« La bicicletta insegna cos'è la fatica, cosa significa salire e scendere - non solo dalle montagne,
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by ivanbassoblog.com

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doping

UtenteMessaggio

15:00
12 Novembre 2008


miky70

Member

Pesaro

messaggi834

61

Credo che la differenza tra la squalifica di Riccò e quella di Sella stia nei diversi momenti in cui è stata scoperta.

Riccò era al Tour sotto i riflettori, la notizia ha fatto il giro del mondo. Sella era ad un controllo fuori gara.

Riccò all'apparenza sembra arrogante e troppo sicuro di sè. Sella sembra molto sensibile.

Forse l'atteggiamento ha influito. Oltre al fatto che a quanto pare, Sella ha contribuito molto di più di Riccò nell'aiutare la giustizia ordinaria.

Per me però nella valutazione ha contato anche il peso delle due positività.

15:29
12 Novembre 2008


Giuseppe Costa

Member

Villabate (PA)

messaggi524

62

ecco la lettera scritta da un under23 al BS. dopo riporterò anche la risposta di Cassani

15:51
12 Novembre 2008


Renzo Abram

Member

Alta Anaunia

messaggi624

63

Interessanti le vostre dissertazioni su doping e dintorni. In un incontro con Ivan parlando del più e del meno - 

Nathalie, che saluto, direbbe “de la pluie e du beau temps”glio ho fatto il seguente esempio: tu sei mio ospite 

con i tuoi bimbi, hai segnalato la tua reperibilità a chi di dovere e bussano gli ispettori per farti un controllo fuori

competizione. Io però nego loro l'accesso. In questo caso, mi spiega Ivan, devo seguirli in albergo. E i bimbi ?

Ma non sarebbe più semplice, ipotizzo io, smontare questo carrozzone dell' antidoping e controllare solo quei

tre atleti che salgono sul podio? Assisteremo così ad una divertente bagarre  per non arrivare nei primi tre posti

 ed eludere così l' inevitabile controllo. E Ivan di rimando, interessante quanto dici ma vaglielo tu a spiegare !

Abbandono i paradossi dell' antidoping però rimango in tema.Il medico che effettuò il secondo controllo a Di Luca

-Zoncolan-è stato bacchettato per aver “dimenticato” come prescritto di sottoporre ad ispezione corporale

l'atleta. Così non si è potuto stabilire se nell' intervallo fra il primo e il secondo controllo (tre ore) Di Luca si sia

praticato una fleboclisi non consentita.

ll ciclismo di oggi si compone, secondo la mia opinione molto rozza e grossolana,di due categorie di individui:

i sospettati e i sospettabili; però non dobbiamo abolire tout court il ciclismo,sarebbe un delitto, aboliamo invece

i sospetti auspicando una giustizia sportiva dotata degli strumenti investigativi che ora non possiede-meglio

sarebbe che di doping e di reati ad esso connessi se ne occupasse solo la giustizia ordinaria- ma anche un 

antidoping più rispettoso della privatezza dell' atleta e della sua famiglia; perché in ogni caso l' atleta, anche se

colpevole, non deve mai e sottolineo mai essere umiliato. Il Garante per la protezione dei dati personali si è

accorto del problema censurando il Coni per il modus operandi finora praticato nei controlli disposti a contrasto

del fenomeno doping.  Era ora e meglio tardi che mai. Io sono l' ultimo arrivato ma per i paradossi che l' antidoping

 può creare e per una giustizia sportiva che ho sempre definito come pseudo- giustizia- selettiva non finirò mai di  

indignarmi.

16:05
12 Novembre 2008


david l.

Member

parma

messaggi253

64

bella la lettera di giovanni bettini.

ma ormai bisogna capire che il ciclismo sta cambiando, chi imbroglierà ci sarà sempre, ma almeno saranno casi isolati, rispetto ad un tempo in cui era generalizzato.

gli anni 90 in particolare, sarebbe meglio non andare ad esaminare, altrimenti verrebbero fuori cose sconcertanti.

come ad esempio il valore dell'ematocrito di quasi tutti, che sfiorava, se non addirittura superava il 60%.

però essendo un doping generale, dove erano le stesse squadre a fornire il “materiale”, io penso che i reali valori, c'erano lo stesso.

adesso e diverso, ci sono controlli super efficaci, e ormai il doping riguarda solo qualche singolo, che prontamente la squadra allontana.

solo che ormai, si e arrivati ad un punto in cui nulla e più sopportabile.

