« La bicicletta insegna cos'è la fatica, cosa significa salire e scendere - non solo dalle montagne,
         ma anche nelle fortune e nei dispiaceri - insegna a vivere. Il ciclismo è
             un lungo viaggio alla ricerca di se stessi. »

Maggio 31 2006

FOTO VENTESIMA TAPPA

FOTO MORTIROLO
FOTORODE

Maggio 30 2006

Giro d’Italia 2006 Ivan Basso Rovato-Trento/Monte Bondon

Maggio 30 2006

Cerato: Simoni ha fatto una cattiveria, non sa perdere

‘Non e’ la prima volta che Simoni se la prende con chi lo batte. Quella frase di ieri mattina e’ stata una cattiveria. Non sa perdere”. Non si pone dubbi Alcide Cerato sulla polemica lanciata dallo scalatore trentino. Il presidente del Consiglio del Ciclismo Professionistico della Fci aggiunge: ”Conoscendo Basso non posso credere che abbia chiesto soldi per lasciargli la vittoria. Uno che parte con la foto del figlio in tasca e che il giorno prima aveva confidato che avrebbe cercato di vincere? Quella di Simoni e’ stata una stupidata, dettata da una bella dose di invidia agonistica. Ma e’ stata anche una dichiarazione che ha turbato il rilancio del ciclismo. Ieri a Milano c’erano 300.000 persone attorno al circuito. Se Simoni voleva trovare uno spazio, poteva criticare la ‘Gazzetta’ per il tipo di percorso o per l’enorme quantita’ di trasferimenti. Avrebbe avuto ragione. Ma quello che ha detto, no”

fonte: tuttobiciweb

Anche in tv Simoni conferma la sua versione

Gilberto Simoni non fa marcia indietro nella polemica con Ivan Basso che ha chiuso il Giro d’Italia, ma ammette che questa edizione e’ stata dominata dal rivale. ”Basso e’ stato il dominatore del Giro - ha detto Simoni ospite della Domenica sportiva - non e’ mai mancato, e’ stato superiore. Io non ho avuto al costanza che ha avuto lui, la stessa che invece ho avuto quando ho vinto due Giri. Basso stavolta era troppo forte, io non avrei mai potuto vincere il Giro”.
Simoni pero’ ribadisce l’episodio che ha portato alla lite con Basso, secondo il quale il vincitore del Giro gli avrebbe chiesto dei soldi nella penultima tappa per lasciargliela vincere e su cui la federazione ha aperto un’inchiesta. ”Quando lui mi ha chiesto dei soldi io non ho accettato - insiste Simoni - L’unica cosa che non doveva fare era proprio questa. Ribadisco, io di Basso non ho bisogno e no c’e’ altro da aggiungere”.

fonte: tuttobiciweb

Basso felice: ma non ho stravinto..

