stesso tracciato - lo sprint era l'epilogo più scontato, dopo che la classica fuga di terze linee era stata ripresa: il successo di Chicchi è stato netto (più di una bicicletta) ed alle sue spalle troviamo nell'ordine il padrone di casa Edgardo Simón e gli italiani Napolitano e Loddo a testimoniare che i nostri connazionali gradiscono particolarmente l'aria di Villa Mercedes.
La corsa adesso prevede subito un arrivo in salita, seppur abbastanza leggero, a El Mirador del Potrero: quasi impossibile per Chicchi mantenere la leadership in classifica generale ma i ragazzi guidati in ammiraglia da Mario Scirea possono giocarsi subito la carta Vincenzo Nibali che è anche uno dei candidati alla vittoria finale. (Sebastiano Cipriani)

Altro capo del mondo, stessa (annunciatissima) musica. In Australia prende il via un Tour Down Under con la starting list più qualificata di sempre: manca sì la Lampre alle prese con le bizze dell'UCI (licenza Pro Tour sì, licenza Pro Tour no? Licenza Pro Tour forse!), ma con Armstrong, Valverde ed Evans, probabilmente in pochi ci fanno caso.
Ma, si sa, il Tour Down Under, da che mondo è mondo, è corsa per velocisti, essendo i più bravi di essi riusciti addirittura a portare a casa la classifica generale nelle ultime due edizioni. E così, nella prima tappa, subito testa a testa tra le ruote veloci, anche se già da metà gara si capisce che probabilmente uno di loro ne avrà più dei rivali. Infatti, il gruppetto di giovani attaccanti (l'australiano Roe, il francese Kadri e lo svizzero Kohler) è tenuto a bada per tutto il tempo non dalla Katusha di McEwen, né dalla Rabobank di Brown o tantomeno dall'Astana di Davis - che anzi giungerà al traguardo staccato di più di 8', così come Förster e Haedo - ma da una sola squadra, la HTC-Columbia (sì, gli sponsor quest'anno si sono invertiti di ordine) di André Greipel.
E l'anno scorso abbiamo imparato a capire che quando questi lavorano per il loro velocista, lo fanno sul serio e, soprattutto, lo fanno per bene, per di più potendo contare su velocisti di primissimo ordine, come Cavendish, assente qui in Australia, e Greipel appunto. Sul rettilineo finale il tedesco s'è bevuto in un sol sorso le velleità di rimonta della coppia belga Steegmans (che sarà l'uomo di punta per le volate 2010 della RadioShack) e Roelandts, mentre hanno fatto fatica a farsi largo nelle primissime posizioni McEwen, Henderson (vittorioso domenica nel criterium d'apertura) e Brown, che pure godevano di ottime credenziali e hanno chiuso comunque nei 10. La sola squadra italiana al via, la Liquigas, pur provando ad impostare un treno nelle fasi calde, non ha raccolto più del 23° posto di Guarnieri, risultato sicuramente migliorabile già da domani con l'aiuto dei vari Finetto, Dall'Antonia e Sabatini.
Nei prossimi giorni - l'abbiamo detto - il menu non offrirà molte variazioni di sorta, anche se un paio di tappe più movimentate, tra giovedì e sabato, potrebbero risultare indigeste ai velocisti puri, pur strizzando l'occhio a quelli un po' più atipici.
Aspettate un attimo: e se Valverde… Ecco, ci risiamo, la febbre ricomincia! Giuseppe Cristiano

come previsto entrambe le corse si sono decise allo sprint,complimenti alla liquigas che centra la prima vittoria stagionale con francesco chicchi che voci di mercato lo volevano in procinto di accasarsi alla isd,in australia greipel dimostra di essere forte come lo scorso anno e di poter contare su una squadra ormai specializzata nel lanciare le volate ai propri sprinter,per i liquigas in australia ci saranno giornate migliori.

13:21
19 Gennaio 2010


Nathalie5

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FRANCIA

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73

Bravo a Francesco Chicchi, mi fa piacere per lui Sorridente L'avevo incontrato l'anno scorso a Parigi-Roubaix, è una persona molto simpatica. La stagione inizia bene per la Liquigas speriamo bene per le prossime corse Occhiolino



01:35
20 Gennaio 2010


gianmala

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Asti

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74

Trionfo spagnolo nella seconda tappa del Tour de San Luis: ad imporsi sul traguardo dell'Alto de El Mirador (2ª) è stato infatti Rafael Valls, portacolori della Footon-Servetto-Fuji.
Il ventitreenne spagnolo ha preceduto Alcolea di 7 secondi, poi di 10 il venezuelano Rodriguez e il colombiano Serpa (entrambi della Androni Diquigiovanni) e Vincenzo NIbali della Liquigas Doimo. Valls è anche il nuovo leader della classifica generale.

