Giugno 26 2009
Con Ivan Basso cresce la Bianca Garavaglia
Tags : Associazione Bianca Garavaglia, solidarietà
Ivan Basso pedala sereno sulle strade di casa. Dopo il Giro d’Italia, prepara la Vuelta. E può capitare di incontrarlo anche lungo i viali di Busto, dove però il suo pensiero corre subito all’associazione Bianca Garavaglia. Con la realtà impegnata contro i tumori infantili, infatti, il corridore cassanese ha stretto una collaborazione solidale che sta dando grandi frutti. «Mi dicono che grazie alla pubblicità che sto facendo, il nome di questo ente si sta facendo conoscere e i contatti stanno crescendo. Che posso dire? Sono tanto felice di essere utile a questa causa». D’altronde l’affetto è reciproco. «Alcuni rappresentanti dell’associazione sono venuti a trovarmi sia a Milano che a Roma durante la corsa rosa - insiste Basso - e questo è un attaccamento che non potrò mai dimenticare. Io a loro lo dico sempre: se posso fare qualcosa, sono a completa disposizione». D’altronde quello che i vertici della Bianca Garavaglia si aspettavano era proprio questo: «Il nostro testimonial - spiega Franca Garavaglia - doveva essere una persona dolce e sensibile come lui. Il binomio l’abbiamo stretto perché, grazie alla sua popolarità e alla disponibilità infinita che dimostra, possiamo farci conoscere in ambienti nuovi, avere ribalte impensabili, seminare qualcosa che possa maturare nel futuro. I nostri 1500 soci, la città di Busto e i genitori loro malgrado coinvolti in tristi situazioni, ci conoscono già, tuttavia desideriamo poter aumentare la visibilità e Ivan è un personaggio molto amato che spalanca un sacco di porte col sorriso».
Il link sul sito ufficiale del ciclista è un binario preferenziale che molti, ignari di cosa fosse la realtà cittadina, hanno percorso per poi farsi coinvolgere. In più Basso ha fatto produrre quindici orologi legati alla sua partecipazione al Giro del Centenario e parte del ricavato andrà in memoria di Bianca.
«I progetti dell’Istituto tumori di Milano che vogliamo sonstenere sono tanti - insiste la responsabile - e l’ultima novità è una borsa di studio che stiamo preparando. Servirà a finanziare l’impegno di un ricercatore in Texas, dove studierà l’efficacia delle nanotecnologie proprio sui tumori dei bambini»
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