Dominatore, impressionante, "degno di Armstrong" secondo i francesi, il giorno dopo il trionfo del 28enne ciclista di Gallarate. Ivan Basso ha vinto il Giro d’Italia con un dominio (quasi) assoluto. E il Basso Evo ha cosi’ avuto inizio. In maglia rosa dall’ottava tappa, in classifica generale ha rifilato 9′18" allo spagnolo Gutierrez, secondo, e 11′59" a Gilberto Simoni. Cose da campioni. Anche se lui non e’ d’accordo perche’ non e’ convinto di aver dominato. Anzi. "Non e’ vero che ho stravinto - e’ il suo pensiero - Direi che sono quello che ha avuto meno cedimenti. Ma non ho mai fatto imprese del secolo. La realta’ e’ che la vittoria l’ho costruita un po’ alla volta". Cresciuto all’ombra di Lance Armstrong sulle strade della ‘Grande Boucle’, a distanza di tempo appare giusta la scelta di rinunciare un paio di stagioni fa alla proposta dello stesso Armstrong di andare a correre con lui alla allora US Postal, poi diventata Discovery Channel. "Corri per me - disse Lance - poi prenderai il mio posto". Il ciclista 28enne rifiuto’ l’invito: "Preferisco correre da leader". Basso nel segno di Armstrong, si e’ sempre detto, anche se il suo idolo e’ un altro grande: lo spagnolo Miguel Indurain. "Lo vidi uscire dall’antidoping - ha rivelato -, cosi’ grande. Sembrava un re, in maglia rosa. E me ne innamorai. E pensai ‘cosa non pagherei per essere un giorno come lui’…". Intanto, pero’, rischia di diventare come un altro grande del ciclismo italiano e internazionale, Marco Pantani che nel 1998 centro’ la doppietta Giro-Tour de France. "So che e’ dura - dice - so anche che questo Giro mi e’ costato di piu’, come energie psicofisiche, di quello dell’anno scorso. Comunque ora ho messo fieno in cascina, se al Tour non andra’ bene nessuno mi prendera’ per la cravatta…". A questo proposito il tedesco Jan Ullrich con poca eleganza ha spiegato il suo pensiero su Basso: "Non vincera’ anche il Tour - ha detto il tedesco, ritiratosi al Giro nel corso della 19esima tappa - e’ forte, ha una grande squadra ma non credo che possa mantenere questo stato di forma fino a luglio". "Avrei potuto fare come lui - ha detto Basso al riguardo - e puntare tutto sul Tour. Il programma sarebbe potuto essere conveniente per la mia squadra. Ma io amo profondamente il Giro e ho preso io la decisione di correre parlandone con Bjarne". E Bjarne e’ Riis, il ds di Basso, Riis, che e’ uno degli artefici della crescita del varesino: "Ivan ha tutte le possibilita’ di conquistare il Tour - dice il danese che trionfo’ in Francia nel 1998 - e’ migliorato notevolmente, sta crescendo in maniera regolare e credo che possa dominare su ogni terreno". E la sua vittoria non puo’ certo essere macchiata o sminuita neppure dalle polemiche della tappa del Gavia e del Mortirolo con Simoni, che lo ha accusato anche prima del via dell’ultima frazione di slealta’ e di avergli chiesto soldi per lasciargli la vittoria di tappa. "Faro’ quello che la giustizia sportiva mi chiedera’ - ha detto Basso - Perche’ credo che saro’ ascoltato sulla vicenda. Non condivido il mettere in discussione l’onesta’ e l’essere uomo. Gli uomini discutono a quattr’occhi, se non si arriva ad un accordo allora si arriva alle maniere forti. Io non voglio abbassarmi al suo comportamento". Un sorriso che torna dopo l’attimo di amarezza pensando alla polemica con Simoni: "La maglia rosa l’ha voluta la sorellina di Santiago (il secondo figlio di Basso nato da pochi giorni, ndr) perche’ lei, Domitilla, e’ piu’ grande quindi le sta meglio!". Nonostante il trionfo il corridore della Csc ha poco tempo per riposare, perche’ gia’ tempo di tornare in bici, gia’ in settimana. "Restero’ due-tre giorni a casa, poi faremo lo stage per vedere le tappe del Tour. I festeggiamenti finiscono stasera a mezzanotte. Il ciclismo e’ cosi’: le cose belle finiscono subito.
Ma il mio mestiere e’ questo: dimostrare sempre di essere il piu’ bravo". Magari vincendo il Tour de France.

fonte: tuttobiciweb

Ballerini: serve lealtà per gli scommettitori

L’accusa a Basso di aver chiesto soldi per lasciargli la vittoria portera’ Gilberto Simoni davanti alla Procura Federale lunedi’ prossimo. ”Non e’ la prima volta che vado in federazione, non c’e’ bisogno di conferma di quello che ho detto” ha insistito ancora lo scalatore. La maglia rosa, anche su indicazione della sua squadra, ha deciso di non parlare piu’ sull’argomento. Il mondo del ciclismo si chiede chi abbia detto la verita’, senza pero’ mettere in discussione il principio degli ‘accordi di corsa’ o ‘gesti di cavalleria’ (leggendari quelli di Indurain al Tour, Bugno al Giro o di Armstrong al Mont Ventoux con Pantani, che lo prese malissimo) da sempre esistiti nel mondo delle due ruote.
E’ invece il ct della nazionale, Franco Ballerini, a mettere a fuoco un aspetto non secondario del problema.
”Vero che di accordi ce ne sono sempre stati, ma le cose cambiano - afferma Ballerini - Oggi ci sono le scommesse, si puo’ puntare sul vincitore di tappa. Sicuramente non e’ giusto che certe cose succedano oggi. Proprio il fatto che ci siano le scommesse, impone che si debba permettere allo scommettitore di fare una puntata logica. E’ vero che in una corsa a tappe ci possa stare un po’ di cavalleria, ma oggi e’ un po’ meno accettabile”.
Cio’ non toglie che il ciclismo sia molto diverso dagli sport di squadra e che per sua stessa natura imponga agli avversari di andare d’accordo per raggiungere un obiettivo comune. E’ il principio stesso della ‘fuga’: per prendere vantaggio sugli inseguitori, un gruppo di avversari deve lavorare insieme. Ed infatti Ballerini osserva: ”E’ chiaro che nel ciclismo bisogna avere interessi comuni per raggiungere un obiettivo. E’ l’essenza stessa di questo sport, in cui la tattica conta almeno quanto la forza”.
Sul caso specifico Ballerini quindi aggiunge: ”Ci sta che si siano messi d’accordo per fare il Mortirolo e la valle prima dell’arrivo. Ma era palese che il piu’ forte fosse Basso. Non trovo quindi giusto che Basso, come pretendeva Simoni, si dovesse scusare per aver vinto. Senza contare che dopo un calo cosi’ vistoso come quello di Simoni, non sarebbe stato bello vedere la maglia rosa che lo aspettava per portarselo dietro”.