Ordine d'arrivo
1. Rafael Valls

2. Arnold Alcolea a 7

3. Jackson Rodriguez a 10

4. José Serpa

5. Vincenzo Nibali

12:07
20 Gennaio 2010


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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75

da http://www.cicloweb.it

Ancora André the Greatpel


San Luis: vince Valls, bene Nibali

Probabilmente qualcuno dalle parti di Adelaide potrebbe proporre la cittadinanza onoraria per André Greipel: il potente velocista tedesco è assolutamente irresistibile al Tour Down Under e con oggi è arrivato a ben sette vittorie di tappa in tre anni (periodo durante il quale ha vinto anche una volta la classifica generale ed il criterium d'apertura) e non sembra volersi fermare per alcun motivo.
Anche oggi già prima del via si sapeva che si sarebbe arrivati in volata ma l'australiano David Kemp, in compagnia di due Omega Pharma, Delage e Kaisen, ha provato a movimentare un po' la giornata ma senza grossa fortuna visto che gli squadroni dei velocisti hanno sempre avuto la situazione sotto controllo nonostante il vantaggio massimo avesse toccato gli undici minuti. Il trio di fuggitivi ha così raccolto niente di più che un GPM ed un paio di traguardi volanti venendo poi riassorbiti a 9 km dall'arrivo con la HTC-Columbia e la neonata Sky a condurre le danze il testa al gruppo prima dello sprint.
Sul rettilineo finale di Hahndorf invece è entrato nuovamente in scena André Greipel che non ha avuto grossi problemi a lasciarsi tutti alle spalle e ad andare a vincere sullo stesso traguardo che l'aveva già visto a braccia alzate nel 2008: dietro di lui l'affollatissimo sprint provoca anche le prime scaramucce con Greg Henderson (secondo di tappa) e Danilo Wyss che hanno avuto a che fare rispettivamente con McEwen (poi terzo) e Brown. Ancora poca gloria invece per gli italiani dal momento che il migliore è ancora una volta Jacopo Guarnieri ma il velocista della Liquigas non va oltre la quindicesima posizione. La classifica generale adesso vede Greipel con ben 14″ di margine su Steegmans e Henderson, 16″ su McEwen e Roelandts e 20″ su quasi tutto il resto del gruppo: da quando il Tour Down Under è entrato nel Pro Tour s'è sempre deciso grazie agli abbuoni e con ogni probabilità sarà così anche quest'anno a meno che qualcuno non si inventi un numero domani nella tappa con arrivo a Stirling oppure sabato sulla doppia ascesa di Willunga Hill. (Sebastiano Cipriani)

E se ieri anche in Argentina si era sprintato, oggi la musica cambia. Si sa, ai sudamericani piacciono le salite e già alla seconda giornata il disegno della tappa è di quelli che stuzzicano la fantasia degli scalatori. Niente di trascendentale, ma con una salita finale di 5 km, abbastanza dura da far arrivare i corridori uno per uno.
Nomi da seguire con curiosità ce ne sono abbastanza, a partire da quel Rasmussen che, dopo due anni di purgatorio, ha scelto di ripartire dalla Miche nella quale, con Niemec e Baliani, formerà durante la stagione un terzetto che in salita potrà dire la sua anche al cospetto di avversari molto più titolati. Ovviamente se, dove e quando la squadra - che è pur sempre una Continental, lo ricordiamo - sarà invitata.
Detto del vincitore in pectore del Tour 2007, al via c'è anche un Vincenzo Nibali alla sua prima uscita stagionale e già utilissimo alla causa lunedì per aver lanciato Chicchi nella sua micidiale progressione a Villa Mercedes. E poi ci sono i Savio Boys dell'Androni Giocattoli (Jackson Rodríguez e Serpa) che da queste parti ci tengono sempre a far bella figura, c'è la Katusha di Pozzato (sì, oggi era un po' duretta per lui, ma il ragazzo s'è impegnato a fondo), Kolobnev e Mazzanti, e la ISD, che però ha lasciato in Italia i suoi pezzi da novanta.
Tra tutti questi nomi, spunta quello che non t'aspetti, un giovanotto di 22 anni sì di belle speranze (reduce da una top-10 al Tour de l'Avenir '09) ma che mai avresti immaginato potesse mettere in fila un parterre non eccezionale, ma diciamo almeno discreto, regalando alla Footon-Servetto la prima vittoria stagionale (nella scorsa stagione per i Fuji erano state solo quattro in tutto l'anno).
In pratica La corsa si è decisa a un chilometro dalla fine, quando Rafael Valls - è questo il nome del ragazzo di Alvaro Crespi - ha rotto gli indugi e con una bella progressione è andato a riprendere Jackson Rodríguez che nel frattempo si era avvantaggiato di una quindicina di secondi, lo ha lasciato sul posto e ha avuto tutto il tempo per mostrare al mondo la sua gioia, perché nel frattempo il cubano Alcolea (l'unico che era riuscito a resistergli per qualche centinaia di metri) aveva mollato la presa. Il corridore caraibico accuserà 7″ Jackson, in compagnia di Serpa e di un buon Nibali, 10″ e di lì a pochissimo arriveranno anche Mazzanti, settimo (chissà che quest'anno non combini qualcosa di buono il bolognese) e Rasmussen, nono a 19″.
Oggi la tappa sorriderà di nuovo ai vari Chicchi, Napolitano e Loddo, domani crono di venti chilometri (buon per Nibali), prima di un paio di tappe molto difficili e della passerella finale di domenica. Giuseppe Cristiano