16:25
12 Novembre 2008


Giuseppe Costa

Member

Villabate (PA)

messaggi524

65

marba ha detto:

Ma non sarebbe più semplice, ipotizzo io, smontare questo carrozzone dell' antidoping e controllare solo quei

tre atleti che salgono sul podio? Assisteremo così ad una divertente bagarre  per non arrivare nei primi tre posti

 ed eludere così l' inevitabile controllo. E Ivan di rimando, interessante quanto dici ma vaglielo tu a spiegare !


ben detto, chissà se tutti si fermerebbero 3 metri prima della linea o se qualcuno rischierebbe di salire sul podio confidando nel reagente scaduto del laboratorio di turno, nella negligenza di un operatore o cos'altro. Chissà in quanti, essendo consapevoli di essere puliti, taglierebbero il traguardo.

Negli under comunicano negli ultimi 5 km i ciclisti sorteggiati per fare il controllo, uno di questi ha fatto finta di bucare, è salito in ammiraglia e non si è fatto più trovare per qualche giorno. Ecco il diverso trattamento, nello stesso sport, tra due categorie differenti, se un pro risulta irreperibile per qualche giorno lo considerano positivo ad un controllo così come rasmussen. Oppure, ricordate il ciclista belga che stava preparando il funerale del figlioletto e alla cui porta bussa l'antidoping. Se non faceva il controllo lo segnalavano come positivo.

21:05
12 Novembre 2008


Giuseppe Costa

Member

Villabate (PA)

messaggi524

66

aggiungo qui la risposta di cassani. (metterò 2 post)

21:14
12 Novembre 2008


Giuseppe Costa

Member

Villabate (PA)

messaggi524

67

ecco la seconda parte

se lo ritenete troppo piccolo da leggere (specie il primo post) modificate per un attimo la visualizzazione dello schermo con la lente di ingrandimento che trovate in basso a destra di internet explorer

21:15
12 Novembre 2008


Riccardo

Member

messaggi482

68

Purtroppo finchè ci sarà “mercato” non si potrà sconfiggere il doping

17:36
13 Novembre 2008


gioele

Membro

BONONIA

messaggi1358

69

è corretto anche pensare che più sei in vista e più sarai colpito!!! … senza rivangare troppo c'è chi trovato positivo alla EPO-CERA s'è preso 2 anni come furono dati ad altri mai trovati positivi ed in una situazione totalmente diversa! Si parla di tentativo! … lasciando stare il caso Pantani … da ricordare però!!!  

22:01
13 Novembre 2008


Riccardo

Member

messaggi482

70

Il problema che il ciclismo offre prestazioni fisiche superiori e si dubita per ogni cosa Indeciso

Mah

07:55
14 Novembre 2008


gioele

Membro

BONONIA

messaggi1358

71

certe prestasioni continuate, cioè non per le classiche di un giorno, ma nelle corse a tappe alcune volte mi fanno pensare molto anche a me!!! … non male intendo, ma mi lasciano molto perprlesso!!! 

15:20
14 Novembre 2008


Giuseppe Costa

Member

Villabate (PA)

messaggi524

72

Mi mancano le parole per esprimere ciò che provo…..  la cultura è marcia, non solo lo sport business. Leggete!

ROMA (3 novembre) - A testimoniare che il doping è una piaga molto diffusa nel ciclismo e non riguarda soltanto il settore professionistico arrivano oggi i deferimenti della Procura antidoping del Coni. Su dieci atleti deferiti, sei sono ciclisti e tra loro c'è chi ha fatto ricorso a sostanze proibite perfino per partecipare a competizioni amatoriali come il «trofeo Bar Fiordaliso». Si tratta di Enrico Raponi, positivo secondo la nota del Coni per Testosterone, e Marino Contarini, positivo alla Darbepoietina (EPO). Entrambi, precisa la nota del comitato olimpico, erano stati sottoposti a controllo il 18 maggio scorso ad Aprilia, al termine appunto della corsa intitolata al Bar Fiordaliso.