«La storia di Basso rimane assolutamente bellissima, questa polemica non può rovinare la sua grande vittoria. Sono molto contento che l’esito della tappa dell’Aprica sia stato questo, un Basso straordinario che valorizza l’evento: a vedere il Mortirolo pieno di tifosi ad attendere per vederli passare, se Basso avesse aspettato Simoni avrebbe sciupato l’evento». Il ct della nazionale di ciclismo Franco Ballerini, a ‘Repubblica RadioTv’ interviene nella polemica Basso-Simoni Per Ballerini i ciclisti dovrebbero finirla con l’abitudine di prendere accordi sull’esito finale di fughe o volate ristrette.
«Certi accordi potevano essere normali prima, oggi non lo devono essere più. Ci poteva stare casomai per Basso di lottare fino a 300 metri dall’arrivo e poi non fare la volata, comunque sbagliando secondo me -spiega il ct-, ma un Simoni che si stacca a 3 chilometri dall’arrivo non crea i presupposti neanche per questo». Il trionfo di Basso secondo Ballerini non è molto indicativo per il Mondiale di settembre. «Chi vince un grande Giro non sempre può essere adatto al percorso Mondiale. E poi si corre a settembre, dipende anche dalle scelte e dai programmi che fa un ciclista da corsa a tappe. Ma ci sono anche atleti che al Giro hanno fatto da supporto ai campioni, che possono essere interessanti per il Mondiale: per esempio Bettini, che ha sempre un posto importante in nazionale e che ho visto scoppiettante al Giro».

fonte: tuttobiciweb

Maggio 29 2006

MAGLIE

Classifiche
 
Maglia Rosa
1. BASSO Ivan
91:33:36 
Maglia Ciclamino
1. BETTINI Paolo
169 
Maglia Verde
1. GARATE Juan Manuel
64 
Maglia Blu
1. SAVOLDELLI Paolo
775

Maggio 29 2006

GIRO D’ITALIA: ADORNI, SIMONI SI E’ COMPORTATO COME UN RAGAZZINO

(AGE) MILANO - "Simoni ha davvero sbagliato a sfogare a microfoni aperti la delusione per la vittoria di Basso nella tappa dell’Aprica: sono fatti sempre accaduti nel ciclismo, ma non vanno risolti davanti ai media": l’ex-campione Vittorio Adorni, attualmente presidente commissione UCI-Pro Tour, ha condannato la polemica di fine Giro del campione trentino. "Gilberto si è comportato come un ragazzino quando avrebbe dovuto aspettare fino a dieci prima di parlare: i suoi 34 anni presuppongono una maturità notevole - ha proseguito Adorni - La regola dell’ ‘oggi a me domani a te’ nel ciclismo è storia antica e si verificherà ancora. I corridori devono a mente fredda chiarirsi tra di loro per stabilire, ammesso che vi sia stato, se qualcuno ha violato un accordo per la vittoria di tappa al termine della fuga a due". La superiorità di Basso è indiscutibile per l’ex-campione parmense: "E’ stato sorretto da una condizione invidiabile che non l’ha tradito per un solo istante: un margine di oltre 9 minuti sul secondo in classifica lo paragono un po’ alla mia vittoria rosa del 1965 quando chiusi con 11′26" su Italo Zilioli. E’ il massimo vantaggio finale registrato in un Giro del dopoguerra: allora avevo 28 anni, come Basso ora, e la forma era al picco massimo in carriera.