mi sembra che nibali pedali più o meno come ivan lo scorso anno,dunque può entrare tra i primi 5 della classifica finale,anche se probabilmete non gli interessa più di tanto.ottima prova anche per luca mazzanti 7° a 18″ dal vincitore,buona prova anche per rasmussen 9° a 19″.al tour down under greipel dimostra ancora la sua superiorità anche se a dire il vero i suoi rivali sono diprimo ma non di primissimo livello,i migliori cavendish,bennati,petacchi,hushovd solo per fare qualche esempio non ci sono,però si sta dimostrando il più forte dunque complimenti a lui e alla sua squadra che vuole mantenre la sua leadership di squadra plurivittoriosa

23:28
20 Gennaio 2010


gianmala

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Asti

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76
San Luis, vittoria di Alberto Loddo nel festival italiano

Alberto Loddo in trionfo nel festival dei velocisti italiani: lo sprinter sardo della Androni Diquigiovanni ha vinto la terza tappa del Tour de San Luis,  la Fraga - Buena Esperanza di 199 chilometri, precedendo Danilo Napolitano della Katusha e Francesco Chicchi della Liquigas Doimo. Lo spagnolo Rafael Valls (Footon-Servetto-Fuji) conserva la maglia di leader della classifica generale. La tappa ès tata caratterizzta da una lunga fuga promossa da Gonzalo Garrido (Chile), Andrew Guptill (Germania) e Mauricio
Morandi (Scott), raggiunti a due soli chilometri dal traguardo.

Ordine d'arrivo

 1º 142  LODDO, Alberto          ITA  ANDRONI-GIOCATTOLI    4:34:52   10

   2º  66  NAPOLITANO, Danilo      ITA  KATUSHA                  mt.     6″

   3º  53  CHICCHI, Francesco      ITA  LIQUIGAS-DOIMO           mt.     4″

18:04
21 Gennaio 2010


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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77

da http://www.ciloweb.it

Un bel terno al Loddo


TDU: Cardoso su Valv e Evans

Una corsa sudamericana potrebbe essere uguale anche senza la presenza dei ragazzi di Gianni Savio? Probabilmente no, perché il team manager piemontese dell'Androni riesce sempre a trovare il modo di far parlare di sé, dei suoi corridori e quindi anche della gara in questione. Va detto anche che il suo modo preferito per notizia è senza dubbio la vittoria: a decine ogni anno, spesso anche nei più remoti angoli del pianeta. Qui in Argentina al Tour de San Luis la banda di Savio aveva già colpito l'anno scorso con Gavazzi e Serpa mentre quest'anno, puntuale come sempre, è arrivato anche il sigillo di Alberto Loddo.
Il 31enne velocista sardo è riuscito quindi a trovare una pronta rivincita dopo il quarto posto nella prima frazione: in quell'occasione era partito troppo lungo facendosi poi rimontare, oggi invece tutto è andato alla perfezione. Sicuramente fa piacere rivedere Loddo protagonista dopo una stagione molto travagliata che lo aveva portato addirittura ad uno stop anticipato nel mese di giugno a causa di problemi fisici.
A giudicare dai risultati di oggi e da quelli della prima tappa, vinta da Chicchi, in questa edizione del Tour de San Luis la lingua ufficiale delle volate è proprio l'italiano. Alle spalle di Loddo troviamo, infatti, Napolitano, battuto solo al termine di un bel testa a testa ma che rischia di diventare un piazzato di lusso vista la fine del 2009 e l'inizio del 2010, ed ancora Chicchi: le ottime prestazioni dei nostri connazionali sono completate anche dall'ottavo posto di De Negri (ISD) e dal tredicesimo di Campagnaro (Miche), entrambi classe '86 ed al primo anno da professionisti.
Lungo i 200 km tra Fraga e Buena Esperenza (chilometraggio notevole per essere una delle prime gare della stagione per buona parte del gruppo) a spaventare gli uomini di classifica non è stata tanto la fuga di Morandi, Guptill e Garrido e Avila (vantaggio massimo 7'11″) quanto il finale molto nervoso della tappa: un frazionamento del gruppo ha fatto perdere infatti 13″ ad alcuni uomini posizionati nelle parti alti della classifica tra cui il portacolori dell'Andalucía Javier Moreno, un nome da seguire soprattutto quando la strada sale, ed il capitano della Miche Rasmussen. Difficilmente saranno decisivi ma non fa mai piacere perdere secondi così.
La quarta tappa sarà una cronometro di circa 20 km non facili da interpretare visto che sarà in sostanza un'andata e ritorno sullo stesso tracciato, tutto in leggera salita nella prima parte: se Nibali dovesse trovarsi in buone condizioni di forma potrà anche provare ad andare a caccia del primo posto in classifica visto che al momento è quinto a soli 20″ da Rafael Valls. (Sebastiano Cipriani)

