
Al Giro 2009, quello del suo ritorno dopo i due anni di stop scontati (dignitosamente) per la vicenda Operacion Puerto, Ivan Basso era arrivato con un grande morale, alzatosi grazie al successo ottenuto al Giro del Trentino che quello d’Italia anticipava di un paio di settimane. Altra storia però il Giro, Giro d’Italia. Le 3 settimane della corsa rosa hanno impietosamente messo Basso di fronte all’evidenza dei fatti. Era impossibile, dopo 2 anni di fermo, non scontare la lunga assenza, il lungo non provare ‘il ritmo gara’, il non cimentarsi con gli altrui cambi di ritmo, il non dover cercare di reagire ad essi. Incontriamo Basso a margine della kermesse post Giro di Usmate, Ivan Basso da Cassano Magnago. Volto disteso dietro gli occhialoni da sole, cominciamo la chiaccherata tornando a parlare di Giro d’Italia. “Un buon Giro, definirei il mio. Buono come il risultato finale che ho conseguito, ammetto che speravo di poter fare un pò meglio. Ma era importante per rientrare in maniera definitiva, questo Giro. E mi fa essere ottimista per il futuro. Parto da una condizione psico fisica piuttosto buona”.
In direzione Vuelta Espana, che è la prossima grande corsa per te. Cosa farai in Spagna ? “Il massimo che potrò. Il Giro mi è servito molto, credo a questo punto di aver colmato il gap che avevo rispetti ai miei colleghi che negli ultimi 2 anni , al contrario mio, non sono rimasti fermi. Credo di potermi presentare al via della Vuelta con la condizione giusta per lottare, anche per la classifica. Vedrete che alla fine il Giro, un Giro che è stato corso a grandi velocità, mi pare con una media record, mi sarà stato molto utile proprio in chiave Vuelta. Era un Giro non durissimo, sulla carta. Ma si è rivelato alla fine molto ma molto faticoso per tutti”.
Ivan Basso non correrà il Tour de France. E non crede che la prossima Boucle sia destinata a risolversi in un duello intestino alla Astana, tra Armstrong e Contador. “Entrambi giustamente da considerare tra i veri favoriti, ma non sono gli unici. Penso ai due Schleck, Sastre, Evans. Tutti serissimi contendenti, lo stesso Menchov anche se rischia di pagare le fatiche del Giro. E non dimenticatevi dei miei compagni, il terzetto Kreuziger-Nibali-Pellizotti. Faranno ottime cose”. Ma se proprio devi sceglierne uno “Metto Contador sopra agli altri, quantomeno per ciò che ha dimostrato di saper fare negli ultimi 2 anni. Ma vedrete che Armstrong sarà assolutamente all’altezza della situazione”.
fonte: sportitalia