Maggio 29 2006

Simoni, Basso e’ stato il dominatore del Giro

(ANSA) - ROMA, 29 MAG - Gilberto Simoni non fa assolutamente marcia indietro nella rovente polemica con Ivan Basso che ha chiuso il Giro d’Italia. Il campione trentino ammette pero’ che questa edizione e’ stata dominata dal rivale: ‘Basso e’ stato il dominatore del Giro. Non e’ mai mancato, e’ stato superiore. Io non ho avuto al costanza che ha avuto lui, la stessa che invece ho avuto quando ho vinto due Giri. Basso stavolta era troppo forte, io non avrei mai potuto vincere il Giro’.

Simoni a Basso, Per me non esisti più

l trentino attacca ancora: ”E’ cancellato”. La maglia rosa: "Non mi rovinerà questo giorno"

 

Milano - ”Nella mia carriera ho corso con dei corridori con cui bastava uno sguardo per capirsi. Gli do il merito di aver vinto, ma lui per me rimane cancellato”. Gilberto Simoni, ospite del Processo alla Tappa di RaiSport, seduto accanto ad Ivan Basso si e’ riferito cosi’ alla maglia rosa del Giro d’Italia rifiutando di riappacificarsi in diretta televisiva con il vincitore della Corsa Rosa.

I contrasti tra i due, che si sono ignorati sia sul podio che in studio, erano emersi ieri al termine dell’ultimo tappone dolomitico: Simoni, andato in fuga con Basso, era stato staccato dal varesino della Csc a 5 chilometri dal traguardo e al traguardo aveva accusato il rivale di avergli chiesto denaro in cambio della vittoria di tappa.

Basso ha rifiutato di rispondere: “Non voglio nemmeno replicare e rovinarmi questa giornata, che rimane magica”, ha detto il vincitore della Corsa Rosa. “Ho fatto un giro molto bello, sono stato presente in tutte le tappe in cui ero atteso e questa è stata la differenza in classifica, dopo due podi al Tour questa vittoria mi dà una grande felicità”. Basso ora si prepara ai prossimi appuntamenti, mirati alla Grande Boucle: “Ci vorrà qualche giorno per riordinare le idee e prepararsi alla grande per il Tour”, ha detto.

“Spero di fare un Tour un po’ più bello degli ultimi due. L’ambizione deve essere sempre al massimo, ma questo Giro mi ha prosciugato le energie. C’è grande determinazione e voglia, sicuramente sarò protagonista”. Simoni, sorridente sul podio e di fronte alle telecamere del ‘Processo’, si prepara a diventare papà: “Adesso rimango a casa, tra 15 giorni diventerò padre anch’io”, ha concluso. “Questa sarà la mia prossima tappa”. Anche lo scalatore trentino correrà il Tour de France

fonte: portale libero.it

Simoni: "Basso è cancellato"

Ivan Basso ha vinto l’ottantanovesimo Giro d’Italia, ma la sua festa è stata sicuramente rovinata dal diverbio avuto con Gilberto Simoni. Il corridore della Saunier Duval ha accusato la maglia rosa di avergli chiesto una somma in denaro per lasciargli vincere la tappa di sabato e lo stesso Simoni dopo l’arrivo a Milano non ha ritirato le sue accuse.

"Ho lottato fino alla fine e sono contento per il podio. Fare la pace con Basso? Ho corso con tanti corridori e ho avuto tante liti. A volte sono bastati degli sguardi, ma con lui no. Ha vinto, ma per me è cancellato".

Lo stesso Simoni pensa poi al Tour de France, prossimo grande appuntamento stagionale: "Spero che Millar ci dia delle soddisfazioni. Io aspetterò le montagne. Ritirarmi? Spero di restare ancora un anno alla Saunier Duval".

fonte: sportal

Simoni al vetriolo «Per farmi vincere Basso voleva soldi

MILANO. Ivan Basso e Gilberto Simoni a muso duro. I due grandi rivali di questo 89° Giro d’Italia, conclusosi ieri con l’ultima tappa al tedesco Forster e il trionfo finale di Basso, si sono scambiati parole velenose e gravissime: «Basso mi ha chiesto dei soldi per cedermi la vittoria di tappa» ha tuonato ieri mattina Simoni riferendosi alla frazione del giorno prima da Trento all’Aprica. Pronta la replica della Maglia Rosa: «Gli avevo detto soltanto di fare insieme la discesa del Mortirolo, tutto il resto non è vero».