da http://www.realbike.it

Tour Down Under - Tra Valverde ed Evans spunta Cardoso

di Luca Peccerillo

Il percorso chiama con un circuito finale che riprende in piccolo le classiche delle Ardenne e i grandi rispondono con uno spettacolare arrivo sul traguardo in leggera ascesa di Stirlin.Ma la terza tappa del Tour Down Under - Unley-Stirling di 132,5 km - va a sorpresa al campione nazionale portoghese Manuel Cardoso (Footon Servetto) che si concede il lusso di precedere due big del valore di Alejandro Valverde (Caisse d'Epargne) e il campione del mondo Cadel Evans (BMC Racing). Bene i giovani della Liquigas con 4°  il 19enne slovacco Peter Sagan e 5° il promettente Mauro Finetto, mentre dietro si sono piazzati gli australiani Michael Rogers (HTC-Columbia) e Luke Roberts (Milram), il tedesco Markus Fothen (Milram), il francese Anthony Roux (Française Des Jeux) e il russo Eduard Vorganov (Katusha), con 11° Davide Viganò (Team Sky).

Andre Greipel, vincitore delle prime due frazioni, è giunto 23°, mentre Lance Armstrong è riuscito a rimanere nel gruppetto dei migliori – una quarantina – piazzandosi 30°

Greipel resta leader della generale con 14” su Henderson, Steegmans e Valverde; 16” su McEwen, Roelandts e Evans.

Nonostante i 40 gradi la corsa è scoppiettante fin dalle prime battute. Dopo 10 km ci prova il francese Anthony Ravard (Ag2r) e un gruppetto formato da Juan Horrach (Katusha), il campione del mondo under 23 Romain Sicard (Euskaltel) e Jack Bobridge (Garmin) sempre molto attivo. Una fuga più consistente si ha dopo 22 km quando vanno via in nove: Andriy Grivko (Astana), Sebastien Rosseler (RadioShack), Juan Horrach (Katusha), Thibaut Pinot (Française Des Jeux), Mathieu Perget (Caisse d'Epargne), Gorka Izaguirre (Euskaltel), Matthew Wilson (Garmin), Jurgen Van De Walle (Quick Step) e Peter McDonald (UniSA). Il vantaggio però non cresce e rimane sempre intorno ai 20”. Al primo TV, a Mclaren Flat dopo 31 km passa primo Izaguirre su McDonald e Grivko. Dopo 35 km ai piedi della salita di Wickhans Hill allungano Perget e Nieve, mentre dal gruppo escono Thomas Rohregger (Milram) e Luke Roberts. Lungo la salita, alle spalle del duo della Milram si forma un gruppetto di dodici corridori fra cui Valeriy Dimitriev (Astana), Christian Meier (Garmin), Timothy Roe (UniSA) leader della classifica dei GPM e il nostro Finetto.

In vetta al GPM passa primo l’austriaco Rohregger, che diventa leader della classifica, davanti a Roberts, Dimitriev, Roe e Finetto. In discesa il gruppo si ricompatta e ci provano Ivan Gutierrez (Caisse d'Epargne) e Cameron Meyer (Garmin) che dopo 58 km di corsa hanno 1’14” di vantaggio sul gruppo. Il Team Columbia tira il plotone che è di nuovo unito quando escono Simon Clarke (UniSA), Karsten Kroon (BMC Racing), Jack Bobridge (Garmin), Maciej Paterski (Liquigas-Doimo) e Jens Voigt (Saxo Bank). I cinque transitano per la prima volta sul traguardo di Stirling e al secondo TV, a Echunga, dopo 74 km, si impone Kroon su Clarke e Bobridge con il gruppo a 1’02”.