Deferito al competente organo di giustizia della federciclismo anche Carmine Stefanile, tesserato della Costiera Sorrentina: controllato il 3 agosto scorso al termine della Gran Fondo Marsicana, è risultato positivo per efedrina, desametasone, oxilofrina, mesterolone, metilprednisolone, stanozololo e testosterone. Per lui la Procura del Coni chiede la squalifica a vita. Ci sono poi due tesserati dell'Udace, ovvero Unione degli Amatori del ciclismo europeo: Rosario Ferlito (Catanese) è risultato positivo per efedrina in occasione del Campionato Centro-sud della montagna del 20 luglio scorso, mentre Giovanni Mattioli è risultato positivo per testosterone alla Gran Fondo Marsicana. Per tutti e due, è stata chiesta l'inibizione per un anno e sei mesi a rivestire cariche in seno al Coni o alle federazioni, ed a frequentare «gli impianti sportivi, gli spazi destinati ad atleti ed al personale addetto ovvero a prendere parte a manifestazioni o ad eventi sportivi sul territorio nazionale», secondo quanto è scritto nella nota del Coni.

C'è infine, in campo ciclistico, Monia Gallucci, tesserata dell'Asd Nautilus, che è risultata positiva per stanozololo ad un controllo dell'Uci effettuato il 28 agosto scorso a St. Johan, in Austria, in occasione dei Mondiali su strada Master.

Gli altri atleti deferiti oggi dalla Procura del Coni sono il rugbista del Gran Parma Martin Engelbrecht, positivo per stanozololo dopo un match di campionato a Roma, e per il quale sono stati chiesti due anni di squalifica, il 19enne attaccante del Genoa Matteo Perelli, positivo dopo la partita con il Napoli per cannabis e per il quale sono stati chiesti due mesi di stop, e la tesserata della federazione italiana body building (Fibbn) Maria De Meo, positiva per furosemide al termine di una gara. Per positività alla cannabis è stato deferito (richiesti tre mesi di squalifica) anche il pilota di motonautica Walter Ravasio, controllato il 14 settembre scorso in occasione del campionato italiano Endurance.

fonte: Il Messaggero.

15:59
14 Novembre 2008


gioele

Membro

BONONIA

messaggi1358

73

credimi purtroppo ne trovano sempre di più, ora che controllano, nel settore amatoriale … anche qui da noi ne hanno beccati!!!

18:54
14 Novembre 2008


Renzo Abram

Member

Alta Anaunia

messaggi624

74

Giuseppe quanto ci hai segnalato è allucinante. La società nella quale viviamo si è scordata dei principi etici.

L'etica non viene praticata dai politici, le attività professionali, imprenditoriali e finanziarie la calpestano con le   

conseguenze che abbiamo sotto gli occhi. Il prof. S.Garattini dell' istituto M.Negri di Milano ha forti dubbi 

che l'uso di sostanze dopanti, ottime come salvavita per chi è colpito da insufficienza renale, procurino

agli atleti quel salto di qualità che con enfasi i non esperti di farmacologia ci fanno intendere. Ha però una certezza:

l' uso non terapeutico di queste sostanze pregiudica la speranza di vita dell' atleta. Ed è triste, molto triste che

adolescenti, giovani e meno giovani ne abusino quando praticano uno sport che dovrebbe essere solo ludico. 

21:46
14 Novembre 2008


Giuseppe Costa

Member

Villabate (PA)

messaggi524

75

Su internet, nel mese di maggio pochi giorni prima di iniziare il giro d'italia, su alcuni blog spuntavano discussioni riguardo “la forza” dei signori Carmine Stefanile e Rosario Ferlito. In molti sostenevano che questi cicloamatori fossero in grado di vincere il giro d'italia levando di ruota atleti del livello di riccò, di luca e compagnia bella………… leggendo ciò che hanno trovato nel loro sangue e nella loro pipì (o sarebbe meglio dire che hanno trovato tracce di sangue in questo marasma di farmaci) si capisce in che modo avrebbero vinto il giro. Questa è gente che partecipa alle granfondo e quando un povero cicloamatore come me giunge all'arrivo loro hanno già terminato la gara, fatto la doccia, mangiato, caricato la bici in macchina e talvolta sono in partenza per partecipare ad un'altra gara nello stesso giorno.