Ma Simoni ha rincarato la dose: «Vuoi che diciamo anche le cifre?». La querelle che era scoppiata nel tardo pomeriggio di sabato, subito dopo la conclusione del tappone alpino che di fatto aveva chiuso il Giro, si è dunque gonfiata di nuovi, inquietanti, contenuti. E non s’è risolta nemmeno a Milano: Simoni si è rifiutato di stringere la mano a Basso, che a sua volta, con freddezza, ha preso le distanze dal rivale.

Ripercorriamo i momenti della vicenda, cominciata sabato mattina alla partenza della tappa. Basso e Simoni erano d’accordo di animare subito il tappone alpino, frazione decisiva della corsa rosa. E infatti la Csc e la Saunier Duval, squadre rispettivamente di Basso e Simoni, si erano messe a tirare già sul Tonale, proseguendo poi su Gavia e Mortirolo. Dove proprio i due protagonisti avevano acceso la sfida fino a restare da soli al comando.

Lungo la discesa dal Mortirolo, quindi sul falsopiano e sulla lunga salita che portava al traguardo dell’Aprica, i due si erano parlati più volte. «Basso mi ha chiesto di aspettarlo in discesa - aveva detto Simoni dopo l’epilogo all’Aprica, che aveva visto la Maglia Rosa staccare il corridore trentino negli ultimi km e trionfare in solitudine -. Pensavo di avere a che fare con degli uomini. Invece di signori, in giro, non ce ne sono più tanti». Simoni aveva probabilmente pensato che, se avesse aspettato Basso in discesa, poi quest’ultimo non avrebbe cercato di staccarlo nella salita verso l’Aprica e così i due si sarebbero disputati il successo di tappa allo sprint.

«Avevo solo detto a Gilberto di fare la discesa insieme, senza rischiare inutilmente - era stata la replica di Basso dopo l’arrivo -. Avevamo entrambi interesse a stare fianco a fianco negli ultimi 20 km di corsa, per aiutarci a vicenda e guadagnare il più possibile sugli inseguitori».

Ieri mattina, come detto, al via dell’ultima tappa-passerella verso Milano, i due contendenti hanno fatto scintille. Durante le consuete procedure di firma, che precedono le corse ciclistiche, Simoni ha addirittura parlato di soldi chiestigli da Basso a pochi km dall’Aprica per cedergli la vittoria, poi ha cercato di evitare il confronto diretto con la Maglia Rosa.

Invitato però al faccia a faccia, ha fatto scoppiare il bubbone: «Non voglio togliere meriti a Basso - ha detto il campione trentino, già vincitore del Giro 2001 e 2003 -. E’ stato il più forte e io avrei potuto batterlo solo con un suo regalo. Eravamo d’accordo di animare la tappa dell’Aprica, ma non avevamo parlato di vittoria».

Poi Simoni ha messo il dito nella piaga: «Nella discesa dal Mortirolo, Basso mi ha pregato di non staccarlo e poi a 5 km dal traguardo lungo la salita verso l’Aprica mi ha chiesto dei soldi per lasciarmi il successo di tappa. Gli ho risposto di no, perché non è nel mio stile comportarmi in quel modo. Io non chiedo la carità».

Di fronte a certe insinuazioni, Basso ha cercato di chiarirsi con il rivale: «E’ vero che ti ho chiesto di andare giù insieme in discesa, ma tutto il resto non è vero». E Simoni è sbottato: «Come non è vero? Vuoi che dica anche la cifra che mi hai chiesto?». Pare che «la cifra» ammonti a 20 mila euro.

Quindi il capitano della Saunier Duval se n’è andato borbottando: «Vai Basso, vai per la tua strada. Hai vinto il Giro. Bravo. Io non ho certo bisogno di te». La Maglia Rosa, visibilmente imbarazzata, ha accennato a un sorriso ironico, senza aggiungere altro. E si è avviato alla partenza per affrontare l’ultima fatica verso Milano. Ma prima del via ha ancora precisato: «Nessuno può rovinarmi questa giornata. Forse avrei potuto essere più generoso, ma sono una persona onesta e non c’è stata quella porcheria che ha detto Gilberto».