In testa al plotone va a tirare la Caisse d'Epargne e dopo 106 km vengono ripresi Kroon, Paterski e Voigt, mentre restano all’attacco Bobridge e Clarke che sono raggiunti da Matthew Lloyd (Omega Pharma-Lotto) autore di un bel numero. Il terzetto di australiani transita in vantaggio al secondo passaggio sul traguardo, però non ha fortuna perché il gruppo avanza a forte velocità.

L’arrivo è insidioso e taglia fuori i velocisti puri che troppo presto si trovano allo scoperto e restano sui pedali, mettendo in difficoltà chi aveva battezzato la loro ruota, ci si aspetta lo spunto di Valverde dopo il gran lavoro della sua squadra, ma il murciano ha un attimo di esitazione che risulta fatale. Ai 500 finali, infatti, parte come un missile Cardoso che brucia tutti arrivando con un netto vantaggio.

Cardoso, 26 anni, è alla prima esperienza fuori dai confini nazionali e ha subito colto l’occasione per mettersi in mostra. Passato professionista nel 2006, già nel primo anno si è messo in luce vincendo la tappa di Lisbona al Giro del Portogallo. In tre stagioni si è aggiudicato una quarantina di corse e nel 2009 oltre al titolo nazionale ha vinto una tappa a Giro del Portogallo, GP Correios, Circuito di Lorena, Tropicale Amissa Bongo e due al Trofeo Agostinho. Ha uno scatto bruciante che lo porterà a vincere anche altre corse importanti.

Da segnalare in casa Liquigas le difficoltà di Jacopo Guarnieri, arrivato a 12'45″ con i compagni di squadra Koren e Paterski e il ritiro di Tiziano Dall'Antonia.

Questa notte quarta tappa, Norwood-Goolwa di 149.5 km, totalmente pianeggiante con Greipel chiamato al tris di successi.


in argentina gli sprinter italiani si confermano i migliori del lotto e si aggiudicano i primi 3 posti,bravo loddo che regala la prima vittoria dell'anno alla squadra di gianni savio,anche loddo come chicchi buon 3° viene da una stagione difficile e probabilmente ha vogli di riscattarsi,chi un pò mi delude e napolitano che a mio avviso avrebbe le carte per competere con i migliori velocisti al mondo ma gli manca sempre qualcosa,perdere da loddo e da chicchi ci può stare ma napolitano se vuole fare il salto di qualità queste volate dovrebbe vincerle.in australia tappa interessante con vittoria a sorpresa del portoghese cardoso,bella soddisfazione per il team footon servetto nato dalle ceni della fuji che ottiene il 2° successo stagionale,pe una squadra molto giovane e che l'anno scorso ha ottenuto solo 4 vittoria è già un ottimo risltato,valverde ha dimostrato di impegnarsi ma non diessere in forma altrimenti avrebbe vinto facile mentre evans dimostra di voler onorare al meglioi la maglia che indossa e credo che sarà competitivo quasi in tutte le gare che farà,ottimo il 4°e il 5° posto in casa liquigas rispettivamente con sagan 20enne neo professionista e finetto.

23:55
21 Gennaio 2010


Nathalie5

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FRANCIA

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Evans è sicuro che farà tutto per onorare la sua maglia. Era rimasto deluso del suo Tour ma quello che è bene e che ha saputo riprendersi, facendo 3° della Vuelta (e senza questo problema di cambiamento di ruota avrebbe potuto fare meglio) e poi vicendo il mondiale. Per quanto riguarda Valverde penso che cercherà di fare bene in tutte le corse alle quali parteciperà visto che in marzo rischia una sospensione mondiale di due anni. Ma ha communque la fortuna di potere continuare a correre in attesa del giudizio, ciò non è stato il caso per tutti.

12:51
22 Gennaio 2010


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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da http://www.cicloweb.it

Caro Nibali, che crono!


