« La bicicletta insegna cos'è la fatica, cosa significa salire e scendere - non solo dalle montagne,
         ma anche nelle fortune e nei dispiaceri - insegna a vivere. Il ciclismo è
             un lungo viaggio alla ricerca di se stessi. »

Maggio 25 2007

Riis confessa: anch’io nel 1996 ho assunto Epo

All’appello, ormai, manca soltanto Jan Ullrich. Dopo le confessioni dei giorni scorsi e le ammissioni del suo connazionale Brian Holm arrivate stamani, anche Bjarne Riis ha ammesso di aver faatto uso di prodotti dopanti nel 1996, anno nel quale vinse a sorpresa il Tour de France interrompendo di fatto il regno del pentacampeon Miguel Indurain.
fonte: tuttobiciweb

e mo?
che glielo tolgano!

Maggio 12 2007

D’Hont rilancia le accuse: nel 1996 Riis rischiò di morire

"Al Tour 1996 Riis mi mostro’ la provetta in cui aveva l’ematocrito a 64. Quella volta rischio’ di morire". Lo ha detto Jef d’Hont a Raisport. Il massaggiatore belga,’pentito’ del doping ed autore di un libro, ha raccontato in ‘Dribbling’ la sua esperienza col danese che vinse quel Tour e poi e’ diventato il team manager di Ivan Basso nella Csc:"Quando sei manager contano solo i soldi, vogliono tutti nascondere il problema". Ma per d’Hont chi si e’ dopato "puo’ sicuramente suggerire di non farlo".
fonte: tuttobiciweb

Novembre 29 2006

Quand Riis parle de Basso

Ivan Basso n’est plus à la CSC mais son ancien directeur sportif parle toujours de lui. Bjarne Riis s’est interrogé mardi que son ex-leader, qui avait refusé de se soumettre à un test ADN lorsqu’il courait pour l’équipe danoise, soit prêt à le faire pour sa nouvelle formation, Discovery Channel. «Il est important que Basso ait donné son assentiment pour se soumettre à un éventuel test ADN, a déclaré Riis. Je me demande cependant pourquoi il n’a pas accepté de le faire avec la CSC?. Au cours de ses trois ans passés à la CSC, Ivan a toujours mis en évidence des taux d’hématocrite dans les règles. Avec son consentement au test ADN, il aurait pu rester avec nous au lieu d’aller voir ailleurs. Mais que cela soit clair, c’est seulement une considération personnelle: chacun est libre de faire ses choix» Basso avait gagné le Giro en mai dernier, avant d’être écarté par son équipe juste avant le départ du Tour de France, à cause des soupçons pesant sur lui dans l’affaire de dopage sanguin «Puerto». Le Comité national olympique italien (Coni) l’avait ensuite autorisé à courir, le 12 octobre, aucune charge n’ayant été retenue contre lui. Et le 18 octobre, il s’était séparé à l’amiable de CSC. Si l’Italien a toujours nié s’être dopé, il s’est également toujours refusé à se soumettre à un test ADN par rapport aux poches de sang saisies en Espagne dans le laboratoire du docteur Eufemiano Fuentes.

l’equipe

Novembre 23 2006

Cancellara, una vita esagerata

In sette mesi lo svizzero di origine italiana ha vinto Roubaix, si è sposato, è diventato iridato a cronometro e papà. "La nascita di Giuliana mi ha stremato più di una corsa"
Fabian Cancellara, 25 anni, iridato a cronometro. Ap