Il ping pong è continuato durante la tappa, quando Simoni ai microfoni Rai ha aggiunto: «Basso è stato un dominatore assoluto, ma io l’ho cancellato dalla mia mente e non ho più sentimenti per lui. Nella tappa dell’Aprica ho tirato come un asino e come un asino sono rimasto in mezzo alla strada».

Il gelo fra i due è continuato sul podio della premiazione, in corso Venezia a Milano, quando hanno chiesto a Simoni di stringere la mano al vincitore del Giro: «No - ha detto il trentino -. In tanti anni di carriera, con tanti avversari mi sono bastati degli sguardi per capirsi. Con lui no, per me è come se non esistesse più». Aspra anche l’ultima risposta di Basso: «Questa vicenda finisce qui, mi è entrata dall’orecchio destro ed è uscita da quello sinistro. Non ho nulla da nascondere. Né io né la mia squadra torneremo più sull’argomento».

Un epilogo triste e sconcertante che ha fatto scattare un’inchiesta d’ufficio da parte della procura della Federciclismo ma che non basta a spegnere l’entusiasmo per uno dei Giri più belli degli ultimi anni e per il suo degno vincitore. Otto anni dopo Marco Pantani e oltre mezzo secolo dopo Coppi, è di nuovo possibile sognare la magica accoppiata Giro-Tour.

Maggio 29 2006

Ivan Basso della squadra CSC riconosce gli sforzi compiuti dalla sua squadra per la vittoria dell’ottantanovesimo Giro d’Italia

EL SEGUNDO, California, May 28 /PRNewswire/ —

- I nove componenti della squadra sono stati tutti di "vitale importanza per la vittoria" ha dichiarato Basso mentre inizia a pensare al Tour de France

Ivan Basso, vincitore dell’ottanovesimo Giro d’Italia (Tour of Italy), riconosce i meriti degli altri otto membri della sua squadra, che hanno svolto un ruolo chiave nella sua vittoria, dopo aver tagliato il traguardo a Milano, Italia.

La squadra CSC è sponsorizzata da Computer Sciences Corporation (NYSE: CSC), una delle aziende leader per la fornitura di servizi IT, con sede a El Segundo, Calif. CSC è anche sponsor ufficiale IT 2006 del Tour de France. La squadra CSC ha la propria sede in Danimarca e annovera tra i suoi componenti alcuni dei 30 maggiori ciclisti al mondo.

Dopo 21 tappe, e dopo aver vinto tre tappe individuali, Basso ha finito al primo posto con oltre nove minuti di vantaggio sul secondo classificato, la differenza più marcata per una vittoria dal 1965. La squadra CSC ha vinto la prova a squadre nella quinta tappa a Cremona nella valle del Po, nell’Italia centrale, battendo la squadra rivale T-Mobile per un secondo.

Basso, italiano, è stato reclutato dalla squadra per il giro dal tre volte campione Michael Blaudzun (Danimarca), Inigo Cuesta (Spagna), Volodymir Gustov (Icraina), dal campione olimpionico USA Bobby Julich (USA), Giovanni Lombardi (Italia), Carlos Sastre (Spagna), Nicki Sorensen (Danimarca) e Jens Voigt (Germania).

Il Giro è partito dal Belgio, domenica 6 maggio, e si è concluso oggi a Milano. Il Giro è il primo dei tre Grand Tour ciclistici annuali, che comprendono anche il Tour de France e la Vuelta a Espana (Giro di Spagna).

"Questa vittoria meravigliosa nella mia terra natale sarebbe stata impossibile senza il sostegno qualificato dei miei compagni di squadra", ha dichiarato Basso. "Hanno sacrificato più volte le loro possibilità di conquistarsi la fama per aiutarmi a stare in testa, in modi che si sono rivelati vitali per la vittoria - una vittoria da condividere tra tutti e nove. Spero che questa vittoria apra la strada per prestazioni sempre migliori in occasione del Tour de France."

"Ognuna delle tappe della corsa ha avuto i suoi piccoli momenti di tensione, mentre i miei compagni di squadra cercavano di stare alle costole di chi andava in fuga, davano il tempo davanti al gruppo e controllavano la corsa ", ha aggiunto Basso. "Il loro sostegno mi ha sbalordito e mi ha dato una grande carica".