Down Under: Greipel vince ancora

Ci sono cose che paiono così ovvie che lo stupore, appurato che si siano invece consumate per la prima volta, è difficile anche da descrivere: insomma, che uno come Vincenzo Nibali vinca una cronometro individuale non sembra certo la notizia dell'anno, e forse neanche del giorno, ma scoprire che alla fine dei 19,5 km del circuito di San Luis il siciliano della Liquigas-Doimo ha festeggiato il suo primo successo personale contro il tic tac (escludendo le varie cronosquadre, dunque) è senz'altro un importante elemento per il ciclismo italiano.
Lo sappiamo, è gennaio e si sta parlando di una corsa con pochissimo peso specifico. I battuti (secondo il tedesco Bengsch a 4″ e terzi a parimerito il brasiliano Nicácio e l'argentino Giacinti a 11, mentre al quinto posto troviamo un'altra bella sorpresa), pur essendo dei buoni passisti, non sono certo corridori in grado di figurare nelle corse storiche; i Victor Hugo Peña e i Botero, rispettivamente 6° e 10°, sono lontani parenti di chi vestiva maglie gialle e vinceva tappe al Tour de France ad inizio decennio.
Rimane comunque un successo, e una vittoria ad inizio stagione non può che fare bene al morale. Nibali s'era già messo in luce tirando la volata vincente al compagno Chicchi a Villa Mercedes, e questa cronometro vinta lo porta anche in vetta nella classifica generale con 26″ su Giacinti (portacolori della nuova formazione Professional brasiliana, la Scott-Marcondes) e 30 su José Serpa, il colombiano di Savio che oggi ha pagato forse qualcosa in più di ciò che si aspettava (30″ da Nibali, per l'appunto).
Parlare di distacchi oggi è però probabilmente un mero esercizio retorico, visto che da stanotte si inizierà a salire, e neanche di poco (i 1720 metri di altitudine del Cerro el Amargo, a 20 km dall'arrivo della Carolina, stanno lì a testimoniarlo). Per cui non soltanto Serpa, ma anche il Valls vincitore due giorni fa, il Rasmussen ora 12esimo in classifica, senza dimenticare altri corridori come il vincitore uscente Lucero, Javier Moreno, Jackson Rodríguez, Vázquez (tutti al limite dei 2'28″ dal siciliano), avranno molto terreno per tentare di sferrare i propri attacchi.
Il bottino dell'Italia (3 tappe in 4 giorni, le maglie di leader di Chicchi e quella che lo Squalo di Messina indosserà almeno domani) viene rimpinzato anche dal 5° posto a 14″ (eccola, la sorpresa annunciata) della maglia tricolore Filippo Pozzato, che ha un passato - troppo trascurato - da cronoman e la classe per riuscire a fare un'ottima figura anche quando la forma non è eccelsa. Magari, gli venisse l'appetito mangiando… (Mario Casaldi)

Dall'altra parte del mondo, invece, le indicazioni che arrivano sono ancora una volte quelle di una HTC-Columbia in grande condizione, non solo fisica: la corazzata guidata in ammiraglia dall'australiano Allan Peiper sempre assolutamente devastante nei finali di tappa grazie al lavoro di Grabsch, Roulston e Sieberg; con un treno così il compito di Greipel è sicuramente più facile ed il tris ottenuto oggi a Goolwa (con questa sono otto vittorie in tre anni) non ci stupisce più di tanto.
Non passano neanche 3 km che i coraggiosi di giornata si mettono in marcia. In avvio c'è un Gpm a Lenswood e i punticini lì in cima fanno gola a Thomas Rorhegger, primo nella relativa classifica. E infatti il tedesco parte con Kemp, Kaisen, Ravard, Castroviejo e Clement, poi si aggiungono Frei e Minguez, il gruppetto può andarsene in scioltezza, Rohregger può festeggiare al passaggio sul colle, e il plotone, dietro, può prendere il suo passo senza però lasciare troppo spazio ai fuggitivi.
Tre minuti e un quarto è infatti il vantaggio massimo che gli attaccanti toccano, dopo 36 km di tappa (e a 113 dal traguardo). Troppo interessate, HTC e Sky (e mettiamoci pure RadioShack), a proporre la terza volata generale in quattro giorni, perché gli 8 di testa si mettano nella medesima strane idee.
Tanto li tiene a tiro, il gruppone, che a un certo punto deve pure rallentare, per evitare di riprenderli troppo presto (e ritrovarsi punto e a capo con qualche altro tentativo di attacco da tenere a bada). Il margine scende a 1' a 30 km dalla fine, e tra gli attaccanti, sotto la pioggia battente che ha caratterizzato l'intera tappa, monta il fermento tipico di questi casi: chi ne ha di più si gioca l'estrema chance, nella fattispecie Kemp, Clement e Castroviejo, che se ne vanno in allungo ai 28 km, senza che quest'azione faccia venire il mal di stomaco ai velocisti in gruppo. Testardo più che mai, Clement tenta ancora tutto solo, ai 16 km, ma non dura che poche centinaia di metri.
A 15 km dal traguardo il plotone torna compatto, ed è già tempo del contropiede più atteso dell'intero Tour Down Under: è Armstrong a muoversi, con tanto di paggio di fiducia (Tomas Vaitkus) che gli dà un paio di tiratone per scavare un vantaggio di una qualche entità: sono 23″ quelli che i due RadioShackers si ritrovano a gestire, troppo pochi comunque rispetto alla furia di un'HTC che sa di avere un Greipel quasi imbattibile da giocarsi alla roulette finale.
Ai 3 km Lance e Vaitkus vengono ripresi, i ragazzi di Bruyneel fanno appena in tempo a organizzare il treno per Steegmans ed è già volata.
L'esito, come detto, è lo stesso delle due volate già disputate con il tedesco Greipel davanti a tutti. In seconda posizione troviamo McEwen, che sta cercando di lasciarsi alle spalle gli infortuni del 2009, mentre Brown è terzo e Steegmans quarto. Delude un po' il Team Sky che si perde un po' negli ultimi metri non riuscendo a lanciare bene Greg Henderson che taglierà il traguardo solamente in 13esima posizione. Per quanto riguarda invece la classifica generale, grazie ai 10″ di abbuono conquistati oggi, Greipel è sempre più leader e favorito di questo Down Under: McEwen è 20″, Henderson e Steegmans a 24″, Brown, Roelandts ed Evans a 26″ mentre Valverde ha pagato oggi 17″ che lo fanno scivolare in 26esima posizione.
Domani ci sarà la tappa più dura visto che nel finale bisognerà affrontare per due volte la salita di Willunga: niente di trascendentale visto che gli anni passati molti velocisti sono riusciti a rimanere davanti ma siamo sicuri che squadre come la BMC e la Caisse d'Epargne proveranno a far saltare il banco.Sebastiano Cipriani