Indubbiamente alcune sostanze aumentano le prestazioni (specie in durata), ma i rischi sono mille volte superiori ai benefici e spesso i benefici non sono dovuti al farmaco in se ma all'effeto placebo che esso comporta. “Se mi prendo questa pillola o mi faccio quella intramuscolo oggi vinco” questo è ciò che si dice un pseudo atleta prima di doparsi ed affrontare la competizione.

00:44
15 Novembre 2008


Riccardo

Member

messaggi482

76

Il problema è che fin quando lo sport non ritornerà a pura competizione, volgendo solo all'economico, pure i bambini che giocano a nascondino si doperanno (è una provocazione ovviamente)

08:07
17 Novembre 2008


gioele

Membro

BONONIA

messaggi1358

77

ho visto gente ad alcune GF bere boccette di colori stranissimi solo per arrivare davanti ad amici e si parla dalla posizione 500-600 in giù ….. CHE TRISTEZZA!!! …. non ti dico alle partenze di alcune crono …. persone sui rulli a scaldarsi con a fianco amici che gli passavano pilloline a scadenze tempirali definite!!! Piango  

12:00
21 Novembre 2008


david l.

Member

parma

messaggi253

78

la moglie del famoso ematologo fuentes ha detto che e meglio che non parla altrimenti lo sport chiuderebbe(in particolare lo sport spagnolo)!

c'è sempre più la sensazione che ivan e stato uno dei pochi a pagare!

e questo non e giusto, quindi e meglio che vengano fatti tutti i nomi, in tutti gli sport!


15:19
21 Novembre 2008


Giuseppe Costa

Member

Villabate (PA)

messaggi524

79

la signora fuentes poteva anche star zitta….. lo sapevamo già che quelli coinvolti in operation fuentes non erano quei 3-4 che hanno pagato (Basso, ullrich, scarponi….) ed è già risaputo che anche la squadra del real sociedad, Il pilota di formula 1 Alonzo ed altri non solo spagnoli erano in “cura” dal dott fuentes.

Perchè la signora fuetes dice di sapere e poi dice non von volerne parlare? che mi viene a significare? (direbbe il commissario montalbano).

In un mondo di ipocrisia ben vengano medici del genere, almeno è un doping seguito e controllato….. meglio del doping fai da te che fa cento volte più danni.

17:29
21 Novembre 2008


david l.

Member

parma

messaggi253

80

lo scandalo fuentes e coinciso non tanto casualmente con il periodo più d'oro della storia dello sport spagnolo, dove hanno letteralmente dominato, vedi nadal nel tennis, vedi la spagna agli europei, vedi la spagna campione del mondo di basket, vedi i 3 tour de france consecutivi vinti da 3 corridori spagnoli diversi, vedi la spagna di pallavolo, e si potrebbe andare avanti ancora molto…

casualmente fuentes e spagnolo, e le sue cose le faceva sempre in spagna, ma di atleti spagnoli usciti coinvolti non e che c'è ne sono stati chissà quanti!

purtroppo qui in italia sono esagerati da un lato, ovvero quello della severità senza guardare in faccia nessuno, mentre in spagna sono esagerati nell'opposto, cioè quello di nascondere tutto il possibile, perchè l'immagine dei loro atleti, in particolare dei loro miti, deve rimanere sempre pulita, e guai a macchiarla, un pò come avevano fatto gli americani negli anni 80, esempio con carl lewis, che risultò positivo al doping nei trials olimpici, ma insabbiarono tutto perchè il loro atleta simbolo doveva tenere ancora alta la bandiera americana nel mondo.

poi dopo a distanza di 15 anni e venuto fuori tutto, ma ormai la frittata era già fatta, e a carl lewis quelle medaglie che poi vinse non gli e le toglierà più nessuno, chissà che non succeda la stessa cosa in spagna…



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