"La vittoria di Basso ha dimostrato che è stato il ciclista più forte della corsa e che era quello che aveva ricevuto il maggior sostegno dalla sua squadra durante il Giro" ha dichiarato Bjarne Riis, proprietario e manager della squadra CSC. "Il lavoro di squadra è stato sempre alla base dei nostri valori, e lo mettiamo in pratica ogni giorno, e siamo impazienti di poterlo applicare anche al Tour de France."

"Il nostro attaccante tedesco Jens Voigt ha dominato le prime tappe del Giro e avrebbe anche potuto vincere una o due tappe, così come lo avrebbe potuto fare Carlos Sastre che è arrivato secondo all’edizione 2005 del Vuelta a Espana", ha aggiunto Riis. "Giovanni Lombardi è stato uno dei ciclisti chiave, ha lavorato come "guardia del corpo" di Basso per tutta la corsa, aiutando Ivan a superare gli sprint del gruppo, sempre caotici e a volte pericolosi, prima di tagliare i traguardi. In queste situazioni, era facile trovare Ivan attaccato alla ruota di Lombardi, protetto contro gli altri ciclisti nella mischia del gruppo o anche, a volte, contro gli elementi avversi".

"Correre per sostenere un uomo come Ivan è gratificante" ha detto Bobby Julich della squadra CSC. "Non solo perchè arriva a ottimi risultati, come ad esempio questa vittoria del Giro, ma anche perché è una persona di gran classe. Il nostro rispetto per Basso, e il rispetto reciproco, è la forza che guida la nostra squadra e che ci fa andare al massimo ogni giorno".

Maggio 29 2006

Giro, Ivan basso vince l’89esima edizione

L’ultima tappa l’ha vinta il tedesco Robert Forster ma il re di questo 89 esimo Giro D’Italia è Ivan Basso. Per il ciclista varesino è stata una corsa fantastica.
Un vero e proprio trionfo, da dominatore. Il corridore della Csc, che nell’albo d’oro succede a Paolo Savoldelli, ha ottenuto l’affermazione di maggior prestigio in carriera conservando la maglia rosa al termine della ventunesima ed ultima tappa, 140 chilometri di passerella da Museo del Ghisallo a Milano.

Una supremazia vera e propria che i veleni e le accuse di Gilberto Simoninon sembrano turbare.
Lo scalatore trentino, oggi ospite con Basso al ‘Processo alla Tappa’ di RaiSport, ha rifiutato di riappacificarsi con il rivale ed ha rilanciato le accuse: ”Nella mia carriera ho corso con dei corridori con cui bastava uno sguardo per capirsi. Gli do il merito di aver vinto, ma lui per me rimane cancellato”.

valenza.it

Maggio 29 2006

Giro, Ivan basso vince l’89esima edizione

Overall Victory for Ivan Basso and Team CSC

[28.05 17:54] Team CSC and Ivan Basso were able to celebrate an impressive triumph, when the team’s Italian superstar stepped onto the podium and claimed the overall victory in Giro d’Italia 2006 in Milan after a great race, where the team won four stages in total and Basso proved himself the strongest rider in the peloton.

”This is one of the happiest days of my life as a rider. The fact that I now stand at the top of the podium in Milan is the culmination of many months preparation, a tremendous team effort as well as a fantastic effort from everyone behind the team. I would like to say a big thanks to my team, for everything they’ve done for me in the Giro. I’ve learnt a lot during this race, and I’ve gained some valuable experience and a result, I’ve dreamt of since I started riding a bike. Now the Tour is just around the corner and I feel ready, even though I do need to spend some time with my family, before I start to consider our next big project,” said a happy Ivan Basso after his victory.

”We’ve won a great victory, which naturally is a mile stone in the history of the team and which everyone has a share in and deserves some credit for. Ivan has undoubtedly been the strongest rider in this race, and he’s shown a fantastic determination and ability to give his all. It means a lot to the cycling sport, when a new great rider enters the stage and wins one of the great races, and Ivan definitely has the class to win more great races at this level over the next few years,” said Bjarne Riis after the triumph in Italy.

Sunday’s final stage was won by Robert Förster (Gerolsteiner) in a bunch sprint.

fonte: team CSC

Maggio 27 2006

21a tappa: Museo del Ghisallo (Magreglio) - Milano (140 km)

Partenza: ore 13.40.
Arrivo: ore 17-17.30.
Gpm: Nessuno.
Traguardo Gazzetta 110: Cambiago km 58.

Ivan Basso Liquigas Team Newsletters Forum di discussione Chat Rassegna stampa