al tour san luis bella sorpresa la vittoria di nibali,una sorpresa non per la forza di nibali ma per l'impegno che ci sta mettendo in questa corsa ad esempio nella prima tappa ha tirato la volata a chicchi,ottimo anche pozzato 5°,oggi s vedrà se nibali ha intenzione di giocarsi la vittoria finale o se la condizione attuale non glielo permetterà,al tour down under ancora una volta grande columbia e grande greipel,mc ewen sta dando segni di miglioramento,difficoltà per guarnieri solo 122°,da segnalare un attacco di armstrong,che poi è giunto a 16″ dal vincitore,oggi ci sarà una tappa decisiva per la vittoria finale o meglio si capirà se a vincere sarà un velocista,nella tappa che si affrtonterà oggi nel 2005 vinse un certo alberto contador.

15:44
23 Gennaio 2010


Vincenzo

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Qualiano (NA)

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80

da http://www.cicloweb.it

L'acuto di Alberto Loddo di un paio di giorni fa ci aveva inevitabilmente portato a tessere le prime lodi dell'Androni Giocattoli, ma è bastato che il terreno si facesse ancor più congeniale alle caratteristiche del team di Gianni Savio per poter di nuovo dare spazio alle celebrazioni, in maniera ancor più perentoria. Tre uomini piazzati nelle prime cinque posizioni dell'ordine d'arrivo sono sufficienti a marchiare Androni la quinta tappa di questo Tour de San Luis e se per lo spagnolo Maté il quarto posto di giornata sa tanto di pagnotta guadagnata, gli altri due Savio-boys sorridono di gusto: in primis Jackson Rodríguez, già pimpante nella seconda frazione, che centra il primo successo stagionale ed in secundis José Serpa, quinto all'arrivo ma ora secondo nella generale, principale antagonista di un Vincenzo Nibali riuscito a controllare senza eccessivi patemi la situazione anche dopo aver superato qualche attimo di leggera defaillance sul Cerro el Amargo, ascesa più ostica di giornata.
I 156 km da San Luis a La Carolina, col caldo a farla da padrone (temperature oltre i 35°), sono stati animati dalla fuga a tre del tedesco Mamos, del brasiliano Cardoso ma soprattutto dell'idolo locale Walter Pérez, campione olimpico nel Madison a Pechino 2008 in coppia con Juan Esteban Curuchet e pistard di indubbio valore. Il terzetto, che raggiunto un vantaggio massimo di circa 5 minuti, ha resistito fino all'ascesa del Cerro el Amargo, a circa venti chilometri dal traguardo, cedendo poi la scena ai principali protagonisti di un plotone che nel frattempo è andato sfaldandosi. Sono stati lo spagnolo Valls, nuovamente protagonista quindi, e l'argentino Pereyra a mettersi particolarmente in luce mentre il gruppetto di testa comprendeva anche Rasmussen, Serpa, Botero e Kolobnev, con Nibali rientrato poco dopo. Sono stati però gli ultimi cinque chilometri a regalare il maggior spettacolo, con continui attacchi che hanno prodotto il terzetto andato poi a giocarsi il successo finale.
Rodríguez ha fatto valere il suo notevole spunto veloce su Valls e Kolobnev, mentre il gruppo Nibali (il siciliano è 6° all'arrivo) ha concluso staccato di 7 secondi, tutti gli altri sono giunti oltre il minuto, ragion per cui ora il portacolori della Liquigas sarà chiamato ad affrontare l'ultimo arrivo in quota di domani sul Mirador del Sol, guardandosi principalmente da Serpa (2° a 30″) e da Valls (3° a 1'09″), avversari più pericolosi in una top-ten che vede anche l'ingresso di Michael Rasmussen, 8° a 1'59″. Meno di ventiquattr'ore di attesa ed i giochi saranno pressoché fatti.
Vivian Ghianni

da http://www.gazzetta.it

Down Under, Sanchez
nella tappa della storia

Lo spagnolo Luis Leon Sanchez, ben spalleggiato da Valverde, ha vinto la quinta frazione del Down Under, la tappa più bella mai vista nella storia della corsa australiana

