« La bicicletta insegna cos'è la fatica, cosa significa salire e scendere - non solo dalle montagne,
         ma anche nelle fortune e nei dispiaceri - insegna a vivere. Il ciclismo è
             un lungo viaggio alla ricerca di se stessi. »

Maggio 30 2006

dal sito di Gilberto simoni

per curiosita’ sono andata a vedere un pò in giro… mi aspettavo tra le news dei dettagli su ogni tappa…. mi son dovuta accontentare di tre interventi.
i msg sono scritti in prima persona, mi risulta difficile immaginare simoni li che scrive dopo le tappe ma meritano di rimanere indelebili…

PIU’ DI COSI’…

Ragazzi, io almeno ci ho provato. Sarebbe stato bellissimo vincere in Bondone, ma contro un Basso così, c’è poco da fare. Io e Leo abbiamo tentato, purtroppo sto cominciando a diventare un vecchietto anch’io. Quando Ivan mi ha raggiunto e affiancato non volevo più staccarmi da lui: me lo sono detto, in testa, che lo avrei tenuto. Ma lui ha aumentato il ritmo alla sua maniera, e ho solo potuto continuare ad andare a tutta, senza più tenerlo.

Beh, spero di non avervi delusi: ho davvero fatto il possibile, perché sapevo, come poi ho potuto vedere, che sareste stati tantissimi. E vi devo dire grazie, per tutto il vostro tifo e il vostro affetto. Purtroppo un Basso così non lo tiene nessuno. E purtroppo una tappa splendida, in casa, così, è arrivata solo quest’anno. Fosse stata solo l’anno scorso la musica sarebbe stata diversa. Ma è inutile guardarsi indietro: state tranquilli che non mi arrendo: la maglia rosa a Ivan forse non gliela toglie più nessuno, ma almeno gliela faremo sudare!

UNA GIORNATA NO

E’ stata una giornata strana, quella di Plan de Corones. Purtroppo una tappa così corta, con una salita sola, non fa più per me, gli anni passano e l’esplosività non torna più. Credo che gli organizzatori abbiano fatto bene a cambiare e tagliare il percorso, ma ho ancora qualche dubbio: senz’altro è stato giusto togliere il passo Erbe, soprattutto per la discesa: c’era un freddo pazzesco, e saremmo congelati tutti. Per lo sterrato finale invece, non lo so: secondo me si sarebbe potuto salire. Un peccato per tutti voi tifosi, per i nostri meccanici che avevano lavorato tutta la notte per preparare rapporti agilissimi, e… anche per me! Forse qualcosa sarebbe cambiato, con gli ultimi 5 km.

Pazienza. Leonardo comunque ci ha regalato una grandissima vittoria, e cavolo, mi viene davvero male a pensare che se un compagno così lo avessi avuto un anno fa…. Ora non è finita, anche se Basso si è confermato eccezionale e trovare stimoli per continuare a faticare non è semplice: comunque le salite sono ancora tante, e una vittoria la voglio a tutti i costi, anche perché è vero, sono sul podio, ma da qui a Milano è ancora lunga e devo metterlo al sicuro!

Vi aspetto in tanti, sia sul San Pellegrino che all’Aprica: per sabato mattina in piazza Duomo non ve lo dico neppure: so già che non mancherete!

CHE OCCASIONE PERSA…

Volevo vincere, oggi. Una tappa perfetta, ogni cosa avrebbe potuto girare per il verso giusto. Peccato, del resto se pensate che la squadra si sia messa a tirare troppo tardi, non so che dirvi: le forze sono quelle che sono ormai, e dovevamo aspettare di avere a disposizione gente come Pinotti, o Trentin, o Lobato, aspettare che rientrassero.

E così ormai era troppo tardi. Con Basso ci siamo messi a lavorare alla perfezione, con cambi regolari. Ma era comunque troppo tardi. Domani ci riproverò, comunque: per una benedetta vittoria di tappa, per provare a schiodare Gutierrez Cataluna dal secondo posto, anche se tiene davvero duro, per togliermi almeno una bella soddisfazione.

Il minimo, ma anche ik massimo che si possa fare quest’anno: Basso è davvero imbattibile, imbattibile! Non resta che concedergli l’onore delle armi, ma non senza aver provato fino all’ultimo a combinare qualcosa di buono. E approfitto per fare a Ivan le più sincere congratulazioni, di tutto cuore, per il suo Santiago. Una felicità immensa, che dovrebbe arrivare a breve per la seconda volta anche per me e Arianna.

Vi aspetto domani sui tornanti delle ultime salite!

chissà chi le ha scritte, come le ha scritte e su suggerimento di chi ha usato queste parole. l’animo è quello di Simoni… l’uomo che non sa perdere, quello che voleva vincere almeno la tappa ma che ha trovato un Basso devastante…. e in primis un signore!

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