Fabian Cancellara, 25 anni, iridato a cronometro. Ap
MILANO, 23 novembre 2006 - In sette mesi gli è successo quello che, a molti, non arriva in un’intera vita. Fabian Cancellara, 25 anni, svizzero di origine operaia emigrante e italiana, professione campione. Con tutto il bello della situazione. Allora, Fabian, che cos’è successo in questi sette mesi? "Prima la Roubaix. Una corsa meravigliosa. Forse, addirittura, la corsa. Se non ci fossero anche la Sanremo e il Fiandre. Poi il matrimonio con Stefanie. Poi il Mondiale a cronometro. E infine nostra figlia, Giuliana".
- Ci racconti.
"È nata il 30 ottobre. Contento che sia nata dopo la stagione, fortunato di esserci, non solo quel giorno, ma così a lungo, prima e dopo. Ospedale di Berna, travaglio, sala-parto, il parto, lì, insieme con Stefanie, così insieme che quasi mi sembrava di avere anch’io le doglie. Poi questa creatura, così piccola e così perfetta. Tre chili e 780. E tutti i particolari al loro posto: sembra un miracolo, forse lo è. E ho tagliato il cordone ombelicale. Fino al momento in cui Giuliana è stata appoggiata alla pancia di Stefanie. Un’emozione violenta. Ero stremato. Più che alla Roubaix".
- E Giuliana?
"Aveva capelli lunghi e neri, era tranquilla, piangeva poco e a basso volume. Come timorosa, o timida. Come se avesse paura di disturbare.
Adesso continua a piangere poco, ma il volume si è alzato".
- E lei è sempre a casa?
"Più o meno. Sto facendo il servizio militare. Qui si fa così: 18 settimane, adesso 21, di leva, poi tre settimane l’anno come richiamo. Io sto facendo quelle settimane lì. Ma anche qui sono fortunato: il centro si trova a 5 minuti da casa, ho chiesto e ottenuto di fare sport. Non solo bici, ma di tutto: palestra, basket, tennis, anche sci. Lo sci è meno vicino: a un’ora di strada. Mi piace la discesa. Forse perché sembra di andare in bici".
- Poi?
"Poi ricomincerò la preparazione. La Csc ha previsto tre ritiri. Il primo in Sud Africa, dal 4 al 15 dicembre, e lì sarà organizzato il solito corso di sopravvivenza, più duro del servizio militare svizzero. Il secondo ritiro dovrebbe essere facoltativo, io vorrei tornare nelle Canarie, perché là c’è un clima ideale. Il terzo, a fine gennaio, sarà negli Stati Uniti".
- Obiettivi?
"Sanremo: la corsa più strana e imprevedibile. Fiandre: la corsa più affascinante per quei muri di pavé e di folla. Roubaix: se il ciclismo fosse pugilato, allora devo difendere il titolo. Vorrei che, il giorno della Roubaix, piovesse. Così potrei dimostrare di essere il più forte anche con l’acqua e il fango".
- Grandi giri?
"Dipende da come andrà la prima parte della stagione. Se non andasse bene, potrei cercare di rimediare al Giro. Però c’è anche il Tour. E la Vuelta è ideale per preparare bene il Mondiale. Non solo crono, ma anche strada".
- La scorsa stagione ha condiviso spesso la stanza con Ivan Basso.
"L’Operacion Puerto ha creato solo un grande casino. Non è uscito tutto. Quel poco ha rovinato solo ciclismo e corridori. L’Uci si è rivelata, ancora una volta, impotente. Mi dispiace tantissimo per Basso. Se nel 2007 non vincerà, la gente penserà: è perché non si dopa più. E se vincerà, la gente penserà: è perché si dopa ancora. L’unica maniera per uscirne è sottoporsi a tutti i possibili esami, più di quelli richiesti dai regolamenti. Come faremo adesso alla Csc".
- Cancellara, il doping sta ammazzando lo sport, in particolare il ciclismo.
"Lo so. Ciclisti drogati: quante volte si sente dirlo".
- Lei ha mai ceduto alla tentazione?
"Mai".
- Le è mai stato proposto di doparsi?
"Mai. E’ sempre il corridore che va a chiedere, a cercare".
- E lei che cosa chiede, che cosa cerca?
"Allenamento. Non solo fisico, ma anche mentale. Training autogeno. Lo faccio prima delle crono, vorrei farlo anche per la strada. I margini di miglioramento sono enormi".

fonte: gazzetta

Ottobre 22 2006

Csc con Riis fino al 2008

Dopo la rescissione del contratto con Ivan Basso, la CSC conferma la sponsorizzazione al team diretto da Bjarne Riis sino al 2008. La holding americana pone cosi’ fine alle voci di un disimpegno dopo il coinvolgimento del suo ex-leader nell’operazione spagnola antidoping, Puerto, dicendosi "soddisfatta per la decisione di Riis nei confronti di Basso. Il nostro accordo prevede la sospensione degli atleti accusati di doping e il loro licenziamento in caso di colpevolezza accertata".

fonte: raisport

Ottobre 18 2006

È ufficiale il divorzio fra Ivan Basso e la CSC

Di comune accordo, Team CSC e Ivan Basso hanno deciso di terminare il loro rapporto di collaborazione.
“Dopo tutto quello che è successo, in particolare quest’estate, la squadra e Ivan di comune accordo hanno deciso di separarsi. E’ stata una decisione molto sofferta, ma ambedue le parti sono d’accordo che è arrivato il momento di lasciarsi. Noi vorremmo sfruttare questa occasione per ringraziare Ivan per il suo tempo trascorso con il team e per i grandiosi risultati che lui e il team hanno raggiunto insieme. Allo stesso tempo, auguriamo a Ivan tutto il meglio per il suo prossimo futuro” dice Bjarne Riis.

fonte: CSC

Ottobre 17 2006

Tutto il Pro Tour

Valverde vince la classifica individuale, la CSC quella a squadre, la Spagna quella per nazioni. Tutti i numeri del Pro Tour 2006.

285 - quanti i punti incamerati da Alejandro Valverde, vincitore del II Circuito Pro Tour, che succede nel piccolo Albo d’Oro di riferimento a Danilo Di Luca. Dietro a Valverde, sul virtuale podio del Pro Tour, il connazionale Samuel Sanchez (213 punti) e il lussemburghese Schleck (165)

155 – quanti i punti incamerati da Alessandro Ballan, sesto in graduatoria e miglior italiano Pro Tour. 3 gli azzurri nel Top Ten, con Bettini 8° e Basso 9°. 40 invece i corridori italiani che hanno fatto punti Pro Tour, 209 in tutto invece i corridori andati a segno.