La vittoria di Luis Leon Sanchez. Ap

La vittoria di Luis Leon Sanchez. Ap

WILLUNGA (Australia), 23 gennaio 2010 - La tappa più bella della storia del Tour Down Under (12/a edizione), giura chi le ha viste tutte. L’ha vinta lo spagnolo Luis Leon Sanchez (Caisse d’Epargne), grazie anche all’aiuto del compagno e connazionale Alejandro Valverde. L’ha infiammata, per la gioia del pubblico, il campione del Mondo della Bmc Cadel Evans, ha promosso l’azione decisiva per tentare addirittura di vincere la corsa di casa. Ma alla fine la maglia di leader è rimasta sulle spalle di Andre Greipel (Htc-Columbia): salvo sorprese, domani (nella notte italiana) il tedesco vincerà la corsa australiana per la seconda volta dopo quella del 2008 e potrebbe anche firmare la sesta e ultima tappa, il circuito finale di Adelaide.

la battaglia — E’ cominciata per davvero al secondo e ultimo passaggio su Willunga Hill, salita di 3 chilometri al 7%: senza Armstrong, rimasto defilato. Evans staccava tutti, compreso il connazionale della Française des Jeux Sulzberger ultimo ad arrendersi, e restava solo al comando. Ma prima dello scollinamento doveva subire il ritorno di Valverde, Sanchez e di Peter Sagan, giovanissimo (martedì compirà 20 anni) slovacco della Liquigas-Doimo che merità più di un elogio anche perché porta ancora i segni della caduta di mercoledì nel finale di seconda tappa. “Ma ha un carattere incredibile - ci aveva spiegato Emilio Magni, medico della Liquigas-Doimo -. Mentre avevo appena cominciato a curarlo mi chiedeva già «Dottore, domani posso ripartire»”. Il quartetto ha scollinato con una trentina di secondi di vantaggio al Gpm (20 km al traguardo) e ai meno 3 ne conservavano ancora 27. Ma dietro la Htc-Columbia, aiutata dalla Garmin, non smetteva di crederci: riportati a vista i fuggitivi, era Sanchez a tentare e azzeccare ai 700 metri il contropiede giusto. Secondo Roberts (Aus, Milram), rinvenuto da dietro, poi Valverde e Evans.

La premiazione di Luis Leon Sanchez. Ap
La premiazione di Luis Leon Sanchez. Ap

il vincitore — Nella Spagna dei Contador, dei Valverde, dei Freire, dei Samuel Sanchez, quasi ci si dimentica di un corridore molto consistente come Luis Leon Sanchez. Da queste parti lo conoscono bene, visto che nel 2005 vinse la classifica finale della corsa australiana. E conoscono bene anche la sua storia: Sanchez ha un fratello calciatore che gioca nella Liga spagnola (Pedro Leon) e dedica ogni vittoria - rivolgendo le dita al cielo - a un altro fratello, Leon Leon, morto qualche anno fa in un incidente con un quad. In carriera ha già firmato la Parigi-Nizza, il Giro del Mediterraneo e due tappe di quel Tour de France che resta l’obiettivo principale: ha 26 anni e tutto il tempo necessario davanti per conquistarlo.

nibali ha detto di voler vincere il tour de san luis e quindi sta cercando di resistere agli attacchi dei coridori sudamericani,ieri si è difeso ottimamente con il 6° posto a 7″ dal vincitore rodriguez della androni,nibali ha dichiarato di non essersi allenato quasi per niente a cronometro ma che sta lavorando sulla schiena seguendo i consigli di ivn e sempre da ivan sta prendendo spunti per la posizione.al tour down under ancora una bella tappa con i grandi del gruppo protagonisti per luis leon sanchez una vittoria che potrebbe essere di buon auspicio sullo stesso traguardo nel 2005 vinse contador,la vittoria finale dovrebbe essere di greipel ma cadel evans ha onorato al meglio la maglia di campione del mondo cercando di vincere una corsa per velocisti,in casa liquigas la nota positiva è sagan ottimo 5° mentre ha ancora deluso guarnieri 110° la stagione comunque è appena cominciata e il velocista italiano avrà modo di rifarsi. 



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