808 – punti incamerati dalla Spagna che vince la classifica riservata alle nazioni davanti all’Italia, quota 651. Spagna ovvero Valverde che sa vincere le classiche ed essere molto competitivo nei Grandi Giri, ovvero Samuel Sanchez che finalmente si sblocca e vince una classica. Ma ha pesato e non poco il trionfo sub judice di Pereiro al Tour de France sul trionfo finale iberico.

BUONA COMUNQUE L’ITALIA DEL PRO TOUR – Abbiamo cominciato con Pozzato vincitore della Milano-Sanremo. Poi i buoni piazzamenti di Ballan al Nord, la vittoria di Basso al Giro d’Italia, l’acuto di Nibali a Plouay e per chiudere, il trionfo tra le lacrime di Bettini al Giro di Lombardia.

388 – i punti incamerati dalla CSC, vincitrice della classifica riservata alle squadre. Si può discutere, eccome, sulla personalità di Bjarne Rijs, volendo anche sul suo discusso passato di corridore (lo chiamavano mister 60%) e sui suoi metodi (ovvero come ha malamente scaricato Ivan Basso al Tour de France). Ma non si deve discutere sul valore di questa squadra, che sa correre da squadra pur essendo formata da grandi singoli. Dietro al team CSC la Caisse d’Epargne di Valverde (350 punti). Per ciò che riguarda le squadre italiane Pro Tour, buon 5° posto per la Lampre (327 p), 14ma la Liquigas (247 p), 18mo il team Milram (185 p). Maglia nera Pro Tour alla Francaise de Jeux, 20ma e ultima con 173 p.

IL REGOLAMENTO NON VA – La Quick Step Innergetic ha portato a casa la bellezza di 3 corse monumento come Sanremo (con Pozzato) Giro delle Fiandre (con Boonen) e Giro di Lombardia (con Bettini). Ma pur avendo fatto strepitosi risultati in corse di questo calibro, anche considerando che i monumenti del ciclismo sono in tutto 5, la suddetta Quick Step Innergetic si ritrova, in graduatoria 13 ma. Ovvero una gradino sotto la Cofidis, buona squadra per carità, ma che nel 2006 non ha vinto nulla, a confronto di quanto hanno fatto i Quick Step.

Eurosport

Ottobre 16 2006

Ivan Basso si separa da Riis e dalla Csc

Novara. Adesso lo si può dire: il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia, Ivan Basso lascia la Csc di Biarne Riis. Tra la coppia più affiatata del ciclismo degli ultimi anni, era calato da tempo il gelo. Il rapporto si è definitivamente rotto il 29 giugno scorso, vigilia del via del Tour de France. Basso viene rispedito a casa con il sospetto di aver fatto ricorso alle cure illecite del medico spagnolo Eufemiano Fuentes, cioè di essersi dopato. Riis accetta di applicare il «codice etico» e lo rispedisce a casa. Ieri l’incontro tra il legale del corridore varesino, Massimo Martelli, e il team manager della Csc, ha sancito definitivamente il divorzio consensuale. Ancora qualche giorno e anche l’ultimo velo sulla futura squadra del varesino potrà essere tolto.

fonte: il giornale

Ottobre 15 2006

Basso, tornero’ a vincere

Ivan Basso non sa ancora per chi correra’ il prossimo anno ma e’ sicuro di tornare a vincere molto presto. Il vincitore del Giro dichiara di non essere preoccupato dallo stop agonistico impostogli dal suo attuale team, la Csc, che non gli ha permesso di correre il Lombardia. Per Basso, che incontrera’ domani a Lugano il manager della squadra Bjarne Riis, si parla di offerte concrete della Milram di Petacchi e della Discovery Channel di Popovych e Hincapie.

fonte: raisport

Ottobre 15 2006

Basso e Csc: già domani si può sapere qualcosa

«Il mio futuro sarà discusso già da domani quando incontrerò il team manager CSC Bjarne Riis a Lugano»: sorridente, all’ennesimo bagno di folla al circuito di Castano Primo, Ivan Basso si è detto sereno per il suo 2007 agonistico.
Dopo l’archiviazione della sua posizione in merito all’operazione antidoping spagnola non lo preoccupa lo stop agonistico impostogli dal suo attuale team al Giro di Lombardia di ieri. «La gente mi sta testimoniando che quello che mi e’ accaduto negli ultimi mesi e’ stato rimosso: noto tanto affetto e questo mi da’ stimoli nuovi. Il mio ambiente si e’ dimostrato titubante a farmi rientrare in gara al Lombardia? E’ una situazione che finira’ molto presto».
Con un sorriso Basso, accompagnato dal padre Franco, è già proiettato sulla stagione 2007 con ampi propositi di riscossa: «Non posso
dire al momento se correrò per una squadra straniera o italiana, so solo che tornerò a vincere molto presto».
In merito al contratto che lo lega al CSC fino al 2008, ieri Riis era stato molto evasivo: per Basso appaiono al momento concrete le offerte
della Milram di Alessandro Petacchi e della Discovery Channel di Popovych e Hincapie.

fonte: tuttobiciweb

Ivan Basso Liquigas Team Newsletters Forum di discussione Chat Rassegna stampa